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Comunicati Stampa

 
                        

                       Appello per Luigi Schettino

Una mano, due mani, un gesto che fa la differenza!


Dove lo stato è carente, negando anche il diritto alla salute dei bambini
una mano,due mani,un gesto che fa la differenza!


Solo poche volte,ho aderito come AGE Pompei ad una iniziativa di raccolta fondi online
e solo per cause che penso siano importanti, specie se riguardano i bambini.
chiedo quindi a chi può, di aiutare questo bimbo a vivere una vita dignitosa.
Stella Carfora

Ciao,mi chiamo Luigi Schettino


Sono nato a Napoli il 24/07/2004, sono affetto da una sindrome molto rara
chiamata Opitz Frias MD1, questa malattia non mi permette di crescere
e camminare.I miei genitori hanno fatto di tutto per saperne di piu’ ma attualmente
in Italia non ci sono cure. Il mio piu’ grande sogno e’ di poter crescere
e camminare per poter correre e giocare con il mio fratellino Umberto
e mia sorella Rosita.
Dopo tanto girovagare abbiamo trovato una struttura dove mi possono curare
ma e’ tanto lontana. Questo centro e’ in Florida e la terapia da farmi sarebbe
l’ossigeno terapia, ma costa davvero tanto. Percio chiedo a tutti voi di aiutarmi
a realizzare il sogno mio e dei miei genitori, che ogni giorno lottano per offrirmi
un futuro migliore.

UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI DA LUIGI
INFO: Via Casone, 37 - POMPEI - Tel. 081 850 11 62

Conto Corrente Bancario Intestato a Schettino Catello
C/C 56748279
Cod. I.B.A.N.
IT04Z0623040080000056748279
BANCA CARIPARMA di Pompei (Na) - Via Piave, 14
Conto Corrente PostaPay
4023 6005 5261 8821
ufficio postale (Via sacri Cuori, 32 Messigno - Pompei - Na)
sito web:www.luigischettino.it

 

 

 

Ricevo e pubblico

 

                         IL  COMUNICATO STAMPA

 

             UNA CHIAVE PER DIRE NO ALL’OMERTA’

 

Le Associazioni del territorio continuano nella lotta contro la gestione commissariale del Consorzio di Bonifica dell’Agro-Sarnese-Nocerino, ed organizzano il pellegrinaggio della speranza.

 

L’appuntamento è per domenica 22 marzo 2009 alle ore 8.00 in Piazza Bartolo Longo in Pompei dove saranno raccolte simbolicamente le chiavi delle nostre case.

Subito dopo le donne presenti, partiranno in pellegrinaggio per raggiungere a piedi il Duomo di Napoli e consegneranno le chiavi raccolte al Cardinale Crescenzo Sepe.

 

Il gesto simbolico serve per ricordare alle istituzioni il totale disinteresse ad affrontare la questione, permettendo 17 anni di gestione illegittima del consorzio senza mai intervenire per ristabilire il giusto equilibrio tra istituzioni e cittadini.

Il gesto simbolico serve per dire basta !!!

A chi pretende di essere pagato solo per mettere a posto i suoi conti.

A chi per 56 anni  ha impedito ai cittadini coinvolti di fare le scelte per rendere sicuro il territorio in cui vivono.

A chi ha messo in atto una violenta persecuzione con sequestri e ipoteche per mettere a tacere chi coraggiosamente si è opposto  e così nascondere le proprie responsabilità.

Porta in piazza una chiave per difendere la tua casa, la tua libertà, il tuo territorio.

Contemporaneamente al pellegrinaggio, le Associazioni raccoglieranno le firme per un esposto alle autorità competenti presso il gazebo opportunamente allestito in Piazza Bartolo Longo.

 

Partecipa all’iniziativa contattando: Associazione Territorio Libero di Pompei tel/fax 0818621236 - Comitato diritti dei cittadini di Poggiomarino tel/fax 0815285106 - Comitato pro via Scafati Sant antonio abate tel 0818734934.

