Una
mano, due mani, un gesto che fa la differenza!
Dove lo stato è carente, negando anche il diritto
alla salute dei bambini
una mano,due mani,un gesto che fa la differenza!
Solo poche volte,ho aderito come AGE Pompei ad una
iniziativa di raccolta fondi online
e solo per cause che penso siano importanti, specie
se riguardano i bambini.
chiedo quindi a chi può, di aiutare questo bimbo a
vivere una vita dignitosa.
Stella Carfora
Ciao,mi chiamo Luigi Schettino
Sono nato a Napoli il 24/07/2004, sono affetto da
una sindrome molto rara
chiamata Opitz Frias MD1, questa malattia non mi
permette di crescere
e camminare.I miei genitori hanno fatto di tutto per
saperne di piu’ ma attualmente
in Italia non ci sono cure. Il mio piu’ grande sogno
e’ di poter crescere
e camminare per poter correre e giocare con il mio
fratellino Umberto
e mia sorella Rosita.
Dopo tanto girovagare abbiamo trovato una struttura
dove mi possono curare
ma e’ tanto lontana. Questo centro e’ in Florida e
la terapia da farmi sarebbe
l’ossigeno terapia, ma costa davvero tanto. Percio
chiedo a tutti voi di aiutarmi
a realizzare il sogno mio e dei miei genitori, che
ogni giorno lottano per offrirmi
un futuro migliore.
UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI DA LUIGI
INFO: Via Casone, 37 - POMPEI - Tel. 081 850 11 62
Conto Corrente Bancario Intestato a Schettino
Catello
C/C 56748279
Cod. I.B.A.N.
IT04Z0623040080000056748279
BANCA CARIPARMA di Pompei (Na) - Via Piave, 14
Conto Corrente PostaPay
4023 6005 5261 8821
ufficio postale (Via sacri Cuori, 32 Messigno -
Pompei - Na)
sito web:www.luigischettino.it
Ricevo e pubblico
IL COMUNICATO STAMPA
UNA CHIAVE PER DIRE NO ALL’OMERTA’
Le Associazioni del
territorio continuano nella lotta contro la gestione
commissariale del Consorzio di Bonifica dell’Agro-Sarnese-Nocerino,
ed organizzano il pellegrinaggio della speranza.
L’appuntamento è per
domenica 22 marzo 2009 alle ore 8.00 in
Piazza Bartolo Longo in Pompei dove saranno
raccolte simbolicamente le chiavi delle nostre case.
Subito dopo le donne
presenti, partiranno in pellegrinaggio per
raggiungere a piedi il Duomo di Napoli e
consegneranno le chiavi raccolte al Cardinale
Crescenzo Sepe.
Il gesto simbolico
serve per ricordare alle istituzioni il totale
disinteresse ad affrontare la questione, permettendo
17 anni di gestione illegittima del consorzio senza
mai intervenire per ristabilire il giusto equilibrio
tra istituzioni e cittadini.
Il gesto simbolico
serve per dire basta !!!
A chi pretende di
essere pagato solo per mettere a posto i suoi conti.
A chi per 56 anni ha
impedito ai cittadini coinvolti di fare le scelte
per rendere sicuro il territorio in cui vivono.
A chi ha messo in
atto una violenta persecuzione con sequestri e
ipoteche per mettere a tacere chi coraggiosamente si
è opposto e così nascondere le proprie
responsabilità.
Porta in piazza una
chiave per difendere la tua casa, la tua libertà, il
tuo territorio.
Contemporaneamente al
pellegrinaggio, le Associazioni raccoglieranno le
firme per un esposto alle autorità competenti presso
il gazebo opportunamente allestito in Piazza Bartolo
Longo.
Partecipa
all’iniziativa contattando: Associazione
Territorio Libero di Pompei tel/fax 0818621236 -
Comitato diritti dei cittadini di Poggiomarino
tel/fax 0815285106 - Comitato pro via Scafati
Sant antonio abate tel 0818734934.
TUTTI IN PIAZZA
contro il Consorzio Agro-Sarnese-Nocerino
Domenica 22 marzo
Piazza Bartolo Longo ( Pompei )
Pompei 17 marzo 2009
IL COMITATO PROMOTORE
Ricevo e Pubblico,
dal Presidente AGE Nazionale
LA COMUNICAZIONE del responsabile per l'A.Ge.
dell'Ufficio Mondialità, Europa e Integrazione,
segnalazione di una importante RISOLUZIONE DEL
PARLAMENTO EUROPEO, adottata il 18 dicembre 2008,
relativa ad "Apprendimento permanente per la
conoscenza, la creatività e l'innovazione -
Programma di lavoro Istruzione e formazione 2010".
E' un testo da conoscere, che si colloca nella
cosiddetta "Strategia di Lisbona 2010": provocherà
ricadute nel sistema scolastico-universitario e
nella formazione degli adulti. Vi sono, qua e là,
cenni alla valorizzazione dei genitori e alla
necessità di formazione.
Nel dibattito spesso solo italiano e
autoreferenziale sulla scuola, è opportuno ampliare
un poco gli orizzonti.
Di seguito, il collegamento al testo approvato,
nella traduzione italiana. Si invita a consultare il
sito del Parlamento europeo, cliccando sul link per
sapere di più
I "Patti di corresponsabilità educativa",
ricorda A.Ge., presuppongono relazioni autentiche
«Le scuole hanno il dovere di comunicare alle
famiglie l'andamento scolastico dei figli, negli
incontri scuola famiglia, ma anche nel contatto
quotidiano che potrà essere affidato sempre più
spesso alle nuove tecnologie, - ha recentemente
dichiarato il ministro dell'Istruzione, on.
Mariastella Gelmini - i genitori che lo vorranno,
infatti, riceveranno un sms che li informa
dell’assenza dei figli dalle lezioni.»
La tecnologia pare destinata a un ruolo di primo
piano nel nostro sistema dell’istruzione, ha
confermato il ministro per la Pubblica
amministrazione, on. Renato Brunetta, assicurando
«che entro un anno la stragrande maggioranza delle
famiglie riceverà per e.mail o potrà consultare via
internet la pagella scolastica o altre informazioni
sull’ andamento scolastico dei figli.»
«Senza dubbio è funzionale alla trasparenza e alla
tempestività l'invio di comunicazioni e pagelle alle
famiglie attraverso sms ed e.mail - ha commentato
Davide Guarneri, presidente dell'Associazione
Italiana Genitori Onlus - tanto che già oggi se ne
fa uso sostanzioso e l'autonomia che nel nostro
Paese la legge attribuisce agli istituti offre ampie
opportunità, senza bisogno di alcun ulteriore
provvedimento legislativo.»
Nel contempo, sembrerebbe opportuno ribadire come
nessuna tecnologia e nessuno strumento possano
sostituire il colloquio interpersonale tra
insegnanti e genitori: i "Patti di corresponsabilità
educativa" si sostanziano di relazioni autentiche,
volte all'individuazione di scelte educative, non
solo alla conoscenza asettica della misurazione di
conoscenze.
«L'A.Ge. propone la valorizzazione di progetti che
davvero sostengano il dialogo tra i genitori e la
scuola, - aggiunge Guarneri - quali l'effettuazione
di riunioni e colloqui in orari adeguati agli
impegni lavorativi dei genitori. Da tempo, inoltre,
l'A.Ge. chiede il riconoscimento dell'impegno
educativo dei genitori nella scuola analogamente al
lavoro di cura dei figli, utilizzando pure permessi
e congedi retribuiti per ragioni familiari.
Il sistematico allontanamento dei genitori dalla
scuola, in atto nella prassi e sotteso anche a
disegni di legge di prossima discussione- conclude
il Presidente - rischia di risultare agevolato da un
sistema di comunicazione unidirezionale, ancorché
efficiente.»
AGE Pompei
Ricevo e
pubblico un interessante comunicato che molti
dovrebbero leggere,in quanto per logiche che
non si riescono a spiegare sulle rappresentanze di
categorie sia genitoriali che professionali quali
siano i criteri che dallo stato sono riconosciuti
oltre alla legge che definisce e sancisce i suddetti
criteri,quali altri vi siano! molto spesso mi
domando:chi davvero rappresenta le istanze
collettive e in che modo?e chi rappresentano. molti
rappresentano solo sè stessi,non tenendo conto di
realtà e situazioni differenti. vi lascio alla
lettura del comunicato sperando che in molti
riflettano!
Stella Carfora
COMUNICATO STAMPA
PEDAGOGISTI
PROFESSIONISTI DISCUTONO DEL FUTURO DELL’EDUCAZIONE
E DELLA PROFESSIONE
Pedagogisti ed
educatori professionisti si sono incontrati a Napoli
nei giorni 11 e 12 dicembre per discutere del loro
futuro presso l’Università Suor Orsola Benincasa.
Pedagogisti ed
Educatori si sono interrogati sulla loro formazione,
sulle loro competenze, sulla necessità di visibilità
sociale e di utilità in una società che ha
rinunciato all’educazione per seguire modelli
consumistici del tipo “usa e getta”.
L’Associazione dei
Pedagogisti ed Educatori Italiani (APEI), presente
in tutte le regioni italiane, da tempo si interroga
sui percorsi formativi universitari e rileva
l’incongruenza dei curricula accademici rispetto ai
bisogni della gente, ma evidenzia anche l’incapacità
delle varie discipline delle Scienze umane a sapere
dialogare fra di loro nell’interesse della società.
E’ emersa l’assenza
di un profilo professionale unico e l’interesse
delle proposte provenienti da altre associazioni
professionali tese ad accaparrarsi risorse materiali
per conservare o acquisire spazi di potere
accademico o professionale.
L’APEI ha dichiarato
il suo rifiuto a logiche spartitorie nella
prospettiva di una legge quadro nazionale di
regolamentazione delle professioni cosiddette non
regolamentate o nuove.
L’educazione è un
interesse collettivo che riguarda le giovani
generazioni ma anche quelle adulte per la
costruzione della società della conoscenza e della
democrazia reale.
In questa prospettiva
l’APEI denuncia il clima di intimidazione che
proviene da lobbies potenti della pedagogia
accademica e associata, stigmatizza tale
comportamento e annuncia azioni pubbliche in difesa
delle centinaia di educatori che esercitano la loro
attività sottopagati e negati nella loro identità a
fronte dell’arroganza delle facoltà di Scienze della
formazione che da anni rilasciano lauree senza
sbocco professionale ingannando giovani che ad esse
si iscrivono pensando di acquisire competenze e
identità.
Per incoraggiare e
sostenere un clima positivo, l’APEI si è fatta
carico di istituire gruppi di lavoro fra quanti
lavorano sul territorio, nelle ASL, negli Enti
Locali, nelle Comunità di recupero, nelle Case
famiglia, nelle Parrocchie, nella Scuola, nelle
Carceri, nei Convitti, per addivenire ad una
corretta ed adeguata ridefinizione del profilo e
delle competenze professionali del pedagogista,
utile per la società del terzo Millennio.
Il
Presidente
Dott. Alessandro Prisciandaro
Oltre al sentimento
di cordoglio nei confronti delle famiglie colpite
chiediamo il rispetto dei diritti a tutela degli
studenti di ogni ordine e grado di scuola e di ogni
territorio!
NON SI PU0'NE'SI DEVE MORIRE A SCUOLA
Non ci sono giustificazioni ad un evento così
tragico, come quello del liceo Darwin di Rivoli
Torinese. nè come quella di San Giuliano,dove a
scarsa attenzione alla scuola di molti e la
noncuranza degli enti, fa si che accadano tragedie
come queste. è fatalità? no!sono cause naturali?no!
evento straordinario?no! non credo,c'è sempre una
corresponsabilità umana e un taciuto che fa comodo a
tutt,tanto, nessuno pensa possa accadere, poi
accade, e tutti a chiedersi il perchè!quindi mi
pongo una domanda, perchè quando si fa presente un
fatto,nessuno ascolta?perchè,tutti quelli che sono
preposti a verificare controllando che la
manutenzione ordinaria e straordinaria per eliminare
l'elemento pericolo non ottemperano
subito,ripristinando la normalità? molto spesso si
rimandano le responsabilità dicendo non è mia
competenza, o peggio,che non ci sono fondi per fare
manutenzione straordinaria, ma non la beffa è che i
fondi non ci sono nemmeno quella ordinaria.quindi
passa il tempo, pensando sempre che niente accadrà
se non poi, ritrovarci a piangere e discutere su
giovani vite spezzate. sappiamo che in Italia molte
sono le scuole a rischio ma tutte funzionano come se
fossero a norma!vorrei tanto che tutti facessero
solo il loro dovere, solo questo farebbe si, che
nessuna tragedia come queste possano mai più
accadere!
AGE Pompei
Stella Carfora
COMUNICATO STAMPA
A scuola per vivere
A.Ge.: perizie e
manutenzione, in condivisione con le famiglie, a
tutela degli studenti
Si rinnovano il
dolore e lo sgomento mentre la memoria corre al
2002, quando un sisma causò a San Giuliano di Puglia
30 morti,di cui 27 bambini, circa 100 feriti e oltre
2mila sfollati. A Rivoli,nel Torinese, sono in pieno
svolgimento le indagini al liceo Darwin dove ieri,
22 novembre, un tubo in ghisa si è abbattuto su Vito
Scafidi, 17 anni, uccidendolo e ferendo gravemente
altri ragazzi.
