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Il cammino di genitore

A volte ci sono dei modi di interpretare il ruolo genitoriale legato a culture e tradizioni. Altri che riflettono il vissuto altri che seguono le mode.

Una grande difficoltà che può capitare ad un figlio è quella di ricevere un educazione da genitori che sanno tutto, onnipresenti che in un certo qual modo si sostituiscono alla vita del figlio, decidendo amicizie studi e quant’ altro.Nella mia vita ho sempre pensato che essere genitore non vuol dire essere padrone del figlio non si è protagonisti del suo destino né ci si deve sostituire ad esso, non sono i figli oggetti di proprietà nostra ma sono essere umani con uguale e differente intelletto, sentimenti,che noi abbiamo il dovere di aiutare a sviluppare con senso umano e critico nella libertà in ogni sua sfaccettatura.

A volte pensiamo che siamo bravi genitori se sappiamo esercitare un efficace controllo e ci sentiamo responsabili di ogni cosa che accade pensando che come genitori non siamo stati capaci nemmeno questo è giusto. Noi siamo essere umani esattamente come i nostri figli con pregi e difetti. A noi sta il compito di sostenere aiutare illuminando orientando senza farci travolgere l’ uno dall’ altro, sia nella gioia sia nei dolori, cercando nel migliore modo possibile di farli crescere e diventare uomini. La nostra società cambia velocemente, la moda i comportamenti  il modo di vita è diverso  molti valori cambiano e noi dobbiamo imparare ad ascoltare e dialogare sempre coi figli che crescono, ascoltandoli senza predominare sulle loro convinzioni ma aiutandoli a comprendere il senso dell’ essere, accettando i figli nella loro individualità unicità e originalità. Il rispetto della dignità dell’ individuo sia esso figlio o…è la cosa essenziale nei rapporti educativi e di crescita  di un ragazzo. A volte noi adulti pecchiamo verso di loro di mancato rispetto senza volerlo perché pensiamo, non siano  grandi abbastanza . prendere in considerazione un ragazzo un figlio nella sua globalità e integralità è  quello che conta di più per  la costruzione di un individuo che sappia essere ciò che egli è…avendo noi coscienza dei loro sentimenti accettandoli positivamente  proprio perché sono loro. Dandogli quella sicurezza di poter poi, avviarsi verso il lungo cammino che è la vita  percorrendo strade sicure anche se impervie. 

Stella Carfora

 

I figli questi  sconosciuti!