 

TUTTI IN PIAZZA  contro il Consorzio Agro-Sarnese-Nocerino

 

Domenica 22 marzo Piazza Bartolo Longo ( Pompei )

 

Pompei 17 marzo 2009             IL COMITATO PROMOTORE

 

 

Ricevo e Pubblico, dal Presidente AGE Nazionale
LA COMUNICAZIONE del responsabile per l'A.Ge. dell'Ufficio Mondialità, Europa e Integrazione, segnalazione di una importante RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO, adottata il 18 dicembre 2008, relativa ad "Apprendimento permanente per la conoscenza, la creatività e l'innovazione - Programma di lavoro Istruzione e formazione 2010".
E' un testo da conoscere, che si colloca nella cosiddetta "Strategia di Lisbona 2010": provocherà ricadute nel sistema scolastico-universitario e nella formazione degli adulti. Vi sono, qua e là, cenni alla valorizzazione dei genitori e alla necessità di formazione.
Nel dibattito spesso solo italiano e autoreferenziale sulla scuola, è opportuno ampliare un poco gli orizzonti.

Di seguito, il collegamento al testo approvato, nella traduzione italiana. Si invita a consultare il sito del Parlamento europeo, cliccando sul link per sapere di più

 Testi approvati - Giovedì 18 dicembre 2008 - Apprendimento permanente per la conoscenza, la creatività e l'innovazione Programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010" - P6_TA-PROV(2008)0625

                                   AGE Pompei

 

Ricevo e Pubblico, un comunicato del Presidente

AGE Nazionale Davide Guarnieri  

                             COMUNICATO STAMPA

                       La scuola al tempo degli sms

I "Patti di corresponsabilità educativa", ricorda A.Ge., presuppongono relazioni autentiche

«Le scuole hanno il dovere di comunicare alle famiglie l'andamento scolastico dei figli, negli incontri scuola famiglia, ma anche nel contatto quotidiano che potrà essere affidato sempre più spesso alle nuove tecnologie, - ha recentemente dichiarato il ministro dell'Istruzione, on. Mariastella Gelmini - i genitori che lo vorranno, infatti, riceveranno un sms che li informa dell’assenza dei figli dalle lezioni.»

La tecnologia pare destinata a un ruolo di primo piano nel nostro sistema dell’istruzione, ha confermato il ministro per la Pubblica amministrazione, on. Renato Brunetta, assicurando «che entro un anno la stragrande maggioranza delle famiglie riceverà per e.mail o potrà consultare via internet la pagella scolastica o altre informazioni sull’ andamento scolastico dei figli.»

«Senza dubbio è funzionale alla trasparenza e alla tempestività l'invio di comunicazioni e pagelle alle famiglie attraverso sms ed e.mail - ha commentato Davide Guarneri, presidente dell'Associazione Italiana Genitori Onlus - tanto che già oggi se ne fa uso sostanzioso e l'autonomia che nel nostro Paese la legge attribuisce agli istituti offre ampie opportunità, senza bisogno di alcun ulteriore provvedimento legislativo.»

Nel contempo, sembrerebbe opportuno ribadire come nessuna tecnologia e nessuno strumento possano sostituire il colloquio interpersonale tra insegnanti e genitori: i "Patti di corresponsabilità educativa" si sostanziano di relazioni autentiche, volte all'individuazione di scelte educative, non solo alla conoscenza asettica della misurazione di conoscenze.

«L'A.Ge. propone la valorizzazione di progetti che davvero sostengano il dialogo tra i genitori e la scuola, - aggiunge Guarneri - quali l'effettuazione di riunioni e colloqui in orari adeguati agli impegni lavorativi dei genitori. Da tempo, inoltre, l'A.Ge. chiede il riconoscimento dell'impegno educativo dei genitori nella scuola analogamente al lavoro di cura dei figli, utilizzando pure permessi e congedi retribuiti per ragioni familiari.

Il sistematico allontanamento dei genitori dalla scuola, in atto nella prassi e sotteso anche a disegni di legge di prossima discussione- conclude il Presidente - rischia di risultare agevolato da un sistema di comunicazione unidirezionale, ancorché efficiente.»

                        AGE Pompei

 
                         

                      

Ricevo e pubblico un interessante comunicato che molti dovrebbero  leggere,in quanto per logiche che non si riescono a spiegare sulle rappresentanze di categorie sia genitoriali che professionali quali siano i criteri che dallo stato sono riconosciuti oltre alla legge che definisce e sancisce i suddetti criteri,quali altri vi siano! molto spesso mi domando:chi davvero rappresenta le istanze collettive e in che modo?e chi rappresentano. molti rappresentano solo sè stessi,non tenendo conto di realtà e situazioni differenti. vi lascio alla lettura del comunicato sperando che in molti riflettano!