Oltre al sentimento
di cordoglio nei confronti delle famiglie colpite,
si affacciano alla coscienza questioni pertinenti al
tema della sicurezza proprio in ambito scolastico.
«Quella che i fatti mettono in luce», dichiara il
presidente dell’Associazione Italiana Genitori
Onlus, «è una generalizzata assenza di affidabilità,
proprio nell'Istituzione cui le famiglie affidano
ogni giorno i figli minorenni».
Molte istituzioni e
organismi hanno manifestato, in queste ore,
solidarietà alle vittime: il Ministro
dell'Istruzione on. Gelmini, il Forum delle
Associazioni Familiari, enti locali. Profondamente
addolorato per la sciagura, anche il Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano ha sollevato
urgenti interrogativi sulle garanzie a presidio
della sicurezza negli istituti scolastici.
«La gravità degli
eventi di Rivoli» conferma Guarneri «richiama
l'attenzione di tutti sulla necessità che le
strutture edilizie, tanto più quelle utilizzate da
bambini e ragazzi, siano sottoposte a controlli
rigorosi e regolari. Al di là delle croniche carenze
in termini di risorse idonee a momenti di vita
scolastica che non siamo le lezioni (sale mensa,
palestre...) è inquietante toccare con mano
l’assenza dei termini minimi della sicurezza».
Dai genitori emerge
una richiesta di maggiore partecipazione al
controllo dell'agibilità delle strutture, e di
predisposizione di piani di manutenzione almeno
decennali. La miglior vivibilità degli ambienti
ricade sulla miglior qualità dell'atmosfera
scolastica e dei progressi nell'apprendimento: un
obiettivo raggiungibile attraverso l'autonomia e
l'ingresso nella scuola delle famiglie a garanzia di
supervisione e vaglio delle condizioni delle
strutture e delle dotazioni in esse presenti.
«Versando il Paese in
un momento di aperta difficoltà quanto alla gestione
dei fondi, che alla Scuola in particolare sono stati
tagliati», conclude Guarneri «A.Ge. indica come
modus operandi la più stretta collaborazione tra
associazioni, Enti locali, e utenza scolastica,
soggetti tutti per i quali il bene del minore è
interesse primario e in nome del quale le energie
devono unirsi scegliendo i percorsi della tutela e
della prevenzione, su ogni piano, da quello della
progettazione a quello della manutenzione e custodia
degli edifici».
Il governo ha approvato il federalismo
fiscale Venerdí 03.10.2008 11:01"Il
ddl sul federalismo fiscale è stato
approvato all'unanimità da parte del
Consiglio dei ministri". Ad
annunciarlo ad Affaritaliani.it è
stato il ministro degli Affari Regionali
Raffaele Fitto.Il ddl
delega al governo sul federalismo fiscale è
"una legge ordinaria, non costituzionale",
spiega il ministro dell'Economia
Giulio Tremonti.Dopo la convulsa
giornata di giovedì, in cui il governo ha
incassato
solo a tarda sera in conferenza unificata il
disco verde condizionato
all'accoglimento delle proposte
dell'arcipelago delle autonomie locali,
il provvedimento approvato in via
preliminare già lo scorso 11 settembre, può
avviarsi ora a varcare ufficialmente le aule
parlamentari. E, come annunciato dal
ministro per le Riforme, Umberto
Bossi, iniziare il suo cammino dal
Senato.
FEDERALISMO/
CHIAMPARINO: CI SIA UN DIBATTITO
APPROFONDITO
Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino,
invita ad una discussione approfondita sulla
riforma federale: "C'è una bozza di legge
delega che definisce alcuni principi e su
questo ci deve essere un dibattito
approfondito", ha detto il ministro ombra
per le Riforme. "Per quanto riguarda i
Comuni - ha aggiunto Chiamparino - ritengo
sia positivo il fatto che si sia ottenuto
dal Governo un impegno almeno a ridarci
quello che ci era stato tolto con
l'abolizione dell'Ici; ci risulta che ci sia
un impegno preciso del Presidente del
Consiglio e spero che venga onorato".
FEDERALISMO/ COMINCIA L'ITER;
ERRANI:
SARÀ MOLTO IMPEGNATIVO
Con l'esame in
Consiglio dei Ministri del disegno di legge
delega sul Federalismo Fiscale, comincia un
processo "molto impegnativo per il Paese".
Lo ha detto il presidente della Conferenza
delle Regioni, Vasco Errani riferendosi
all'iter della legge che, con la prima tappa
raggiunta in conferenza unificata con il
parere favorevole di tutte le autonomie
locali, si avvia a un iter che non sarà
brevissimo. "Noi il federalismo lo vogliamo
- ha detto Errani - ma vogliamo avere tutte
le garanzie di partecipare insieme agli enti
locali a tutto il percorso di definizione
del federalismo fiscale, risorse, costi
standard compresi". Queste garanzie - punto
sul quale le autonomie locali nel corso
della lunga trattativa hanno
particolarmente insistito - attengono "ai
diritti fondamentali dei cittadini: sanità,
istruzione, assistenza, sevizi che vanno
assicurati in tutto il Paese perchè fanno
parte del patto di cittadinanza. Adesso il
lavoro si fa impegnativo,si vedranno le
carte, le risorse, si capirà che non siamo
di fronte a miracoli
annunciati, bensì di lavorare duro a
cominciare da una profonda riforma dello
Stato".Anche il presidente della Comunità
Montane, Enrico Borghi, "si sono gettate
buone
basi, dopo l'accordo di ieri in unificata,
Calderoli ha accettato di riconoscere
sottoil profilo perequativo fiscale, il tema
della specificità montana». E Fabio Melilli,
presidente dell'Upi, avverte sul rischio che
ci sia una gran parte dei fondi assegnati
oggi a Comuni e Province che siano devoluti
alle Regioni".
Governo-Comuni, accordo sull'Ici dopo le
proteste
sui casi Roma e Catania: in arrivo 945
milioni
ROMA (2 ottobre) - Accordo parziale in
serata, a Palazzo Chigi, tra governo e
Comuni. L'annuncio è stato dato dal
presidente dell'Anci, Leonardo Domenici,
al termine di un incontro al quale ha
partecipato anche Berlusconi.
I termini dell'accordo.
Complessivamente sono stati garantiti ai
Comuni 945 milioni di euro di cui 260 per
l'Ici prima casa 2008, 585 per l'Ici per i
fabbricati ex rurali 2007 e 100 milioni per
i costi della politica 2007; c'è anche un
impegno a reperire i 700 milioni della
seconda tranche dell'Ici ex rurali per il
2008. Domenici ha così confermato che i
Comuni parteciperanno alla Conferenza
unificata anche se l'accordo non soddisfa
tutte le richieste. In precedenza l'Anci
aveva annunciato che avrebbe disertato la
Conferenza unificata prevista un parere sul
disegno di legge delega sul federalismo
fiscale, in discussione domani. I comuni già
nella scorsa settimana avevano chiesto
assicurazione sull'approvazione da parte del
governo di un
decreto legge che saldasse i conti pregressi
tra governo e comuni tra cui il taglio
all'Ici, che ammontano complessivamente a
circa 1 miliardo e mezzo di euro.
Domenici: accordo politico di indirizzo.
Il presidente dell'Anci ha anche specificato
che «questo che abbiamo sottoscritto stasera
è un accordo politico di indirizzo; mi
auguro che il governo ne tenga conto e al
più presto approvi gli atti necessari per
renderlo esecutivo e per attuarlo». Domenici
ha sottolineato che tra le questioni ancora
aperte c'è quella inerente ai costi della
politica, perché
«i 100 milioni che Berlusconi si è impegnato
a dare ai comuni non sono sufficienti.
Questa questione va ancora affrontata, ma lo
faremo quando avremo le verifiche sugli
importi effettivi». A proposito dell'Ici
sulla prima casa si dovrà compiere un
aggiornamento che copra l'intero importo:
«C'è l'impegno a valutare quelle che saranno
le verifiche - ha aggiunto Domenici - sui
bilanci comunali dell'impatto sul mancato
gettito. Ritengo comunque che un passo
avanti importante sia stato fatto grazie
all'assunzione diretta di impegno e di
responsabilità da parte di Berlusconi, che
dovremo verificare nelle settimane e nei
mesi a venire».
L'Anci chiedeva che il governo
garantisse a tutti i comuni i finanziamenti
necessari al loro funzionamento, e che solo
dopo desse il via alle elargizioni a Roma e
Catania. Chiamparino aveva definito
vergognoso «assicurare 500 milioni di euro a
Roma e 160 a Catania, prima che tutti gli
altri comuni abbiano
il dovuto». Domenici aveva specificato che
l'Anci oltre alla richiesta di certezze sul
finanziamento di tutti i comuni ritiene che
sia «una incongruità il fatto che siamo già
stati stanziati dal Cipe 640 milioni per
Roma e Catania». Il timore, ha esplicitato
Chiamparino, è che i 640 milioni di Roma e
Catania vengano sottratti alle risorse che
il Ministero del Tesoro sta individuando per
i comuni per restituire i minori introiti
dell'Ici.
La Conferenza dei presidenti delle
Regioni ritiene «giuste,
fondate e motivate con gli stessi principi
del disegno-delega sul federalismo fiscale
la posizione dell'Anci che ha chiesto la
restituzione dei mancati trasferimenti per
il taglio dell'Ici. Il governo deve perciò
ascoltare l'associazione dei Comuni», aveva
detto a sua volta il presidente della
Conferenza, Vasco Errani, uscendo dalla
riunione dei governatori.
Formigoni sorpreso per i fondi a Roma e
Catania. I fondi di emergenza concessi al comune
di Catania e di Roma sono «sorprendenti».
«Ho chiesto ai miei uffici di capire sulla
base di che cosa questi stanziamenti sono
stati previsti», ha detto il presidente
della Regione Lombardia Roberto Formigoni in
un forum all'agenzia Ansa, aggiungendo di
essere «curioso di sapere in quale modo
questi saranno sottoposti all'esame del
Parlamento». Formigoni ha fatto riferimento
alla recente delibera del Cipe che ha
destinato 140 milioni a fondo perduto al
comune di Catania per evitarne il
fallimento, e ai fondi assegnati al comune
di Roma per tamponare il deficit di
bilancio. «I fondi messi a disposizione di
Catania e di Roma sono per me sorprendenti -
ha sottolineato Formigoni - e ho chiesto ai
miei uffici di farmi sapere alla luce di che
cosa questi stanziamenti sono stati
previsti, e su quali capitoli. Per carità
conosciamo tutti la situazione
amministrativa del comune di Catania e del
comune di Roma, ma ce ne sono anche altri
comuni nel paese che hanno manifestato
queste difficoltà». «Su questo tema - ha poi
concluso il presidente della Regione
Lombardia Formigoni - sono curioso di sapere
con assoluta chiarezza sulla base di che
cosa queste decisioni sonostate prese e in
quale modo verranno sottoposte
all'approvazione del Parlamento che immagino
dovrà esserci».
La replica di Alemanno. «Non c'è
nessuna novità sull'erogazione dei fondi. Si
sapeva che c'era questo piano di rientro e
che sarebbe stato finanziato. Abbiamo sempre
detto che senza l'aiuto del governo il
Comune di Roma non sarebbe riuscito a
controllare il debito ereditato dalle
precedenti gestioni», ha replicato il
sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Noi
faremo i nostri tagli e i nostri risparmi,
ma se non avessimo l'erogazione da parte del
Governo, oggi non avremmo la possibilità di
rimettere in equilibrio il bilancio. Non è
polemica politica, ma tra Catania e Roma la
differenza è che a Roma c'è stata la
gestione commissariale. Senza quella, e
senza i 500 milioni dati dal governo, la
Capitale ora sarebbe nella stessa situazione
di Catania», aveva aggiunto Alemanno
Pompei
La Crui: "Gli
atenei rischiano di non poter pagare neppure le
retribuzioni"
Se il Governo non fa dietrofront saranno possibili
azioni di protesta
I rettori bocciano la Finanziaria
Università, in arrivo nuovi tagli
ROMA - La casse
delle università italiane rischiano di andare in
rosso. A lanciare l'allarme è la Conferenza dei
rettori delle università italiane (Crui) che in una
nota, approvata all'unanimità, ha duramente
criticato la nuova Finanziaria presentata dal
Governo.
Nel documento , indirizzato al ministro Maria Stella
Gelmini, i rettori hanno ricordato che i nostri
atenei "sono strangolati e rischiano di non poter
pagare neppure le retribuzioni del personale". Pur
ribadendo "l'incondizionato impegno a operare per il
rinnovamento e la riqualificazione funzionale di
aspetti centrali della vita universitaria" la
conferenza dei rettori ha però pesantemente
contestato l'operato del Governo.