Tanto amore e gioia porta l’ arrivo di un figlio/a, si crede che quel piccolo essere così indifeso, sia nostro. lo coccoliamo,lo amiamo senza riserve è parte di noi. Man mano che cresce quel  bimbo comincia a staccarsi e diventare soggetto autonomo…si definisce il suo carattere anche in base alle regole che un genitore sa trasmettere…  comincia l’ avventura della vita…il suo cammino ha percorsi socializzanti che non sono più ristretti all’ ambito familiare. la scuola gli amici i suoi interessi e piano diventa un mondo a se…sempre più distante sempre più "soggetto singolo"in quanto è essere a se,ai cambiamenti e alle regole sociali della comunità .deve imparare a vivere con gli altri  per affermare la sua identità nel mondo, che lo circonda e che non è più quello, in cui era centro di quel universo che è la famiglia. cominciano le prime schermaglie i primi conflitti coi compagni e,imparare a contenerli. Successivamente si ripresentano  nell’ adolescenza  e,sono rivolti verso i genitori, sono conflitti per affermare l’ identità il suo essere parte a se,con pensieri,emozioni e sentimenti,diversi dai genitori. Da parte nostra non abbiamo sempre percezione dei cambiamenti che avvengono nei nostri figli, non è facile accorgersi dei cambiamenti interni se loro non vogliono farceli capire, non diamo peso alle loro parole ai loro gesti,crediamo sia scontato il loro crescere scordando il nostro crescere,le nostre difficoltà avute prima di loro! Ad un certo punto per cause strane come un fatto che accade all' improvviso apriamo la mente che prima era chiusa,rendendoci conto che qualcosa è cambiato. comincia la consapevolezza di non conoscere quel figlio/a, fino a qual momento abbiamo creduto che quel essere, fosse come noi lo desideravamo e non ciò che egli è…  senza capire che non è noi non sarà mai uguale a noi,ma un mondo a parte da noi! A volte ci chiediamo guardando il figlio/a ma è proprio mio figlio che ha questi atteggiamenti? Si è nostro figlio/a non siamo stati attenti e capaci a vedere ciò che cambiava internamente ad esso, solo perché non abbiamo mai voluto prendere coscienza della sua costruzione di identità,rendendoci conto che tutto ciò è  avvenuto senza di noi. nessuno ha ricette per essere genitore, non si hanno particolari inclinazioni e formazione per essere preparati a quel nuovo essere che nasce, che cresce, coi suoi conflitti, le sue gioie, i suoi dolori le sue esperienze  in  relazioni agli altri,nell' affermare il suo posto nel mondo! dobbiamo comprendere che,  le sue esperienze giuste o sbagliate che siano per noi, lo  porteranno a diventare un domani ciò che sarà. noi, non possiamo sostituirci nella loro esperienza di vita, viverla al loro posto ma, possiamo da genitori, saper esserci,punto fermo di quel percorso che farà nella sua vita. Noi, non siamo amici dei nostri figli questo è bene comprenderlo,siamo i genitori, la famiglia, gli amici sono altro, si scelgono in base alle empatie tra simili e spesso non durano per sempre. i genitori invece, sono parte fondamentale nell’ percorso di vita di un figlio/a, siano essi genitori assenti o presenti buoni o cattivi,sono quelle radici di quel essere unico che è!e deve essere così… se abbiamo trasmesso regole e valori giusti questi restano dentro di loro,qualsiasi percorso di vita  sceglieranno sapranno da soli capire il giusto modo di vivere. anche se per arrivarci avranno macigni e muri da scavalcare saranno forti, avranno radici forti come un albero di quercia. un genitore oltre ad amare i figli deve sostenerli senza mai condizionarli dando per scontato che egli non è noi! con ferma autorevolezza, far capire  ciò che è giusto o sbagliato lasciandoli liberi di fare le  scelte che ritengono migliori .. rispettandole fino in fondo,anche quando non si comprendono. L’ importante  è aver  dato loro quella sicurezza e stabilità che li accompagni sempre come punto di riferimento del loro cammino sulle strade della vita.le radici che li sosterranno nella tormenta facendo di quel piccolo fuscello che cresce un grande e forte albero che a sua volta farà nascere altri forti alberi!per questo  una buona formazione pedagogica ai genitori ai docenti Porterebbe a costruzioni di comprensione e consapevolezza univoca a formare quel figlio che spesso non si conosce!

                             Stella Carfora

                                            

 

                                     

LE EMOZIONI NELLA CRESCITA DEI FIGLI

 Sono una dimensione necessaria alla vita umana. Senza di esse la vita cosa sarebbe?non ci sarebbero conflitti e sofferenze;ma, allo stesso tempo non ci sarebbero neppure la gioia,l'amore,la tenerezza. Sarebbe difficile pensare alla natura; ai prati, ai boschi, ai fiori, al cielo ed al mare senza colori, cosi la vita dei figli degli uomini, senza emozioni sarebbe morta, insignificante,le emozioni sono importanti nelle interazioni tra genitori e figli, tra fratelli, tra amici, tra esseri umani.”L’ uomo è, un essere sociale”MA NOI non sempre siamo attenti,molto spesso non ascoltiamo i sentimenti,perché non siamo abituati. Noi genitori a volte decidiamo di ignorare non sentire non dare importanza alla sfera emotiva e dei sentimenti, incoraggiando i figli a comportamenti simili; e a non imparare ad usare la dimensione essenziale della sua personalità. Senza la consapevolezza dei propri sentimenti un figlio, un bambino non può entrare in contatto con se stesso in modo adeguato e non può,essere sensibile nei confronti degli altri. Le emozioni sono e possono essere forze positive,che danno energia e ricchezza alle esperienze,sono sorgente di forza e motivo di azioni. Ma, possono disorientare,allontanare,creare isolamento e barriere se non hanno controllo. Le emozioni hanno un grande valore e importanza sulla vita e sullo sviluppo della personalità di ogni essere umano. Ed è compito dei genitori dare ai figli gli strumenti per valorizzare la ricchezza interiore data ad ognuno di noi dalle emozioni,saper riuscire ad incanalare le positività dei sentimenti nella giusta direzione, promuovendone la crescita emotiva, noi sappiamo che l’ emotività non è stabile ma, è fluttuante in base ai giorni, ed ai contesti in cui ci si trova. Saper costruire attorno ad un bambino,un ragazzo, un figlio un ambiente educativo favorevole, che sappia dare non solo importanza ai bisogni e ai diritti, ma anche all’ impegno alla responsabilità.

“Ascoltare le emozioni” è il primo dei compiti che un genitore deve avere!

                                 Stella Carfora

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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