                        Stella Carfora

                            COMUNICATO STAMPA

PEDAGOGISTI PROFESSIONISTI DISCUTONO DEL FUTURO DELL’EDUCAZIONE E DELLA PROFESSIONE

Pedagogisti ed educatori professionisti si sono incontrati a Napoli nei giorni 11 e 12 dicembre per discutere del loro futuro presso l’Università Suor Orsola Benincasa.

Pedagogisti ed Educatori si sono interrogati sulla loro formazione, sulle loro competenze, sulla necessità di visibilità sociale e di utilità in una società che ha rinunciato all’educazione per seguire modelli consumistici del tipo “usa e getta”.

L’Associazione dei Pedagogisti ed Educatori Italiani (APEI), presente in tutte le regioni italiane, da tempo si interroga sui percorsi formativi universitari e rileva l’incongruenza dei curricula accademici rispetto ai bisogni della gente, ma evidenzia anche l’incapacità delle varie discipline delle Scienze umane a sapere dialogare fra di loro nell’interesse della società.

E’ emersa l’assenza di un profilo professionale unico e l’interesse delle proposte provenienti da altre associazioni professionali tese ad accaparrarsi risorse materiali per conservare o acquisire spazi di potere accademico o professionale.

L’APEI ha dichiarato il suo rifiuto a logiche spartitorie nella prospettiva di una legge quadro nazionale di regolamentazione delle professioni cosiddette non regolamentate o nuove.

L’educazione è un interesse collettivo che riguarda le giovani generazioni ma anche quelle adulte per la costruzione della società della conoscenza e della democrazia reale.

In questa prospettiva l’APEI denuncia il clima di intimidazione che proviene da lobbies potenti della pedagogia accademica e associata, stigmatizza tale comportamento e annuncia azioni pubbliche in difesa delle centinaia di educatori che esercitano la loro attività sottopagati e negati nella loro identità a fronte dell’arroganza delle facoltà di Scienze della formazione che da anni rilasciano lauree senza sbocco professionale ingannando giovani che ad esse si iscrivono pensando di acquisire competenze e identità.

Per incoraggiare e sostenere un clima positivo, l’APEI si è fatta carico di istituire gruppi di lavoro fra quanti lavorano sul territorio, nelle ASL, negli Enti Locali, nelle Comunità di recupero, nelle Case famiglia, nelle Parrocchie, nella Scuola, nelle Carceri, nei Convitti, per addivenire ad una corretta ed adeguata ridefinizione del profilo e delle competenze professionali  del pedagogista, utile per la società del terzo Millennio.

 Il Presidente

Dott. Alessandro Prisciandaro

 
                            

Oltre al sentimento di cordoglio nei confronti delle famiglie colpite chiediamo il rispetto dei diritti a tutela degli studenti di ogni ordine e grado di scuola e di ogni territorio!

             NON SI PU0'NE'SI DEVE MORIRE A SCUOLA 

Non ci sono giustificazioni ad un evento così tragico, come quello del liceo Darwin di Rivoli Torinese. nè come quella di San Giuliano,dove a scarsa attenzione alla scuola di molti e la noncuranza  degli enti, fa si che accadano tragedie come queste. è fatalità? no!sono cause naturali?no! evento straordinario?no! non credo,c'è sempre una corresponsabilità umana e un taciuto che fa comodo a tutt,tanto, nessuno pensa possa accadere, poi accade, e tutti a chiedersi il perchè!quindi mi pongo una domanda, perchè quando si fa presente un fatto,nessuno ascolta?perchè,tutti quelli che sono preposti a verificare controllando che la manutenzione ordinaria e straordinaria per eliminare l'elemento pericolo non ottemperano subito,ripristinando la normalità? molto spesso si rimandano le responsabilità dicendo non è mia competenza, o peggio,che non ci sono fondi per fare manutenzione straordinaria, ma non la beffa è che i fondi non ci sono nemmeno quella ordinaria.quindi passa il tempo, pensando sempre che niente accadrà  se non poi, ritrovarci a piangere e discutere su giovani vite spezzate. sappiamo che in Italia molte sono le scuole a rischio ma tutte funzionano come se fossero a norma!vorrei tanto che tutti facessero solo il loro dovere, solo questo farebbe si, che nessuna tragedia come queste possano mai più accadere!
                              AGE Pompei
                            Stella Carfora

 

 

COMUNICATO STAMPA

A scuola per vivere

A.Ge.: perizie e manutenzione, in condivisione con le famiglie, a tutela degli studenti

Si rinnovano il dolore e lo sgomento mentre la memoria corre al 2002, quando un sisma causò a San Giuliano di Puglia 30 morti,di cui 27 bambini, circa 100 feriti e oltre 2mila sfollati. A Rivoli,nel Torinese, sono in pieno svolgimento le indagini al liceo Darwin dove ieri, 22 novembre, un tubo in ghisa si è abbattuto su Vito Scafidi, 17 anni, uccidendolo e ferendo gravemente altri ragazzi.