Nel mirino "dopo le misure previste dalla manovra
triennale approvata dal Parlamento prima della pausa
estiva" sono soprattutto le nuove misure della legge
Finanziaria "che prevede per il 2010 una diminuzione
del Fondo di finanziamento delle università
addirittura di 700 milioni (più del 10% dell'attuale
Fondo) e tagli drastici per le università non
statali. Non è più sopportabile - proseguono -
l'azzeramento dei finanziamenti per l'edilizia
universitaria che impedisce sia l'avvio di nuove
realizzazioni, funzionali alla didattica e alla
ricerca, sia - concludono - la semplice manutenzione
delle strutture esistenti".
Una bocciatura senza appello che potrebbe provocare
anche clamorose manifestazioni di protesta: "Deve
essere sin d'ora chiaro - avvisano i rettori - che
in assenza di provvedimenti adeguati, operativi
entro il 2009, non ci resterà che trarre le uniche
conseguenze possibili e coerenti con le loro
responsabilità di fronte ai rispettivi atenei e al
Paese. Il tempo a disposizione è brevissimo".
Fonte:("la Repubblica", 25 settembre 2008)
2. E' stata presentata ai sindacati una bozza della
riforma messa in campo dal governo
Nel documento non c'è neppure un accenno alla
questione del tempo pieno
Maestro unico, trenta per classe
ecco il decalogo della Gelmini
Molti condizionali, ma proviamo a fare il punto su
come potrebbe cambiare la scuola
di SALVO INTRAVAIA
Classi più numerose: fino a 29 alunni all'asilo,
fino a 30 nelle prime di medie e superiori. Lo
prevede la bozza di regolamento per la
riorganizzazione della rete scolastica presentata
ieri dal Ministero dell'Istruzione ai sindacati di
categoria. Non ancora il piano programmatico
promesso dal ministro Maria Stella Gelmini. E in più
i sindacati, che hanno visionato il documento, fanno
sapere che non c'è nessun accenno alla questione del
tempo pieno.
Il documento contiene i nuovi criteri per la
formazione delle classi, l'accorpamento degli
istituti, l'impiego del personale in esubero. "Il
piano deve essere definito nei dettagli con il
ministro dell'Economia", è stato spiegato ai
sindacati.
E infatti la riforma parte proporio dalla attuazione
della manovra economica estiva. Comunque tra mille
illazioni, polemiche e incertezze ("assurde", dicono
i sindacati) proviamo a fare il punto su quali
dovrebbero essere - il condizionale è d'obbligo - le
norme che in pochi anni dovrebbero cambiare volto
alla scuola italiana.
Due parole d'ordine, "essenzialità" e "continuità":
la seconda con le riforme precedenti, compresa
quella del Centro-sinistra, e la prima per
semplificare e rendere più efficiente l'intero
sistema-scuola. Il Piano si muove su tre direttici:
Revisione degli ordinamenti scolastici,
Dimensionamento della rete scolastica italiana e
Razionalizzazione delle risorse umane, cioè tagli.
Scuola dell'infanzia. L'organizzazione oraria della
scuola materna rimarrà sostanzialmente invariata.
Saranno reintrodotti gli anticipi morattiani
(possibilità di iscrivere i piccoli già a due anni e
mezzo) e nelle piccole isole o nei piccoli comuni
montani l'ingresso alla scuola dell'infanzia potrà
avvenire, per piccoli gruppi di bambini, anche a due
anni. L'esperienza delle "sezioni primavera" per i
piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi sarà
confermata.
Scuola primaria. E' il ritorno al maestro unico la
novità che ha messo in subbuglio la scuola
elementare. Già dal 2009 partiranno prime classi con
scansione settimanale di 24 ore affidate ad un unico
insegnante che sostituisce il "modulo": tre
insegnanti su due classi. Le altre opzioni
possibili, limitatamente all'organico disponibile,
saranno 27 e 30 ore a settimana. La Gelmini
"promette" anche di non toccare il Tempo pieno di 40
ore settimanali che potrebbe essere addirittura
incrementato ma, su questo punto, pare che il
ministero dell'Economia non sia d'accordo. E
l'insegnamento dell'Inglese sarà affidato
esclusivamente ad insegnanti specializzati, non più
specialisti, attraverso corsi di 400/500 ore.
Scuola secondaria di primo grado. La scuola media è
al centro di un autentico tsunami che si pone come
obiettivo quello di scalare le classifiche
internazionali (Ocse-Pisa) che vedono i quindicenni
italiani agli ultimi posti. L'orario scenderà dalle
attuali 32 ore a 29 ore settimanali. Per questo
verranno rivisti programmi e curricoli. Il Tempo
prolungato (di 40 ore a settimana) sarà mantenuto
solo a determinate condizioni, in parecchi casi
verrà tagliato. Per cancellare l'onta dei test Pisa,
si prevede il potenziamento dello studio
dell'Italiano e della Matematica. Stesso discorso
per l'Inglese, il cui studio potrà essere potenziato
solo a scapito della seconda lingua comunitaria
introdotta dalla Moratti.
Secondaria di secondo grado. La scuola superiore,
rimasta fuori da riforme strutturali per decenni,
vedrà parecchi cambiamenti. Gli 868 indirizzi
saranno ricondotti ad un numero "normale". I ragazzi
che opteranno per i licei (Classico, Scientifico e
delle Scienze umane) studieranno 30 ore a settimana.
Saranno rivisti, anche al superiore, curricoli e
quadri orario. Al classico saranno privilegiati
Inglese, Matematica e Storia dell'Arte. Allo
scientifico, in uno o più corsi, le scuole autonome
potranno si potrà sostituire il Latino con lingua
straniera. I compagni degli istituti tecnici e
professionali saranno impegnati per 32 ore a
settimana. Stesso destino per i ragazzi dei licei
artistici e musicali.
Riorganizzazione rete scolastica. Attualmente, la
scuola italiana funziona attraverso 10.760
istituzioni scolastiche che lavorano su 41.862
"punti di erogazione" del servizio: plessi,
succursali, sedi staccate, ecc. Secondo i calcoli di
viale Trastevere, 2.600 istituzioni scolastiche con
un numero di alunni inferiore alle 500 unità (il
minimo stabilito dalla norma per ottenere
l'Autonomia) o in deroga (con una popolazione
scolastica compresa fra le 300 e le 500 unità)
dovrebbero essere e smembrate e accorpate ad altri
istituti. Dal ondata di tagli della Gelmini si
salverebbero soltanto le scuole materne. Dovrebbero,
invece, chiudere i plessi e le succursali con meno
di 50 alunni: circa 4.200 in tutto. In forse anche i
5.880 plessi con meno di 100 alunni. Ma l'intera
operazione, che il ministro vuole avviare già a
dicembre, dovrà trovare il benestare di Regioni ed
enti locali.
Razionalizzazione risorse umane: i tagli. Il
capitolo dei tagli è lunghissimo. Alla fine del
triennio 2009/2010-2011/2012 il governo Berlusconi
farà sparire 87.400 cattedre di insegnante e 44.500
posti di personale amministrativo, tecnico e
ausiliario (Ata): 132 mila posti in tutto. Il
personale Ata verrà ridotto del 17 per cento. Il
rapporto alunni/docente dovrà crescere di una unità.
Maestro unico, soppressione di 11.200 specialisti di
Inglese alle elementari, contrazione delle ore in
tutti gli ordini di scuola, compressione del Tempo
prolungato alla scuola media, rivisitazione delle
classi di concorso degli insegnanti e ulteriore
taglio all'organico di sostegno contribuiranno alla
cura da cavallo che attende la scuola italiana.
L'intera operazione dovrebbe consentire risparmi
superiori a 8 miliardi di euro che in parte (30 per
cento) potranno ritornare nelle tasche degli
insegnanti, ma solo dei più meritevoli.
Fonte:("la Repubblica", 25 settembre 2008)
Pompei
Oggi 18 settembre al dibattito pubblico
sulle riforme della scuola
Organizzato dall'AGE
Pompei pochi i genitori, pochi i docenti...ma per me
è sempre e comunque un risultato positivo poichè se
anche una semplice parola è recepita e passa ad
altri si allarga l'informazione... e questo farà si
che saranno molti di più a comprendere
effettivamente cosa sta accadendo e cosa sta per
accadere nelle scuole pubbliche. A volte mi chiedo
se ho fatto tutto ciò che posso nel dare
informazioni ai genitori penso di sì.Da adesso in
poi un passo, dopo l' altro, percorreremo una strada
che condurrà comunque sempre alla meta.non saremo
più solo l' AGE Pompei o gli addetti ai lavori a
sapere ma si allargherà sempre di più l'
informazione!
Le firme raccolte dalla nostra associazione tra
Pompei, l' Università ed altre città vicine sono
già, per un associazione genitori COME LA NOSTRA,
molte e che va al di la del dibattito pubblico di
oggi che poteva essere appoggiato o meno dalle
istituzioni,dai sindacati dai docenti di Pompei, che
hanno altri canali per essere tutelati. l' AGE
POMPEI è il solo canale nella nostra realtà che
hanno i genitori: perchè nemmeno i presidenti dei
consigli di circolo e di istituto invitati da noi a
sostenere la scuola pubblica erano presenti. Erano
presenti infatti,i genitori sensibili a queste
tematiche perchè vivono in prima persona le
situazioni difficili dei figli. Questo mi fa capire
anche quanta poca sensibilità esiste tra chi non ha
problemi. L'Age Pompei,sostenuta in questa occasione
dall' Age Striano. ha solo come unico fine il bene
dei bambini. nei prossimi giorni ci attiveremo per
intraprendere altre iniziative finalizzate ad essere
più visibili con l' appoggio dei politici presenti
al dibattito che hanno garantito tutto loro
appoggio. l' AGE Pompei ringrazia inoltre anche il
sindaco che ha inviato una lettera ufficiale per l'
occasione, ringrazio i presenti e anche gli assenti
e aggiungo che l' importanza della nostra azione
consisteva nel pubblicizzare i contenuti degli
ultimi DL nell' interesse dei genitori dei docenti
ma sopratutto nell' interesse dei bambini chiedendo
che si rispetti il loro diritto allo studio.
Stella Carfora
Pompei L' AGE Pompei invita quanti
hanno la possibilità a raggiungerci per essere
insieme a difesa della scuola di tutti!
DOVE E’ FINITA LA CONDIVISIONE?
Pensiamo davvero che gli ultimi D.L.vi di riforma
della scuola rispettino la Dichiarazione Universale
dei Diritti dell’ Uomo, o i diritti universali del
bambino?
Non si puo’ pensare di operare tagli per risparmiare
UCCIDENDO la scuola pubblica,luogo di valori
e crescita di risorse umane
Nel clima di profonde innovazioni e di ritorni
nostalgici agli anni ’50, l’ Age Pompei si chiede:
che fine hanno fatto le conquiste e i progressi
ottenuti finora?
Non si può, con un colpo di spugna, cancellare ciò
che di buono è stato fatto fino ad oggi, si può solo
migliorarlo.
IL 18 c.m. alle 16,30 nell’ area antistante il
1°C.D. di Pompei (lato ingresso scuola
dell’infanzia) la comunità scolastica, i
cittadini, i rappresentanti delle scuole di Pompei,
le autorità, le forze politiche, i sindacati del
territorio sono invitati a partecipare a sostegno
delle iniziative che si vorranno intraprendere
“INSIEME” a favore della scuola pubblica con
dibattito raccolta firme a sostegno della scuola
pubblica!
Garantire il diritto allo studio per tutti
Ridare dignità e riqualificare realmente la
scuola pubblica con risorse umane e risorse
economiche
No alla scuola come Fondazione! Ma uguali
Opportunità di trattamento tra scuole e scuole, tra
territorio e territorio, tra nord e sud poiché
questo inciderebbe fortemente sulla libertà di
scelte didattiche-educative.
Garantire il diritto allo studio dei diversamente
abili, rispettando e applicando la L.104/ 92,
garantendo i diritti acquisiti con le figure
professionali già previste(Docenti di Sostegno)
Assicurare il tempo pieno laddove necessita ed è
richiesto.
Riformare gli OO.CC. garantendo equità ed equilibrio
tra le componenti che ne fanno parte,ridando valore
ai principi della partecipazione democratica e
sociale.
NO al Federalismo e SI all’autonomia effettiva
delle scuole perché solo con l’autonomia si possono
attuare i criteri di miglioramento
I genitori e i docenti chiedono
l’immediata abrogazione dei decreti sicuramente
penalizzanti per il sud già fin troppo pesantemente
penalizzato.
Gli Organi ,istituzionalmente preposti, non si
chiedono perché negli anni passati c’è stata
indifferenza e scarsa partecipazione da parte delle
varie componenti della comunità scolastica ?Questi
atteggiamenti sono scaturiti dalla mancata
considerazione da parte dello Stato e dei governi
che si sono succeduti e che non hanno voluto
“ASCOLTARE” realmente la voce dei cittadini.
STUDENTI, DOCENTI,GENITORI E’ GIUNTA L’ORA DI
ALZARE IL CAPO E PRETENDERE A VIVA VOCE CIO’ CHE A
NOI E’DOVUTO COSTITUZIONALMENTE "GARANTIRE IL
DIRITTO ALLO STUDIO PER TUTTI"!!!
AGE Pompei - AGE Striano
Pompei
Ricevo e pubblico, l’ appello del forum degli
insegnanti,per fare informazione e chiedere una
mobilitazione a favore della scuola pubblica, troppo
bistrattata e poco curata da chi, avrebbe potuto e
dovuto!non si può restare passivi e inerti quando c'
è di mezzo la scuola. che è dopo la famiglia il
luogo culturale,educativo formativo più importante
per i giovani,e per una società migliore! Stella Carfora
SCUOLA PUBBLICA MUTILATA E DEGRADATA
L’anno scolastico 2008-09 si apre sotto l’infausto
segno dei catastrofici provvedimenti del governo
Berlusconi, dei suoi ministri della scuola,
dell’economia e della pubblica amministrazione che
gareggiano
per raccogliere tutto il peggio delle politiche
scolastiche dei precedenti ministri Berlinguer,
Moratti e
Fioroni e assestare il colpo definitivo alla scuola
pubblica, disgregandola, impoverendola e
ridicolizzandola all’inverosimile.
Con la legge 133/08 si massacra la scuola tagliando
70 mila posti di insegnanti e 43 mila di ATA, a cui
si aggiungono i 47 mila posti già soppressi dalla
Finanziaria del governo Prodi, per un totale
inaudito di
160 mila posti in meno, con la grottesca motivazione
della “migliore qualificazione del servizio
scolastico”: il che si traduce, oltre che nella
massiccia espulsione di precari, nell’aumento a
dismisura
degli alunni per classe, nella riduzione delle
materie, delle ore di lezione e forse anche della
durata delle
singole lezioni, nell’accorpamento delle materie di
insegnamento per singolo docente, con ovvio
abbassamento di qualità didattica, nell’attacco al
tempo pieno e prolungato e al sostegno all’handicap,
nella riduzione dei Corsi serali, di corsi dei
alfabetizzazione degli stranieri, dell’educazione
degli adulti,
nel taglio di 8 miliardi di euro per i finanziamenti
alle scuole pubbliche nei prossimi 4 anni e
addirittura
nel ritorno al maestro unico alle elementari, a
quell’oramai inverosimile maestro tuttologo degli
anni ’50
e ’60 del secolo scorso, che immiserirebbe
l’insegnamento, cancellando la contitolarità
didattica tra
docenti che ha reso la scuola elementare italiana
una delle più apprezzate al mondo.
Ma non è tutto. In due diversi disegni di legge (uno
dei quali parzialmente trasformato nel Decreto legge
governativo del 28 agosto) la ministra Gelmini e la
presidente della Commissione cultura della Camera
Aprea hanno delineato la completa privatizzazione di
ciò che resterebbe della scuola, con istituti
scolastici-Fondazione affidati a privati tramite
Consigli di amministrazione, con la gerarchizzazione
dei
docenti in 4 livelli, con il passaggio completo alla
gestione regionalistica legata alle esigenze
aziendali
locali, con l’assunzione del personale affidata ai
dirigenti scolastici, che diverrebbero “datori di
lavoro”,
assumendo, licenziando, aumentando o abbassando
stipendi, con le ovvie conseguenze di corrotto
autoritarismo e clientelismo.
Infine, tramite il Decreto legge del 28 agosto e il
DdL sul recupero scolastico, la ministra Gelmini,
dopo
cotanta distruzione, pensa di dare una parvenza di
serietà al tutto tramite il ripristino del voto di
condotta
(che comporterebbe bocciatura se insufficiente), dei
voti numerici alle elementari e alle medie e degli
esami di riparazione: in una scuola così massacrata
tali provvedimenti creerebbero solo ulteriore e
demenziale selezione tra chi ha, per censo sociale,
altri supporti educativi e chi conta solo sulla
scuola
per imparare a leggere il mondo.
A un così grave attacco deve corrispondere una
risposta, da parte di docenti, Ata, studenti,
genitori e
cittadini interessati alla scuola pubblica,
altrettanto poderosa. Già i precari, i più
massacrati in tale
processo, hanno dato segnali di lotta, che si
intensificheranno nei prossimi giorni con assemblee
e
mobilitazioni in tutta Italia, che, per quel che ci
riguarda, culmineranno in un convegno a Roma il 27
settembre. Ma più in generale invitiamo tutti i
soggetti succitati a impegnarsi affinché venerdì 17
ottobre
2008, giorno di sciopero generale di tutte le
categorie del lavoro dipendente convocato dai Cobas
e dalle
altre principali forze del sindacalismo antagonista,
la scuola partecipi massicciamente alla
manifestazione nazionale che si terrà a Roma.
È dunque necessario, fin dall'inizio dell’anno
scolastico, sviluppare il
massimo di informazione e di discussione tra i
lavoratori della scuola
per avviare forme di mobilitazione in vista dello
sciopero generale.
Pompei
L'A.Ge.
Pompei si Associa alla solidarietà Espressa dall'A.Ge.Nazionale
all'A.Ge.
di Spotorno e al suo Presidente al direttivo e ai
soci!
COMUNICATO STAMPA
Dell' A.Ge.Nazionale
Anche questo è
Ferrragosto!
La sede A.Ge. di
Spotorno (Savona) distrutta in un atto vandalico
Episodi di
vandalismo, bullismo: sempre più frequenti, sempre
insensati. E stavolta l'aggressione è stata
sferrata, per paradosso, contro un'associazione
impegnata nel sociale, la cui mission sono
esplicitamente le famiglie e in particolare i
ragazzi.
Nella notte del 17
agosto, infatti, alcuni giovani si sono introdotti
nella sede A.Ge. di Spotorno (Savona) devastandola.
"Con coraggio e
spirito di sacrificio" ha detto la presidente
dell'A.Ge. di Spotorno, Cristina Ricci "eravamo
riusciti, in molti mesi, a trasformare un magazzino
dismesso in utilizzo agibile e dignitoso. Alla
richiesta dei Carabinieri di quantificare i danni"
ha aggiunto, dopo che il fermo è scattato per
almeno 5 dei ragazzi coinvolti "mi è difficile
rispondere. Quello che si è cercato di distruggere
era il nostro sogno, quello che è andato perduto è
il nostro lavoro quotidiano di volontari: come
dargli un prezzo?".
Non diversa la
reazione degli soci dell'A.Ge. Spotorno, che si
vedono a un tempo vittime di un atto di bullismo e
privati del naturale polo aggregativo per l'attività
associativa. Ma estremamente a disagio sono apparsi
anche i genitori dei colpevoli, posti bruscamente di
fronte all'evidenza che qualcosa, nella crescita dei
loro figli, non sta funzionando al meglio.
"Dobbiamo credere"
ha commentato il Presidente nazionale "che ogni
genitore faccia spontaneamente il meglio che può per
educare le sue creature. È un fatto tuttavia che
nella società moderna, troppi e incontrollabili
fattori concorrano all'educazione dei giovani.
Sappiamo che l'impegno educativo lascia sempre
aperte strade, offre a tutti una possibilità di
riscatto: anche questo episodio potrà essere
occasione di crescita per tutti, per i ragazzi e per
la comunità".
All'espressione dei
sentimenti di solidarietà si unisce un augurio e un
caldo incoraggiamento all’A.Ge. Spotorno per la
rapida ricostruzione di una sede che anche
fisicamente simboleggi determinazione e pertinacia
nel perseguire i valori dell'educazione, con
modalità capaci di coinvolgere fattivamente società
e Istituzioni.
Pompei
Lettera
Aperta al Ministro dell’ istruzione Maria Stella
Gelmini.
Garantire il
diritto allo studio è una legge dello stato
italiano.
Gentilissimo Ministro, mi rivolgo a Lei, in
quanto rappresenta il Ministero dell’ istruzione.
il diritto allo studio è garantito nel nostro
paese dalla nostra carta costituzionale,tanto che,
se un genitore disattende a questa norma è
perseguito penalmente. Io mi chiedo, e Le Chiedo,se
uno stato disattende a questa norma non garantendo
il diritto allo studio, può essere perseguito
penalmente dai genitori che detengono la potestà
genitoriale?
I genitori delle
scuole d’ Italia e specie del sud, sono
preoccupati dalle norme che si avvicendano nella e
per la scuola.
Ho sempre creduto,
che la scuola dovesse essere dopo la famiglia il
luogo che accoglie tutti,al di la delle differenze
di classi o di appartenenza,che esistono nella
società. E, noto che da tempo è proprio questo, che
si sta perdendo!
Si stanno
consolidandole basi, che accentuano ancor di più
le differenze tra le classi sociali più forti a
discapito delle deboli! E,non è coi tagli alle
scuole che si risolvono le carenze che ci sono, ma
con incentivi e investimenti concreti della scuola
pubblica, solo così si avrà una scuola di qualità!
Il sud già così
fortemente penalizzato, ha bisogno e chiede una
scuola pubblica che ridia speranze fiducia e
formazione ai nostri ragazzi, penalizzati fortemente
dalla carenza o spesso mancanza di strutture
gratuite idonee alla socializzazione alla
formazione, negli ultimi tempi con le norme che si
stanno attuando le famiglie sono preoccupate!
La scuola al sud
è, considerata, spesso il solo centro di
cultura-socializzazione e formazione per molti
giovani che non hanno i mezzi per accedere ad altri
tipi di strutture da molte famiglie,è considerato il
luogo dove i figli sono accuditi e tolti dalla
strada…è il luogo dove i ragazzi possono formarsi ed
aspirare anche se con più difficoltà che al nord in
un futuro migliore, che non sia solo la strada, o
l’illegalità.
Si parla sempre di
formare alla legalità,ma se non sono incentivate
le strutture che spesso in alcune zone del sud e
anche del nord sono l’ unico baluardo della
legalità, come la scuola ed altre istituzioni come
possiamo combatterla e far capire ai giovani che
solo con la cultura si combattono tutte le forme
illegali. È il dare esempi, dare forza, dare
credibilità alla scuola, ai docenti agli studenti,ai
genitori, così si combattono tutte le forme di
illegalità. Ma,se,le norme messe in atto dal vostro
governo penalizzano ancor di più il sud togliendo
risorse umane ed economiche, ci sarà ancor più
illegalità, microcriminalità e disorientamento, sia
per le famiglie che la società. Anche per i costi
che si delineano della scuola, che gravano molto
sulle famiglie meno agiate, che pur di dare un
futuro migliore ai figli affrontano sacrifici enormi
per garantire quel diritto allo studio sancito
costituzionalmente, e le garantisco caro Ministro
che pesa enormemente sul bilancio familiare poiché,
al sud c’è più disoccupazione, le famiglie sono più
numerose,e per far studiare i ragazzi i costi si
maggiorano.
Per non parlare che
già da tempo la differenza tra nord e sud è palese,
per mancanza di strutture idonee alla formazione
lavorativa, ed anche gli stage in aziende sono
riservati a chi può avere maggiori possibilità, e
questo genera già diseguaglianze e non garantisce le
pari opportunità. Vi è un altro disagio enorme per
le famiglie con bambini o ragazzi disabili,al sud
sono inimmaginabili e inconcepibili, si deve sempre
lottare per vedere riconosciuto un diritto per
attuare l’ integrazione scolastica spesso si lotta
contro tutto e tutti cosa che al nord non accade. E,
caro ministro,se si tolgono anche i diritti
acquisiti, come avere l’ insegnante di sostegno,lo
sa che è una tragedia umana, questo è inammissibile
in un paese civile come l’ Italia.
Cosa chiedono i
genitori del sud Al Ministro Gelmini?
chiediamo di garantire il diritto allo studio di
tutti chiediamo che tenga conto delle risorse
economiche, umane e, opportunità diverse tra nord e
sud
chiediamo che si
ascoltino insieme docenti,studenti, genitori,con
le rappresentanze reali delle associazioni dei
genitori che operano sul territorio effettivamente,
dare dignità alla scuola, è dare dignità e valore ad
un paese civile e democratico come è, il nostro!
Chiediamo che la
scuola venga riformata non in base a criteri di
aziendalizzazione ma tenendo conto,che essa ha un
alto compito morale civile educativo, forma esseri
umani che devono essere liberi di pensare di essere
capaci di saper Fare e essere
E' per questo che
crediamo che, la scuola pubblica non può essere di
serie A o Di Serie B non può andare a due
velocità creando ancor di più un divario tra il nord
e il sud tra scuola e scuola tra territorio e
territorio.E cosa più importante non può essere
annullata la nostra storia culturale, la nostra
identità nazionale, non possiamo avere una scuola
inglesizzata o peggio americanizzata,noi non
siamo loro!
Mi auguro,
caro ministroche tenga conto essendo Lei
anche giurista, della nostra Costituzione!