Oltre al sentimento di cordoglio nei confronti delle famiglie colpite, si affacciano alla coscienza questioni pertinenti al tema della sicurezza proprio in ambito scolastico. «Quella che i fatti mettono in luce», dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Genitori Onlus, «è una generalizzata assenza di affidabilità, proprio nell'Istituzione cui le famiglie affidano ogni giorno i figli minorenni».

Molte istituzioni e organismi hanno manifestato, in queste ore, solidarietà alle vittime: il Ministro dell'Istruzione on. Gelmini, il Forum delle Associazioni Familiari, enti locali. Profondamente addolorato per la sciagura, anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sollevato urgenti interrogativi sulle garanzie a presidio della sicurezza negli istituti scolastici.

«La gravità degli eventi di Rivoli» conferma Guarneri «richiama l'attenzione di tutti sulla necessità che le strutture edilizie, tanto più quelle utilizzate da bambini e ragazzi, siano sottoposte a controlli rigorosi e regolari. Al di là delle croniche carenze in termini di risorse idonee a momenti di vita scolastica che non siamo le lezioni (sale mensa, palestre...) è inquietante toccare con mano l’assenza dei termini minimi della sicurezza».

Dai genitori emerge una richiesta di maggiore partecipazione al controllo dell'agibilità delle strutture, e di predisposizione di piani di manutenzione almeno decennali. La miglior vivibilità degli ambienti ricade sulla miglior qualità dell'atmosfera scolastica e dei progressi nell'apprendimento: un obiettivo raggiungibile attraverso l'autonomia e l'ingresso nella scuola delle famiglie a garanzia di supervisione e vaglio delle condizioni delle strutture e delle dotazioni in esse presenti.

«Versando il Paese in un momento di aperta difficoltà quanto alla gestione dei fondi, che alla Scuola in particolare sono stati tagliati», conclude Guarneri «A.Ge. indica come modus operandi la più stretta collaborazione tra associazioni, Enti locali, e utenza scolastica, soggetti tutti per i quali il bene del minore è interesse primario e in nome del quale le energie devono unirsi scegliendo i percorsi della tutela e della prevenzione, su ogni piano, da quello della progettazione a quello della manutenzione e custodia degli edifici».

                       
         AGE NAZIONALE

 
                                       

                           Pompei

E, adesso cosa succederà ancora??????

Fonte: http://www.affaritaliani.it/politica/
federalismovialibera031009.html


Il governo ha approvato il federalismo fiscale Venerdí 03.10.2008 11:01"Il ddl sul federalismo fiscale è stato approvato all'unanimità da parte del Consiglio dei ministri". Ad annunciarlo ad Affaritaliani.it è stato il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto.Il ddl delega al governo sul federalismo fiscale è "una legge ordinaria, non costituzionale", spiega il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.Dopo la convulsa giornata di giovedì, in cui il governo ha incassato
solo a tarda sera in conferenza unificata il disco verde condizionato all'accoglimento delle proposte dell'arcipelago delle autonomie locali,
il provvedimento approvato in via preliminare già lo scorso 11 settembre, può avviarsi ora a varcare ufficialmente le aule parlamentari. E, come annunciato dal ministro per le Riforme, Umberto Bossi, iniziare il suo cammino dal Senato.

FEDERALISMO/ CHIAMPARINO: CI SIA UN DIBATTITO
APPROFONDITO

Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, invita ad una discussione approfondita sulla riforma federale: "C'è una bozza di legge delega che definisce alcuni principi e su questo ci deve essere un dibattito approfondito", ha detto il ministro ombra per le Riforme. "Per quanto riguarda i Comuni - ha aggiunto Chiamparino - ritengo sia positivo il fatto che si sia ottenuto dal Governo un impegno almeno a ridarci quello che ci era stato tolto con l'abolizione dell'Ici; ci risulta che ci sia un impegno preciso del Presidente del Consiglio e spero che venga onorato".