Stella Carfora
Presidente AGE Pompei
Pompei
Scuola Pubblica: un bene comune
Ricevo e pubblico un appello importante per
chi ha a cuore la scuola pubblica!Chiedo a quanti
leggeranno, di aderire firmando la petizione! Stella
Carfora
Forum
Insegnanti
22 agosto 2008
Scuola Pubblica: un bene comune in grave pericolo
(firma l'appello)
Appello alla mobilitazione contro la privatizzazione
della Scuola Pubblica
in difesa della libertà d'insegnamento e dei diritti
dei lavoratori
Lo stato d'animo dei lavoratori della Scuola oscilla
dallo sconforto alla rabbia nel rilevare la
persistente inadeguatezza del sindacato e delle
opposizioni nel contrastare il processo di
privatizzazione dei beni comuni in generale e
dell’istruzione in particolare, come se non
esistesse da parte di tali soggetti la
consapevolezza che ci si stia avviando
precipitosamente ad un punto di non ritorno, ragion
per cui occorre ora e subito senza alcun
indugio una massiccia mobilitazione per
contrastare un attacco senza precedenti ai principi
della Costituzione, ai diritti dei lavoratori e al
loro salario e all’etica stessa della convivenza
civile.
Il mondo della Scuola è molto preoccupato dalle
nuove norme che ridisegnano il sistema
dell’istruzione, già peraltro dissestato dai
provvedimenti che si sono susseguiti negli ultimi
tre lustri, le quali rappresentano il grimaldello
per scardinare in via definitiva ciò che resta della
Scuola Pubblica: si inquadrano infatti in una
strategia più ampia di demolizione di tutte le
strutture pubbliche e di disintegrazione dei diritti
di chi vi lavora al fine di velocizzare il
trasferimento di servizi e funzioni pubbliche ai
privati. La riduzione del personale che interessa
tutto il pubblico impiego e riguarda la Scuola nella
misura di 100.000 docenti e 43.000 del personale
ATA e la chiusura di più di 2000 istituti nei
piccoli comuni determinerà il collasso di un sistema
fiaccato peraltro dall'enorme riduzione dei
finanziamenti (circa 8 miliardi di euro entro
il 2012). Infatti, come in altri settori, il governo
è deciso ad imporre alla Scuola con la forza le sue
scelte, con una prova “muscolare” esternata mediante
l’interessamento allo stesso disegno di ben tre
Ministeri: MIUR, P.A. e MEF, con il cosiddetto
“commissariamento” economico del Ministro Gelmini e
con l’introduzione di regole neo-autoritarie che
pretendono di coprire il vuoto creato con la
riduzione della Scuola ad un involucro pressoché
vuoto da dare in pasto all’iniziativa privata.
Premesso che per poter ricostruire in Italia una
Scuola Pubblica che sia sanata dai guasti di questi
anni, è necessario abrogare le leggi Moratti, alle
quali si riferiscono i pessimi interventi
legislativi di questo governo, riteniamo
indispensabile:
• Il ritiro del DDL n. 953/2008 Aprea,
proposta di legge anticostituzionale che porterebbe
a compimento la completa distruzione della Scuola
dello Stato, visto tra l’altro che ogni singolo
istituto avrebbe un’organizzazione di tipo
aziendale, mentre gli insegnanti perderebbero
totalmente la loro funzione, in quanto privi di
libertà reale di insegnamento.
• Il ritiro del DDL Gelmini, presentato il 1
agosto 2008, che tra l’altro introduce, in linea con
il disegno di legge Aprea, l’assunzione diretta del
personale a tempo determinato con nomina biennale da
parte dei dirigenti scolastici.
• L’eliminazione di tutte quelle norme, presenti
in leggi e decreti vari, come il DL n. 112/2008, il
DL n. 93/2008 e il DL n. 97/2008, che
stravolgono la Scuola, ne deregolamentano il lavoro
e le tolgono la possibilità di svolgere quel ruolo
che le prescrive il testo Costituzionale, prevedendo
tra l’altro tagli su tagli, incremento del rapporto
alunni-docenti, accorpamento di scuole e di classi
di concorso (flessibilità), diminuzione del tempo
scuola, “rimodulazione dell’organizzazione didattica
nella primaria” (maestro unico?). La logica di tutto
si riassume nel disegno di far cassa distruggendo la
Scuola e svendendola ai privati.
Pertanto le nostre rivendicazioni riguardano i
seguenti punti: La difesa del carattere statale della Scuola di
tutte e di tutti, in modo che venga garantita
l’esistenza delle scuole private, ma senza oneri per
lo Stato, come prevede la Costituzione. L’opposizione al disegno di aziendalizzazione
della Scuola e dell’ingresso dei privati nella
gestione degli istituti. La difesa dello stato giuridico professionale
degli insegnanti e il rifiuto di ogni meccanismo di
carriera pseudo-meritocratica, come quello
previsto nel disegno di legge Aprea, con concorsi e
livelli di carriera, che romperebbero i rapporti
esistenti nella Scuola ancora prevalentemente
solidaristici, propri di un ambiente educativo, e
instaurerebbero inadatti rapporti concorrenziali
tipici delle aziende. La difesa della libertà di insegnamento,
baluardo costituzionale della laicità e della
democrazia.
La salvaguardia del contratto nazionale e il
contemporaneo rifiuto della possibilità di
assunzione da parte dei dirigenti scolastici, perché
l’insegnante, nella sua libertà garantita dallo
Stato democratico, non può dipendere della singola
scuola ma dal sistema complessivo della pubblica
istruzione. L’assunzione di tutti i precari e il superamento
del precariato, che colpisce il lavoratore come
persona e non permette alla Scuola di funzionare con
continuità garantendo l’attuazione dei progetti
didattici e la crescita dei rapporti interpersonali
allievi-insegnanti. Il rifiuto di una deriva regionalistica
dell’istruzione, quale emerge dalle strampalate
proposte della Lega, che vorrebbe affidare le
cattedre ai docenti autoctoni. La difesa dei diritti e delle tutele dei
lavoratori della Scuola e, il rigetto di tutte
quelle norme vessatorie, come quelle su permessi e
malattie, volti a creare un clima denigratorio nei
loro confronti. Essi devono poter svolgere il
proprio ruolo con il rispetto di cui hanno diritto e
senza preoccupazioni estranee al delicato lavoro che
hanno il compito di svolgere. L’opposizione ai tagli di cattedre e di
finanziamenti che rendono impossibile insegnare,
perché in classi sovraffollate e senza finanziamenti
viene reso vano ogni progetto didattico e reso
impossibile l’apprendimento e la crescita educativa.
Non c’è qualità senza i mezzi per fare buona scuola
e questa, in nome del risparmio a senso unico, non
può essere ridotta ad una caserma con docenti
“militarizzati” e ridotti a “fustigatori” dei propri
alunni. La difesa del tempo scuola, normale, pieno e
prolungato con doppi insegnanti, perché
l’apprendimento avviene solo con i tempi distesi e
vanno rispettati i processi cognitivi di tutte e
tutti. La difesa dell’obbligo scolastico e il rifiuto
del doppio canale morattiano, che reintroduce
l’incivile divisione tra scuola vera e scuola per
famiglie svantaggiate. La salvaguardia dell’insegnamento di sostegno e
del diritto all’istruzione per tutti, senza
discriminazioni etniche e linguistiche e quindi
difesa dell’insegnamento di sostegno in classe e per
tutte le ore necessarie e garanzia dell’ausilio
didattico dei mediatori linguistico-culturali per
assicurare il diritto allo studio degli alunni
stranieri.
Consapevoli che per evitare il baratro e rompere lo
stato di assedio che vede alleati governo, poteri
forti e mezzi di informazione occorre una
risposta immediata, determinata e sinergica di
tutti, ci rivolgiamo a quanti sentono l’importanza
del ruolo svolto nella società dalla Scuola dello
Stato e, in particolare, a tutte quelle persone,
quei movimenti, quei soggetti politici, sindacali e
associativi che in questi giorni hanno già elevato
la loro protesta o comunque in passato hanno lottato
contro lo sfascio prodotto dagli scorsi governi per
iniziare a far sentire la nostra voce di protesta.
Inoltre facciamo appello a tutti i comitati
presenti nel paese già in parte organizzati in
una rete di mutuo soccorso, visto che ci troviamo di
fronte ad un attacco a mitraglia da parte di questo
“regime” contro i beni comuni essenziali per la vita
civile; infatti, il disegno che colpisce la
Scuola è un’articolazione di quello complessivo di
stampo autoritario che distrugge l’ambiente e uccide
nei territori i cittadini per mancanza di tutele,
che militarizza le città, perseguitando gli
immigrati, i rom e le persone in genere attraverso
ridicole proibizioni, che salva coloro che
commettono reati mentre permette la strage di operai
uccisi per mancanza di sicurezza e li massacra con
una deregolamentazione selvaggia dei rapporti di
lavoro.
Crediamo che solo lottando tutti insieme per il bene
di tutti possiamo vincere questa battaglia di
civiltà e per questo chiediamo di iniziare con il
segnale di una firma di tutti a questo appello!
Oppure aggiungi semplicemente
la tua firma on line
cliccando qui
Pompei
Ricevo e pubblico quest' importante appello con
preghiera a quanti leggono di firmare la petizione!
UNA LEGGE PER LA DISLESSIA
AL: PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
PRESIDENTE DELLA CAMERA
PRESIDENTE DEL SENATO
MINISTRO DELL'ISTRUZIONE
MINISTRO DELLA SALUTE
La dislessia è una difficoltà che riguarda la
capacità di leggere in modo corretto e fluente.
Spesso si accompagna a disgrafia (difficoltà a
scrivere in modo leggibile e fluente), disortografia
(difficoltà a fare proprie le regole ortografiche),
discalculia (difficoltà nelle abilità numeriche ed
aritmetiche ). Queste difficoltà vengono racchiuse
nel termine D.S.A.(disturbi specifici
dell'apprendimento) e si manifestano in bambini
intelligenti, privi di deficit neurologici e
sensoriali che hanno ricevuto adeguate opportunità
sociali e relazionali. Oggi questo disturbo, che
secondo i calcoli più recenti interessa 3 milioni di
italiani di cui circa 480 mila studenti, limita così
tanto la loro riuscita scolastica, da farli apparire
agli occhi degli insegnanti come svogliati e
disattenti, causando spesso loro problemi
psicologici, come perdita di autostima,
affievolimento della motivazione ad apprendere,
ansia, depressione , ecc, costringendoli spesso
all'abbandono scolastico.
Esistono normative importanti a tal riguardo,
D.P.R. 275/99; Legge 53/03; Nota MIUR 4099/A/4
del 5.10.04; Nota MIUR 26/A 4° del 5.01.05; Nota
MIUR 1787 del 1.03.05; Nota MIUR 4798/A4a del
27.07.05; O.M. n° 22 del 20.02.2006 , MA IN
MANCANZA DI UNA LEGGE CHE LE FACCIA RISPETTARE,
VENGONO COSTANTEMENTE DISATTESE.
RICORDIAMO CHE DA DUE LEGISLATURE E' IN
DISCUSSIONE, SENZA ESITO , UNA LEGGE ADEGUATA,
PERTANTO VI ESORTIAMO A FARVENE CARICO URGENTEMENTE
PERCHÉ I BAMBINI SONO IL NOSTRO FUTURO, NON
DIMENTICATELO MAI !
Grazie Roberto Di Giandomenico, Elisabetta
Albanesi, Ivana Pozzessere, Maria Antonietta Giau
Puoi firmare cliccando qui:
QUESTA PETIZIONE ON-LINE
per sensibilizzare e spronare
chi ci GOVERNA circa il tema della DISLESSIA perchè,
dopo troppi anni di attesa, possa essere portata a
compimento una LEGGE che TUTELI i bambini e i
ragazzi dislessici.
La petizione è pubblicata sul sito petitionline che
ospita gratuitamente petizioni e si regge sui
contributi volontari di chi desiderasse sostenerlo.
Chi ha creato e scritto la petizione che vi invita a
firmare non richiede l'invio di alcun contributo in
denaro per sé, per la propria organizzazione o per
sostenere la petizione.
Stella Carfora
Pompei
Ricevo e pubblico il comunicato Stampa dall'
associazione giù le mani dai bambini!
Stella Carfora
Gentili amici, simpatizzanti e sostenitori,
a pochi giorni dalla chiusura estiva delle attività
parlamentari un nuovo grande successo:
l'interrogazione al Ministro Fitto sulle leggi
regionali sugli psicofarmaci ai bambini è stata
presenata alla Camera dei Deputati da ben 50
Oorevoli. La risposta ricevuta in aula è stata
interlocutoria, ma tutto fa sperare in una positiva
soluzione del problema a settembre.
vi inoltriamo come sempre il nostro comunicato
stampa, con l'abituale preghiera di diffusione.
Buone vacanze a tutti
COMUNICATO STAMPA DEL 01/08/09
Dopo la ferma presa di posizione del Senato,
cinquanta Onorevoli di opposizione e maggioranza
presentano un’interrogazione urgente al Ministro
Fitto, discussa oggi in Aula a Montecitorio:
chiedono il ritiro immediato del ricorso del Governo
contro le leggi regionali su psicofarmaci e bambini.
L’On. Binetti: “gli psicofarmaci ai bambini devono
essere l’extrema-ratio, ed i paletti di carattere
etico devono essere rigidissimi, perché parliamo di
minori. Il ricorso del Governo è strumentale:
il Ministro Fitto deve intervenire immediatamente
per revocarlo, le Regioni hanno il diritto di
legiferare. E la risposta data oggi in Aula è del
tutto interlocutoria, quindi vogliamo incontrare di
persona
il Ministro Fitto quanto prima per trovare una
soluzione”.
Roma – Dopo il Senato, anche la Camera dei Deputati
prende posizioni di totale censura rispetto al
ricorso presentato dal Governo contro le prime leggi
sul tema della disinvolta somministrazione di
psicofarmaci ai bambini, approvate in Piemonte e
Trentino. In un’interrogazione “collegiale” urgente
al Ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto,
cinquanta Deputati di entrambi gli schieramenti
chiedono conto di un comportamento “che non è
orientato a tutelare al meglio i piccoli pazienti
dalle possibili somministrazioni disinvolte di
questi discussi prodotti farmacologici”. L’Onorevole
Paola Binetti, che ha coordinato l’azione di civile
ma ferma protesta, ha dichiarato: “il ricorso del
Governo è totalmente strumentale, perché si contesta
il fatto che le Regioni non possano stabilire
l’obbligo del consenso informato da far firmare ai
genitori prima di somministrare psicofarmaci ai
bambini, poiché tale obbligo non è previsto sul
piano nazionale, e si creerebbe una difformità,
mentre invece l’obbligo di consenso informato esiste
eccome in Italia, da oltre un anno, quindi il
ricorso non ha ragione di esistere, ed ottiene come
unico risultato quello di mettere i bastoni tra le
ruote a Regioni virtuose e sensibili alla difesa del
diritto alla salute dei bambini. Se passasse la
linea del Governo, saremmo all’assurdo: le famiglie
non avrebbero più diritto di scegliere ciò che è
meglio per i propri figli. E’ ovvio che il ruolo del
medico è fondamentale, ma è altrettanto ovvio che al
centro di tutto c’è sempre la famiglia, e questo non
è neppure lontanamente da mettere in discussione,
specie su scelte così delicate come somministrare un
prodotto psicoattivo ad un bambino piccolo. La
risposta data oggi dal Ministero in Aula a
Montecitorio è vaga, inadeguata e di circostanza, ma
ritengo che il Ministro possa essere disponibile ad
un incontro per trovare una soluzione concreta e
definitiva a questo ‘pasticciaccio’, nel solo
interesse dei piccoli pazienti”. Luca Poma –
giornalista e portavoce nazionale del comitato di
farmacovigilanza pediatrica “Giù le Mani dai
Bambini” (www.giulemanidaibambini.org) ha
dichiarato: “dopo il Sen. Carrara al Senato, alla
Camera si è attivata con grandissima energia l’On.
Binetti, siamo grati a questi politici che si
dimostrano in grado di guardare oltre gli steccati
ideologici e lavorare nell’interesse superiore dei
minori. Ora la parola è al Ministro Fitto: facciamo
appello alla Sua sensibilità per risolvere il
problema ritirando il ricorso”.
Nel frattempo - a margine della sessione dell’altro
giorno in Commissione Affari Sociali alla Camera dei
Deputati - prosegue tra i membri della Commissione
il dibattito sul Progetto di Legge nazionale a firma
di Mariella Bocciardo (PdL) ed altri, per normare
sul piano nazionale questa delicata materia.
L’Onorevole Bocciardo ha recentemente dichiarato al
nostro Comitato che intende lavorare per portare il
Progetto di Legge in aula entro la fine dell’anno,
esercitando tutta l’influenza Sua e dei colleghi
firmatari del testo, per garantire un’approvazione
il più rapida possibile di questo strumento
legislativo, che porterebbe l’Italia ed essere
all’avanguardia in tutta Europa su queste delicate
tematiche.
Per media relations: 337/415305 –
portavoce@giulemanidaibambini.org
Pompei
La
distruzione dell'Università pubblica
E' Doverso per un sito di genitori dove si scrive di
scuola inserire questo post!
L' AGE Pompei condivide totalmente quanto ha scritto
il Rettore Fulvio Tessitore!Già tempo fa pubblicai
una considerazione sulla scuola e sul suo Futuro
partendo dalle scuole primarie...fino ai gradi
superiori e mi fa piacere che un uomo di spessore e
cultura come il Rettore abbia scritto sulla scuola e
sui cambiamenti che saranno attuati
prossimamente...Quindi non è solo l' AGE di Pompei a
vedere in questi cambiamenti disparità e differenze
di classi, e già da tempo lo prevedevamo e lo
andavamo dicendo a tutte le istituzioni senza essere
ascoltati.Credo
sia molto importante quanto affermato il Rettore
Fulvio Tessitore su Repubblica.finalmente anche gli
uomini di cultura si sono resi conto che L'
Istruzione Italiana non può essere concepita come i
MODELLI DI ALTRE NAZIONI!
Stella Carfora
AGE Pompei
Da "la Repubblica" di Napoli del 14 luglio 2008:
La distruzione dell'Università pubblica
di FULVIO TESSITORE
Devo iniziare con qualche premessa, onde evitare
qualche malevola
valutazione di quanto mi accingo a osservare.
Ricordo, quindi, che sono un vecchio professore, che
puo' vantare quasi cinquant' anni di insegnamento ed
e' in procinto di andare in pensione (per di piu'
anticipata di un paio d' anni, grazie a un
demagogico provvedimento del ministro Mussi, che
puo' vantarsi di aver aperto la strada a quella che
ormai viene comunemente indicata come l' Universita'
di Tremonti). In sostanza non ho interessi personali
da difendere. Posso sbagliare (e spero che qualcuno
me lo dimostri, per restituirmi serenita' e
fiducia), ma parlo solo in difesa di cio' che resta
della nostra gloriosa universita' e dei giovani, i
quali - se ne dica quel che si vuole da parte di
disinformati o frustrati - hanno sempre e solo
trovato nelle universita' il luogo della loro
formazione culturale e preparazione professionale.
Il decreto 112 del 25 giugno scorso, collegato alla
manovra finanziaria, prevede una serie di norme
destinate a cambiare radicalmente, a mio credere a
stravolgere
definitivamente il nostro sistema di formazione e
istruzione superiore, in assoluto dispregio della
Carta costituzionale. Secondo una tecnica e una
vocazione consolidata delle forze di destra, anche
questo provvedimento (come la immonda legge
elettorale che ci
governa) se non incostituzionale, certamente e'
anticostituzionale, nel senso che, forse, non viola
il dettato formale della legge costituzionale, ma
certamente ne viola e offende lo spirito
costituente. Di che cosa si tratta? Detto in breve
della privatizzazione del sistema universitario. Non
mi fermo su norme che pur metteranno in condizione
di non operare le nostre universita', perche'
prevedono (articolo 66) la riduzione in tre anni del
fondo di finanziamento ordinario (Ffo) di 500
milioni; la drastica limitazione del turnover, in
misura pari al 20 per cento del personale cessato;
la trasformazione degli scatti biennali in
triennali, ossia della sola forma di aumento delle
retribuzioni, in tal modo ridotte (si badi non
solo bloccate) per circa 500 milioni, destinati a un
non meglio precisato fondo del bilancio statale, da
utilizzare, se del caso, per placare i camionisti e
per tenere in vita artificialmente l' Alitalia, dopo
averne impedita la vendita ad Air France (come si
vede il mercato e' bello e buono quando risponde
agli interessi di qualcuno, non in tutte le
occasioni in cui puo' agire da riparatore di un
disastro finanziario dell' allegra finanza
pubblica); il taglio (articolo 74) delle piante
organiche nella misura del 10 per cento; la
rottamazione (si' "rottamazione") dei docenti
anziani, che l' amministrazione, puo', a suo libito,
congedare e via di questo passo. Naturalmente, in
controtendenza, l' Istituto italiano di tecnologia
di Genova, costituito nel quinquennio di governo
2001-2006 della destra, viene impinguato dei fondi e
delle dotazioni patrimoniali della soppressa
Fondazione Iri. E sara' bene ricordare che questo
istituto - che avrebbe dovuto costituire il
corrispondente italiano del Mit americano,
secondo quanto sostenuto dai soliti corifei
provinciali nostrani - per
quanto ben dotato finanziariamente con un milione
all' anno, finora non ha fatto altro che il restauro
degli edifici assegnatigli per sede. Lo ripeto, non
voglio fermarmi su questi punti allarmanti. Credo
sia oggi indispensabile fare un altro discorso,
molto semplicemente e, se possibile, pacatamente,
non prima di aver detto che non mi curo dell' accusa
che potra' essermi fatta di conservatorismo, di
incapacita' di cogliere i processi di
modernizzazione, di incapacita' di capire i processi
di omogeneizzazione del nostro Paese alle grandi
democrazie occidentali. E non mi curo di queste
accuse perche' la piu' parte di quelli che possono
pronunciarle e che le hanno pronunciate in passato
godono della mia disistima, siano di destra o di
sinistra. Sono dei provinciali alla rovescia, che
parlano senza sapere cio' di cui parlano. E torno a
domandarmi, di che si tratta? Semplicemente di una
rozza, ottusa, criminale rottura della nostra
identita' nazionale, che e' fatta di cultura, quella
cultura di cui le universita' e gli enti di ricerca
sono stati fino a oggi gli artefici e i garanti.
Quali le conseguenze di queste norme sciagurate e
ipocrite? Semplice, la drastica riduzione del nostro
sistema universitario a 13/14 sedi in grado di
trasformarsi in fondazioni di diritto privato,
lasciando tutte le altre a vivacchiare, finche'
potranno (ecco l'
ipocrisia), perche' nessuno le obbliga a
trasformarsi in fondazioni. Questo non e' il peggio
della situazione, Prescrivere quanto s' e' detto
senza tener conto delle diverse condizioni
socio-economiche del Paese significa provocare una
doppia discriminazione. Una discriminazione tra le
parti ricche e quelle povere del Paese. Una
discriminazione tra giovani ricchi e giovani poveri.
Le zone ricche potranno garantire le condizioni di
vita delle universita'-fondazione, quelle povere no
e si badi che cio' potra' riguardare anche una
universita' antica e gloriosa, come ad esempio la
Federico II. I giovani ricchi potranno accedere alle
universita' private, che potranno garantirsi l'
autofinanziamento piu' o meno agevolmente, senza
piu' temere la contestazione giovanili, tanto i
contestatori potranno sempre accedere alle
universita' di serie B, dove si paga poco, si studia
meno e peggio, si ha piu' tempo per il tempo libero.
E non e' tutto cio' un profilo esaltante e
liberatorio del privato contro l' oppressione
conservatrice del pubblico? Di certo ci penseranno i
patrocinatori della "societa' civile" (che rispetto
molto piu' io che loro) a metterlo in evidenza. Che
cosa significa tutto questo, facendo un piccolo
passo avanti? Significa mettere in discussione la
identita' statale del nostro Paese, privata dell'
alimento che le viene dalla identita' nazionale, che
e' fatto
di cultura. Vuol dire tutto questo che nulla va
mutato nel nostro sistema universitario? e' vero
proprio il contrario. Ma riformare, trasformare
radicalmente si puo' a condizione di sapere qual e'
il passato da modificare, qual e' il presente che si
vive e il futuro che si deve vivere. E si tratta di
questioni di cultura, non di economia e neppure di
politica, o meglio, di economia e di politica in
quanto queste siano non fini a se stesse ma
strumenti di evoluzione e di progresso culturale e
civile. Significa smetterla di crogiolarsi da
provinciali con il vezzo di raccattare le idee che
non si hanno, la conoscenza di cui non si dispone da
qui e da li'. Il modello che sta dietro al decreto
sullodato, se modello e', e' una incolta
utilizzazione del modello americano, applicato a una
struttura sociale, culturale, economica del tutto
diversa da quella americana (e non dico nulla sul
vero e proprio incubo che per le famiglie americane
sono i costi della formazione nelle grandi e vere
universita', che si traducono in debiti, spesso da
saldare in anni e anni, se si ha fortuna
professionale). Sono convinto che le nostre
universita', i nostri docenti, i nostri studenti
debbono insorgere, si' insorgere e far sentire la
propria voce. e' il momento di azioni drastiche e
decise. Perche' la
Conferenza dei rettori non propone alle sedi la
chiusura, con il blocco
delle attivita'? Si vedra' allora se le universita'
contano qualcosa in
piu' dei camionisti, se un ministro tracotante vale
piu' di una intera
classe di scienziati ed educatori, che all'
universita' hanno dedicato la vita. Non c' e'
piu' tempo. Bisogna agire."
Pompei
Riceviamo, dall'AGE Striano alcune riflessioni sulla
scuola.
Che,
come AGE Pompei non possiamo non condividere,già da
tempo sosteniamo che l' istruzione pubblica sarà a
due velocità, ampliando ancora di più il divario tra
scuole e scuole sullo stesso territorio,tra regioni
e regioni e tra nord e sud! le ultime riforme sulla
scuola non sono pensate per garantire pari
opportunità a tutti gli studenti, sancite anche
nella conferenza di Lisbona.Tutto questo disattende
le norme costituzionali che garantiscono "Il
Diritto Allo Studio A Tutti"
Il
Presidente AGE Pompei
Stella
Carfora
LA SCUOLA, QUESTA
CENERENTOLA…
Fa caldo, spesso c’è
afa e vorremmo solo refrigerio e relax
incondizionato. Cerchiamo di non pensare ai problemi
come se dopo l’estate potesse esserci un miracolo.