FEDERALISMO/ COMINCIA L'ITER; ERRANI:
 SARÀ MOLTO IMPEGNATIVO

Con l'esame in Consiglio dei Ministri del disegno di legge delega sul Federalismo Fiscale, comincia un processo "molto impegnativo per il Paese". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani riferendosi all'iter della legge che, con la prima tappa raggiunta in conferenza unificata con il parere favorevole di tutte le autonomie locali, si avvia a un iter che non sarà brevissimo. "Noi il federalismo lo vogliamo - ha detto Errani - ma vogliamo avere tutte le garanzie di partecipare insieme agli enti locali a tutto il percorso di definizione del federalismo fiscale, risorse, costi standard compresi". Queste garanzie - punto sul quale le autonomie locali nel corso della lunga trattativa hanno
particolarmente insistito - attengono "ai diritti fondamentali dei cittadini: sanità, istruzione, assistenza, sevizi che vanno assicurati in tutto il Paese perchè fanno parte del patto di cittadinanza. Adesso il lavoro si fa impegnativo,si vedranno le carte, le risorse, si capirà che non siamo di fronte a miracoli
annunciati, bensì di lavorare duro a cominciare da una profonda riforma dello Stato".Anche il presidente della Comunità Montane, Enrico Borghi, "si sono gettate buone
basi, dopo l'accordo di ieri in unificata, Calderoli ha accettato di riconoscere sottoil profilo perequativo fiscale, il tema della specificità montana». E Fabio Melilli, presidente dell'Upi, avverte sul rischio che ci sia una gran parte dei fondi assegnati oggi a Comuni e Province che siano devoluti alle Regioni". 


Ecco il nuovo testo sul federalismo fiscale pronto per
il via libera del governo


FEDERALISMO FISCALE/ LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLA BOZZA CALDEROLI APPROVATA DAL CDM
  


Dove andrà l' Italia dopo tutto questo che sta accadendo?

Fonte:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=
32085&sez=HOME_INITALIA

Governo-Comuni, accordo sull'Ici dopo le proteste
sui casi Roma e Catania: in arrivo 945 milioni

ROMA (2 ottobre) - Accordo parziale in serata, a Palazzo Chigi, tra governo e Comuni. L'annuncio è stato dato dal presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, al termine di un incontro al quale ha partecipato anche Berlusconi.

I termini dell'accordo. Complessivamente sono stati garantiti ai Comuni 945 milioni di euro di cui 260 per l'Ici prima casa 2008, 585 per l'Ici per i fabbricati ex rurali 2007 e 100 milioni per i costi della politica 2007; c'è anche un impegno a reperire i 700 milioni della seconda tranche dell'Ici ex rurali per il 2008. Domenici ha così confermato che i Comuni parteciperanno alla Conferenza unificata anche se l'accordo non soddisfa tutte le richieste. In precedenza l'Anci aveva annunciato che avrebbe disertato la Conferenza unificata prevista un parere sul disegno di legge delega sul federalismo fiscale, in discussione domani. I comuni già nella scorsa settimana avevano chiesto assicurazione sull'approvazione da parte del governo di un
decreto legge che saldasse i conti pregressi tra governo e comuni tra cui il taglio all'Ici, che ammontano complessivamente a circa 1 miliardo e mezzo di euro.

Domenici: accordo politico di indirizzo.
Il presidente dell'Anci ha anche specificato che «questo che abbiamo sottoscritto stasera è un accordo politico di indirizzo; mi auguro che il governo ne tenga conto e al più presto approvi gli atti necessari per renderlo esecutivo e per attuarlo». Domenici ha sottolineato che tra le questioni ancora aperte c'è quella inerente ai costi della politica, perché
«i 100 milioni che Berlusconi si è impegnato a dare ai comuni non sono sufficienti. Questa questione va ancora affrontata, ma lo faremo quando avremo le verifiche sugli importi effettivi». A proposito dell'Ici sulla prima casa si dovrà compiere un aggiornamento che copra l'intero importo:
«C'è l'impegno a valutare quelle che saranno le verifiche - ha aggiunto Domenici - sui bilanci comunali dell'impatto sul mancato gettito. Ritengo comunque che un passo avanti importante sia stato fatto grazie all'assunzione diretta di impegno e di responsabilità da parte di Berlusconi, che dovremo verificare nelle settimane e nei mesi a venire».