Tutto risolto: niente più problemi di spazzatura,
governi nazionali e locali attenti solo e soltanto
alle esigenze della gente ecc. ecc. Ma è proprio
mentre noi sorniamo e sogniamo che chi ci governa
solitamente prende le decisioni più impopolari
approfittando della scarsa attenzione di noi tutti.
Di che essere preoccupati ne abbiamo,altroché, e di
tanto in tanto qualcuno ne parla anche. Ma finito
l’anno scolastico,della scuola non si parla più. .
Povera scuola , soggetta ai capricci dei troppi
ministri, che continuamente in questi ultimi anni si
stanno succedendo. E l’istruzione si tinge dei
colori dei partiti, che di volta in volta hanno il
sopravvento . E le innovazioni estreme di questa
scuola che cambia continuamente e spesso
contraddittoriamente , sono i vari e variopinti
progetti atti a soddisfare molto più spesso il
target dell’ultima finanziaria, più che le reali
aspettative del territorio e soprattutto dei ragazzi
. Naturalmente, non mi preoccupa solo che cambiano
nuovamente le linee guida che regolano la vita
scolastica, ma mi domando quale scuola attende il
sud se il federalismo sarà reso operativo . Le
nostre scuole , sicuramente il più delle volte per
cattiva gestione dell’ordinario, sono quasi tutte in
condizioni precarie, vuoi per edifici fatiscenti o
norme di sicurezza quasi del tutto assenti . Anche
la didattica spesso è lasciata alla buona volontà
dei docenti poco motivati anche economicamente . E
quando i soldi saranno ancora di meno? Già si è
avuto un taglio ,taglieranno ancora? Cosa diverrà la
scuola pubblica meridionale? L’istruzione deve
essere assicurata a tutti ma l’attuazione di questo
principio non ha senso se non si dà equamente a
ognuno la stessa istruzione la medesima cultura gli
stessi strumenti di crescita intellettuale e
sperimentale. Già ora i nostri ragazzi per il
differente reddito della famiglia sono soggetti ad
una selezione automatica tra chi prosegue negli
studi coadiuvato nel percorso dai propri genitori
con ripetizioni a pagamento laddove la scuola
pubblica è carente arricchendo il percorso
scolastico con corsi vari. Quale divario si avrà tra
gli studenti del sud e quelli del resto d’Italia ?
Quale divario si avrà tra l’istruzione dei nostri
ragazzi e gli altri? L’istruzione e soprattutto la
cultura sarà nuovamente ad appannaggio di pochi?
Dovremmo avere un po’ più di riguardo nei confronti
della scuola perché è lì che si formano gli
ambientalisti, i politologi, gli amministratori, i
politici e governanti, ma soprattutto è lì che si
formano uomini liberi e pensanti.
AGE Striano
Il Presidente
Alessandra Sanzone
Pompei
Dal comitato giù le mani dai bambini ricevo con
preghiera di pubblicizzare.
COMUNICATO DEL 06/06/08
ARRESTI ALL’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO:
PIOGGIA DI INTERROGAZIONI URGENTI IN PARLAMENTO
Presentate solo negli ultimi 2 giorni 3
interrogazioni Parlamentari urgenti
al Ministro della Salute (Picierno, Carrara &
Negri), almeno altre 2 in arrivo:
in relazione alle accuse di corruzione contestare
dalla Magistratura, richiesta l’immediata
pubblicazione dei rapporti finanziari diretti ed
indiretti di tutti i dirigenti
e funzionari AIFA con le multinazionali del farmaco.
Contestata anche l’autorizzazione AIFA alla
somministrazione ai bambini del Prozac:
il prodotto è pericoloso per i minori, l’agenzia
poteva interdirlo in Italia ma non l’ha fatto.
Media relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
Luca Yuri Toselli Coordinatore operativo
Campagna Nazionale "GIU' LE MANI DAI BAMBINI"
Non ETICHETTARE tuo figlio, ASCOLTALO!
www.giulemanidaibambini.org -
www.scuolaprotetta.it
Age
Pompei aderisce al progetto scuola protetta
Pompei
Incontro tra il Ministro Gelmini e le
Associazioni dei Genitori
Roma, 3 giugno 2008
Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca Mariastella Gelmini ha incontrato questa
mattina i rappresentanti del Forum delle
Associazioni dei Genitori della scuola.
Dall'incontro è emersa la volontà comune di lavorare
insieme non solo in situazioni di emergenza ma di
dare sistematicità a un confronto che possa essere
produttivo.
Sul "Patto di corresponsabilità tra Scuola e
Famiglia" il Ministro Gelmini e le Associazioni dei
genitori concordano sulla necessità di lavorare alla
stesura di Linee Guida che rendano operativo e
rafforzino il documento. Per affrontare l'emergenza
educativa in atto è necessario che dirigenti,
insegnanti, genitori e studenti dialoghino. Si è
deciso, infatti, di stabilire un calendario di
incontri tra queste componenti fondamentali.
Il Ministro Gelmini ha inoltre manifestato ottimismo
sulla possibilità che il confronto possa essere
sereno e non ideologico proprio per il bene della
scuola. La competitività del sistema Paese passa
dalla scuola e per questo è necessario lavorare
tutti insieme, trovando un linguaggio comune.
Fonte http://www.pubblica.istruzione.it/
PSICOFARMACI E
BAMBINI: UN TERZO DEL CAPOLUOGHI DI PROVINCIA
ITALIANI RILASCIANO IL PATROCINIO A “GIU’ LE MANI
DAI BAMBINI®”
Eccezionale
compleanno a 4 anni dalla messa on-line del portale
www.giulemanidaibambini.org
contro la disinvolta somministrazione di
psicofarmaci ai più piccoli:
superato il muro dei 25 milioni di contatti, ed un
terzo dei Comuni italiani capoluogo di Provincia
appoggiano e patrocinano la Campagna di
farmacovigilanza per l’età pediatrica “Giù le Mani
dai Bambini”
Torino - Sono passati
4 anni dall’attivazione del portale
www.giulemanidaibambini.org,
e il numero di contatti sul web ha superato quota
25 milioni (dati certificati da esperti
indipendenti), mentre prosegue l’attività di
coinvolgimento degli enti locali: oltre un terzo
dei Comuni capoluogo della penisola hanno rilasciato
il Patrocinio a “Giù le Mani dai Bambini”® ed
alle sue attività sociali, confermandola come la più
attiva e rappresentativa iniziativa per la
farmacovigilanza in età pediatrica mai promossa in
Europa. “Questo sostegno da parte di un numero
così elevato di enti pubblici – ha
dichiarato Luca Poma, Portavoce nazionale del
Comitato - oltrechè un onore è una grande
responsabilità, che non vogliamo deludere in alcun
modo, quindi
proseguiremo con la nostra battaglia ferma ma
equilibrata a tutela del diritto alla salute dei
bambini e del diritto alla libertà di scelta
terapeutica delle famiglie italiane. La nostra
idea di coinvolgere gli enti locali, per avviare un
impulso di cambiamento ‘dal basso’ laddove le
istituzioni sanitarie di controllo a Roma latitano,
sta dando buoni frutti. Man mano stiamo avviando
collaborazioni con molti di questi enti, sia allo
scopo di fare un’informazione corretta ed
indipendente sul territorio alle famiglie ed alle
scuole, sia per intervenire localmente con
modifiche migliorative ai protocolli che regolano la
somministrazione di molecole psicoattive ai minori,
al fine di evitare il ripetersi in Italia di abusi
registrati sempre più non solo negli USA ma molti
paesi d’Europa.
Con l’occasione il
Comitato “Giù le Mani dai Bambini” ringrazia di
cuore gli amministratori pubblici che hanno deciso
di sostenerne le attività. Hanno rilasciato ad
oggi il patrocinio alla campagna – tra gli altri
enti locali - i Comuni capoluogo di: Bologna
(Sindaco Sergio Cofferati),
Venezia (Assessore
Delia Murer), Savona(Assessore Lucia Bacciu),
Sassari (Sindaco
Gianfranco Ganau),
Trieste (Sindaco
Roberto Dipiazza),
Trapani (Sindaco
Girolamo Fazio),
Asti (Sindaco Giorgio Galgagno),
Imperia (Sindaco Luigi Sappa), Belluno (Assessore
Marco Da Rin Zanco), Cremona (Sindaco Gian Carlo
Corada), Rimini (Sindaco Alberto Ravaioli), Pescara
(Sindaco Luciano
D’Alfonso), Terni
(Sindaco Paolo Raffaelli), Brescia (Sindaco Paolo
Corsini), Ascoli Piceno (Sindaco Piero Celani),
Urbino (Sindaco Franco Corbucci), Firenze (Sindaco
Leonardo Domenici), Caserta (Sindaco Nicodemo
Petteruti), Ferrara (Sindaco Gaetano Sateriale),
Piacenza (Sindaco Roberto Reggi), Brindisi (Sindaco
Domenico Menniti), Siena (Sindaco Maurizio Cenni),
Chieti (Sindaco Francesco Ricci), Gorizia (Assessore
Silvana Romano), Palermo (Assessore Filippo
Cannella), Ravenna (Assessore Gianluca Dradi),
Biella (Assessore Nicoletta Favero), Novara
(Assessore Raimondo Giuliano), Pisa (Sindaco
Paolo Fantanelli), Verbania (Assessore
Silvia Magistrini), Agrigento (Assessore Rosalda
Passarello), Perugia (Assessore Ilio Liberati),
Arezzo (Sindaco Giuseppe Fanfani), Pavia (Sindaco
Piera Capitelli), Cuneo (Sindaco
Alberto Valmaggia),
Modena (Sindaco
Giorgio Pighi), Udine (Sindaco Sergio Cecotti).
Per media
relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
BULLISMO PER DEFINIRE IL MALE. C’É UN NOME PER
DEFINIRE IL BENE?
Riflessioni dopo i fatti di Viterbo e Verona
I
mezzi di comunicazione ci riferiscono, di nuovo,
fatti di bullismo e di violenza che riguardano gli
adolescenti e i giovani e che comportano terribili
umiliazioni e addirittura la morte: nei giorni
scorsi le città di Viterbo e di Verona hanno
incontrato da vicino drammatici episodi, sempre da
condannare, e, ancora una volta, potremmo dire
“Erano bravi ragazzi, abbiamo fallito
nell’educazione”.
Come Associazione Italiana Genitori (A.Ge.) da
quaranta anni ci occupiamo di educazione e qualità
della formazione, e non intendiamo scoraggiarci: ci
interroghiamo sul fenomeno e verifichiamo che un
incremento del fenomeno è semmai dovuto
all’allentamento dell’aggregazione sociale e a
fattori di nuovo disagio che vanno seriamente
interpretati.
Pensiamo che tutti gli adulti ed educatori, i
genitori, la scuola, i media e le istituzioni, siano
chiamati a riflettere, guardandosi in faccia e senza
cedere alla tentazione dell’inutile ricerca del
capro espiatorio:
Ci chiediamo, nel contempo, se, pur nel rispetto del
dovere di cronaca e del diritto all’informazione,
sia sempre necessario indulgere ad immagini crude e
dirette che nulla aggiungono alla notizia e che
invece sicuramente favoriscono emulazione negativa,
suggerendo, ai fragili e ai male intenzionati, nuove
modalità di prevaricazione: ciò è dimostrato
dall’uso dei “personal media” (quali cellulari e
blog di internet) che servono a conservare ed
enfatizzare i fatti di violenza per il gusto morboso
di una fruizione spettacolare.
Invitiamo tutti i genitori, piuttosto, a incentivare
l’impegno nelle varie realtà costituite per
fronteggiare il fenomeno, nei luoghi della
formazione, della cittadinanza, dell’associazionismo
e solidarietà familiare.
Invitiamo le istituzioni a prendere seri
provvedimenti, non di risposta estemporanea, ma
organici, cioè mirati ai processi di fondo che
riguardano la stabilità della coppia, la sua
capacità educativa, l’incidenza complessiva della
qualità dei processi globali di formazione
scolastica, le politiche sociali nazionali e
territoriali, l’integrazione e i coordinamento dei
vari progetti.
Gli interventi contro il bullismo devono collocarsi
in un quadro di progettualità ampia, che possiamo
ritrovare nell’educazione alla cittadinanza, alla
legalità, alla convivenza civile.
Nella scuola tale progettualità si evidenzia ed
innerva nei Piani d’Offerta Formativa, nella
formazione di insegnanti e genitori, in azioni
ripetute, su tempi medio-lunghi. Si rende evidente
nella contrattazione-condivisione di Regolamenti
d’Istituto e Patti di corresponsabilità educativa
cui abbiano concorso, insieme, i docenti, i
genitori, gli studenti stessi (regolamenti che
definiscano valori condivisi, norme e sanzioni).
Nel territorio il bullismo si contrasta proponendo
politiche giovanili non solo di intrattenimento, ma
coinvolgenti, inclusive, responsabilizzanti. Si
contrasta offrendo modelli di adulti che
partecipano, si impegnano nella comunità, rispettano
la legalità.
Il bullismo non è una novità, purtroppo. In Europa e
negli USA i segnali allarmanti si ripetono da molti
anni. In Italia il fenomeno è più eclatante da circa
due anni.
Gli studi ci forniscono informazioni sugli ambienti
nei quali, in ambito scolastico, si compiono atti di
bullismo: i corridoi, i bagni, il cortile, il
tragitto scuola-casa.
Tutto ciò evidenzia la necessità di lavorare
insieme: ma, se i genitori con difficoltà possono
frequentare gli ambienti scolastici e sono accolti
con sospetto, se gli insegnanti non hanno occasioni
per conoscere il contesto che gravita intorno alla
scuola, se nella scuola non si sperimenta la
presenza di figure educative quali animatori, tutor,
ecc… tutto è più difficile.
In positivo, vogliamo evidenziare l’opera di
prevenzione di figure come “il nonno vigile”
all’esterno della scuola, o di esperienze di
collaborazione con associazioni di genitori nelle
ore di mensa o sugli scuolabus, o di progetti
“Pedibus” che coinvolgono il territorio e il
volontariato nei tragitti scuola-casa.
Esiste ancora il bene? Ci sono encomiabili esempi di
solidarietà e di impegno, ogni giorno, tra i
giovani. C’è da chiedersi perché raramente si
segnalino come modello da imitare le mille
esperienze di volontariato, di cooperazione
internazionale, di impegno educativo.
Abbiamo molte parole per descrivere il male: nel
tempo dell’emergenza educativa, lasciamo che
emergano anche le parole del bene.
Davide Guarneri
(Presidente nazionale A.Ge.)
Pompei
Adozioni libri di testo
Entro maggio la scelta dei libri di testo: su
qualità, costi, peso è necessario il dialogo tra
genitori e scuola.
Come ogni anno, in questi giorni serpeggia fra i
genitori un certo disagio: essi sono chiamati,
secondo le norme vigenti (art. 7 DLvo 297/94), a
contribuire alla scelta dei libri di testo per i
loro figli.
Molti genitori, ma anche molti insegnanti,
sperimentano una ritualità percepita come inutile, a
fronte di decisioni spesso già prese, sulle quali è
difficile esprimere pareri, rispettando nel contempo
le competenze dei diversi organi chiamati in causa.
L’Associazione Italiana Genitori (A.Ge.), presente
nella scuola fin dai primi passi degli organi
collegiali, intende offrire alcune considerazioni
che aggiungano sostanza alla forma, così che le
indicazioni normative divengano occasione di
confronto e crescita nella scuola.
Ricordiamo, inoltre, che l’abbondante produzione di
circolari e decreti ministeriali pone in evidenza
l’importanza dell’argomento, sempre sottolineando
l’obbligatorietà della consultazione dei genitori.
Fra questi testi segnaliamo, per la chiarezza, la
C.M. 763/1996, laddove suggerisce che i libri di
testo siano adottati sulla base di “specifici
indicatori quali: l'organicità della presentazione
della disciplina; la correlazione tra gli argomenti
trattati e le reali possibilità di apprendimento;
l'interdipendenza tra stile espositivo ed età degli
studenti; la corretta impostazione sul piano
scientifico ed epistemologico degli argomenti
trattati; l'idoneità a promuovere il senso della
ricerca e a sollecitare l'acquisizione di un
personale metodo di studio; l'attenzione ai
contenuti formativi essenziali; l'assenza di
stereotipi legati ai ruoli tradizionali dell'uomo e
della donna; la tutela della pubblicità ingannevole;
la snellezza; il peso e l'economicità.”
I genitori sono attenti alla proposta di libri di
qualità
Poiché i libri sono importanti veicoli di idee, sono
uno strumento rilevante per l’apprendimento e
influiscono sui comportamenti, invitiamo i genitori
ad essere consapevoli e attivi nella fase di
valutazione e adozione del libro di testo, per una
crescita sana e completa dei figli.
Vengano adottati, dunque, testi che abbiano ottenuto
un giudizio critico favorevole, che rispondano a
requisiti di obiettività, attenti alle diverse
dimensioni della persona e della storia umana
(fisica, intellettiva, culturale, relazionale,
spirituale…).
Riceviamo molte segnalazioni di “didattica per
fotocopie e schede”, sovente utilizzate per
integrare o sostituire il libro di testo: libri di
qualità sono libri utili, fruibili e comprensibili.
Libri di qualità, infine, sono libri che, oltre la
sola manualistica, stimolano alla lettura autonoma,
alla ricerca, alla passione per il sapere, dunque
perdurano oltre il tempo della scuola.
I genitori sono attenti ai costi
Da tempo, in modo ricorrente, torna la polemica
relativa al costo dei libri di testo: non è
pensabile aspettare l’inizio dell’anno scolastico
per gridare allo scandalo, come avviene puntualmente
a settembre, quando i libri sono scelti a maggio.
Auspichiamo un dibattito sulla possibilità di sconti
fiscali per le spese sostenute in acquisto dei libri
di testo.
Riconosciamo, nel contempo, che da parte degli
editori qualche primo segnale di attenzione sta
giungendo. In attesa di frutti significativi
vogliamo qui ricordare che
- Il Ministero ha fissato i limiti massimi di spesa
complessiva annua che l’intero consiglio di classe è
tenuto a rispettare: per la scuola secondaria di
primo grado sono stabiliti con D.M. 8/2008 nella
cifra di € 286,00 per la prima media, di € 111,00
per la seconda media; € 127,00 per la terza media;
per la prima volta sono fissati limiti massimi di
spesa per l’a.s. 2008/2009 anche nelle scuole
secondarie superiori (D.M. 28/2008), determinati per
indirizzi, con un tetto di euro 320,00 nella prima
classe del liceo classico. Segnaliamo che, spesso,
in ogni ordine di scuola i limiti sono aggirati con
il “consiglio” nel corso d’anno di ulteriori
acquisti, sui quali i docenti effettuano verifiche e
valutazione.
- sono da incentivare, attraverso l’associazionismo
dei genitori, tutte le forme di acquisto collettivo,
che consente l’accesso a forme di sconto e
rateizzazione.
- apprezziamo gli sforzi, stimolati dalle direttive
europee, volti alla regolamentazione del comodato
d’uso, oggi possibile anche a seguito di accordi con
gli autori e gli editori (si vedano il contratto
collettivo del giugno 2006 stipulato fra sindacati
degli autori e società di noleggio e, inoltre, le
recenti ulteriori aperture avanzate da case editrici
presso l’Autority della Concorrenza e il Mercato) .
Esprimiamo la massima disponibilità al confronto con
autori ed editori, per promuovere azioni che, nella
piena legalità e nel rispetto del diritto d’autore,
consentano l’accesso ai libri di testo a tutte le
famiglie, abbattendo in modo significativo i costi,
anche con il sostegno degli enti locali.
- sono altresì interessanti, per una riduzione dei
costi, le produzioni di e-book, libri in formato
elettronico su cd rom e aggiornabili on line. A
fronte di indubbi pregi anche dovuti al continuo
aggiornamento e alla realizzazione di community di
insegnanti e autori, dobbiamo rilevare che la
fruibilità di tali strumenti è ancora assai
limitata, in assenza di computer in tutte le aule e
di concreti incentivi all’acquisto di computer in
tutte le famiglie.
I genitori sono attenti alla salute dei figli: il
peso dei libri
Il Consiglio superiore di Sanità ha raccomandato che
il peso dello zaino non superi il 10% del peso
corporeo (il 15% per i più grandi); vi sono, in
proposito, impegni sottoscritti dall’Associazione
degli Editori. Recentemente un giudice ha condannato
l’Amministrazione scolastica al risarcimento dei
danni per lesioni alla schiena di un ragazzo di
prima media, a Reggio Calabria.
L’argomento è, però, ancora sottovalutato nella
scuola italiana: l’A.Ge. da tempo è impegnata anche
in questo settore, e sta raccogliendo buone pratiche
diffuse nelle scuole per una possibile soluzione a
un problema che coinvolge gli editori, le famiglie,
l’organizzazione della didattica stessa.
Verso una certificazione di qualità anche per il
libro di testo?
Poiché sono già ben definiti molti indicatori di
valutazione, è possibile realizzare, grazie agli
Istituti esistenti nella scuola italiana (INVALSI,
Agenzia nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia
della Scuola), una sorta di certificazione di
qualità dei libri di testo? Non può forse essere
utile validare e diffondere strumenti (questionari,
test, etc. già utilizzati in alcune scuole) che
coinvolgono attivamente i genitori e gli studenti
stessi nel processo di scelta dei libri di testo e
nella verifica dopo l’uso?
Associazione Italiana Genitori
La Commissione scuola
Il Presidente nazionale
Davide Guarneri
Pompei
13
APRILE
DI
NUOVO CHIAMATI AL VOTO, UN DIRITTO-DOVERE DEI CITTADINI
CHE DEVONO ESERCITARE. NON VOTARE E' DELEGARE
SENZA CONDIZIONI, VOTARE E’ DARE CONSENSO O
DISSENSOALL’ OPERATO DI CHI SI PROPONE A
RAPPRESENTARCI
L'
AGE Pompei esprime preoccupazione per l' incertezza
politica che si delinea, e per la sfiducia di chi
deve votare, tanto da pensare: io non vado. E
per noi questo è un male, non esercitare un diritto.
Non
possiamo cambiare se non si tiene conto delle mille
difficoltà che le famiglie, la scuola pubblica
italiana è costretta a subire, dovute ai continui
mutamenti delle norme che l' hanno attraversata, con
una ricaduta non sempre positiva sulla qualità
degli apprendimenti dei discenti. Molti sono i
problemi, tra cui la continua e costante riduzione
degli organici e delle risorse economiche che
contribuisce così alla non piena realizzazione dei
piani dell' offerta formativa che una comunità
educante deve attuare. Crediamo che per la
scuola, le forze politiche hanno il dovere di fare
scelte coraggiose che portino davvero fuori dal
disorientamento della scuola, voluto
sistematicamente da più governi e questo è, quello che è
sotto gli occhi di tutti .Chi legifera dove tener
conto delle realtà che un paese come il nostro,
diverso da nord al sud, con una diversità di ruoli e
umanità variegata, con diverse tipologie di
problematiche. Le scelte che si fanno
spesso non hanno, né tengono conto l’aspetto pedagogico
dell’ essere in quanto tale, ne dell’ambiente
in cui i bambini vivono. Crediamo che per un
sistema educativo, a prescindere dal mercato del
lavoro, deve tener conto e sostenere in massima
misura il ruolo pedagogico familiare e
professionale,in quanto sia i genitori e
successivamente il docente sono deputati a
svolgerlo. I primi per AMORE, il secondo,in quanto
dopo i genitori è la figura di riferimento più
importante per un bambino, quando inizia il suo
percorso scolastico. E crediamo che esso deve
essere un educatore pedagogico professionale e
qualificato, poiché la pedagogia forma l’ uomo nella
sua totalità, essendo una scienza, a differenza di
altre anche esse importanti, che tiene conto dell’
essere di quel singolo soggetto e della sua realtà
ambientale. Questo è mancato da moltissimi anni
nelle scuole, riformandole non in base ai soggetti
ma alle domande poste della globalizzazione, e da
genitori; noi osserviamo a cosa sta portando:
molte povertà sia economiche che intellettuali e
tanta ma tanta solitudine, uno stravolgimento e una
scarsezza di valori-norme di regole e modelli da
prendere ad esempio. Tutto questo ha fatto si
che si sono persi di vista gli obiettivi principali
che caratterizzavano la nostra scuola, la nostra
cultura. che è la formazione della persona, all’
essere, esserci e saper fare!
Noi
riteniamo che votare e chiedere migliore qualità,
maggiore attenzione alle scelte relative al sistema
educativo che devono tener conto: Della pedagogia
come scienza dell’ uomo e della sua Formazione
Chiedere a tutti gli schieramenti politici l’
attenzione ai problemi, è un nostro dovere verso i
figli, verso quella società migliore che tutti
chiediamo e ci auspichiamo.
In una
maggiore valorizzarizzazione al ruolo dei genitori e
delle famiglie in tutti i tavoli di
consultazione e commissioni in ambito pedagogico,
sociale, sanitario, nelle politiche territoriali,
della cultura dell’informazione e comunicazione.
Maggiori strumenti risorse adeguate a svolgere il
ruolo che la famiglia i genitori hanno per diritto
costituzionale
AGE
Pompei
Pompei
AGE Striano
Comunica
L’A.Ge Striano
(Associazione Genitori) è promotrice di un incontro con
specialisti sulle dipendenze (Alcool,Droghe,etc.),in
collaborazione con l’assessore alle politiche sociali e
giovanili e con il Forum dei Giovani
Invita la S.V. al dibattito:
I Genitori contro le dipendenze
che si terrà presso il
centro sociale sito in via Beniamino Marciano,42 il
giorno Giovedì 13/03/2008 alle ore 16,30
Interverranno al
dibattito il Dott. Carmine Papilio ed il Dott.
Giuseppe Guarino entrambi medici specialisti presso
U.O.C. di Nola (Dipartimento Psicosociale per le
dipendenze) –SERT- Na4
Modera la dott.ssa Lucia
Matrone - assistente sociale.