L'Anci chiedeva che il governo garantisse a tutti i comuni i finanziamenti necessari al loro funzionamento, e che solo dopo desse il via alle elargizioni a Roma e Catania. Chiamparino aveva definito vergognoso «assicurare 500 milioni di euro a Roma e 160 a Catania, prima che tutti gli altri comuni abbiano
il dovuto». Domenici aveva specificato che l'Anci oltre alla richiesta di certezze sul finanziamento di tutti i comuni ritiene che sia «una incongruità il fatto che siamo già stati stanziati dal Cipe 640 milioni per Roma e Catania». Il timore, ha esplicitato Chiamparino, è che i 640 milioni di Roma e Catania vengano sottratti alle risorse che il Ministero del Tesoro sta individuando per i comuni per restituire i minori introiti dell'Ici.

La Conferenza dei presidenti delle Regioni ritiene «giuste,
fondate e motivate con gli stessi principi del disegno-delega sul federalismo fiscale la posizione dell'Anci che ha chiesto la restituzione dei mancati trasferimenti per il taglio dell'Ici. Il governo deve perciò ascoltare l'associazione dei Comuni», aveva detto a sua volta il presidente della Conferenza, Vasco Errani, uscendo dalla riunione dei governatori. 

Formigoni sorpreso per i fondi a Roma e Catania. 
I fondi di emergenza concessi al comune di Catania e di Roma sono «sorprendenti». «Ho chiesto ai miei uffici di capire sulla base di che cosa questi stanziamenti sono stati previsti», ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni in un forum all'agenzia Ansa, aggiungendo di essere «curioso di sapere in quale modo questi saranno sottoposti all'esame del Parlamento». Formigoni ha fatto riferimento alla recente delibera del Cipe che ha destinato 140 milioni a fondo perduto al comune di Catania per evitarne il fallimento, e ai fondi assegnati al comune di Roma per tamponare il deficit di bilancio. «I fondi messi a disposizione di Catania e di Roma sono per me sorprendenti - ha sottolineato Formigoni - e ho chiesto ai miei uffici di farmi sapere alla luce di che cosa questi stanziamenti sono stati previsti, e su quali capitoli. Per carità conosciamo tutti la situazione amministrativa del comune di Catania e del comune di Roma, ma ce ne sono anche altri comuni nel paese che hanno manifestato queste difficoltà». «Su questo tema - ha poi concluso il presidente della Regione Lombardia Formigoni - sono curioso di sapere con assoluta chiarezza sulla base di che cosa queste decisioni sonostate prese e in quale modo verranno sottoposte all'approvazione del Parlamento che immagino dovrà esserci».

La replica di Alemanno. «Non c'è nessuna novità sull'erogazione dei fondi. Si sapeva che c'era questo piano di rientro e che sarebbe stato finanziato. Abbiamo sempre detto che senza l'aiuto del governo il Comune di Roma non sarebbe riuscito a controllare il debito ereditato dalle precedenti gestioni», ha replicato il sindaco di  Roma Gianni Alemanno. «Noi faremo i nostri tagli e i nostri risparmi, ma se non avessimo l'erogazione da parte del Governo, oggi non avremmo la possibilità di rimettere in equilibrio il bilancio. Non è polemica politica, ma tra Catania e Roma la differenza è che a Roma c'è stata la gestione commissariale. Senza quella, e senza i 500 milioni dati dal governo, la Capitale ora sarebbe nella stessa situazione di Catania», aveva aggiunto Alemanno

 

 
                                 

                           Pompei

La Crui: "Gli atenei rischiano di non poter pagare neppure le retribuzioni"
Se il Governo non fa dietrofront saranno possibili azioni di protesta

               I rettori bocciano la Finanziaria
               Università, in arrivo nuovi tagli

 

ROMA - La casse delle università italiane rischiano di andare in rosso. A lanciare l'allarme è la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) che in una nota, approvata all'unanimità, ha duramente criticato la nuova Finanziaria presentata dal Governo.

Nel documento , indirizzato al ministro Maria Stella Gelmini, i rettori hanno ricordato che i nostri atenei "sono strangolati e rischiano di non poter pagare neppure le retribuzioni del personale". Pur ribadendo "l'incondizionato impegno a operare per il rinnovamento e la riqualificazione funzionale di aspetti centrali della vita universitaria" la conferenza dei rettori ha però pesantemente contestato l'operato del Governo.

Nel mirino "dopo le misure previste dalla manovra triennale approvata dal Parlamento prima della pausa estiva" sono soprattutto le nuove misure della legge Finanziaria "che prevede per il 2010 una diminuzione del Fondo di finanziamento delle università addirittura di 700 milioni (più del 10% dell'attuale Fondo) e tagli drastici per le università non statali. Non è più sopportabile - proseguono - l'azzeramento dei finanziamenti per l'edilizia universitaria che impedisce sia l'avvio di nuove realizzazioni, funzionali alla didattica e alla ricerca, sia - concludono - la semplice manutenzione delle strutture esistenti".

Una bocciatura senza appello che potrebbe provocare anche clamorose manifestazioni di protesta: "Deve essere sin d'ora chiaro - avvisano i rettori - che in assenza di provvedimenti adeguati, operativi entro il 2009, non ci resterà che trarre le uniche conseguenze possibili e coerenti con le loro responsabilità di fronte ai rispettivi atenei e al Paese. Il tempo a disposizione è brevissimo".

Fonte:("la Repubblica", 25 settembre 2008)
 

2.
E' stata presentata ai sindacati una bozza della riforma messa in campo dal governo
Nel documento non c'è neppure un accenno alla questione del tempo pieno
Maestro unico, trenta per classe
ecco il decalogo della Gelmini
Molti condizionali, ma proviamo a fare il punto su come potrebbe cambiare la scuola

di SALVO INTRAVAIA

Classi più numerose: fino a 29 alunni all'asilo, fino a 30 nelle prime di medie e superiori. Lo prevede la bozza di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica presentata ieri dal Ministero dell'Istruzione ai sindacati di categoria. Non ancora il piano programmatico promesso dal ministro Maria Stella Gelmini. E in più i sindacati, che hanno visionato il documento, fanno sapere che non c'è nessun accenno alla questione del tempo pieno.

Il documento contiene i nuovi criteri per la formazione delle classi, l'accorpamento degli istituti, l'impiego del personale in esubero. "Il piano deve essere definito nei dettagli con il ministro dell'Economia", è stato spiegato ai sindacati.

E infatti la riforma parte proporio dalla attuazione della manovra economica estiva. Comunque tra mille illazioni, polemiche e incertezze ("assurde", dicono i sindacati) proviamo a fare il punto su quali dovrebbero essere - il condizionale è d'obbligo - le norme che in pochi anni dovrebbero cambiare volto alla scuola italiana.

Due parole d'ordine, "essenzialità" e "continuità": la seconda con le riforme precedenti, compresa quella del Centro-sinistra, e la prima per semplificare e rendere più efficiente l'intero sistema-scuola. Il Piano si muove su tre direttici: Revisione degli ordinamenti scolastici, Dimensionamento della rete scolastica italiana e Razionalizzazione delle risorse umane, cioè tagli.

Scuola dell'infanzia. L'organizzazione oraria della scuola materna rimarrà sostanzialmente invariata. Saranno reintrodotti gli anticipi morattiani (possibilità di iscrivere i piccoli già a due anni e mezzo) e nelle piccole isole o nei piccoli comuni montani l'ingresso alla scuola dell'infanzia potrà avvenire, per piccoli gruppi di bambini, anche a due anni. L'esperienza delle "sezioni primavera" per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi sarà confermata.

Scuola primaria. E' il ritorno al maestro unico la novità che ha messo in subbuglio la scuola elementare. Già dal 2009 partiranno prime classi con scansione settimanale di 24 ore affidate ad un unico insegnante che sostituisce il "modulo": tre insegnanti su due classi. Le altre opzioni possibili, limitatamente all'organico disponibile, saranno 27 e 30 ore a settimana. La Gelmini "promette" anche di non toccare il Tempo pieno di 40 ore settimanali che potrebbe essere addirittura incrementato ma, su questo punto, pare che il ministero dell'Economia non sia d'accordo. E l'insegnamento dell'Inglese sarà affidato esclusivamente ad insegnanti specializzati, non più specialisti, attraverso corsi di 400/500 ore.

Scuola secondaria di primo grado. La scuola media è al centro di un autentico tsunami che si pone come obiettivo quello di scalare le classifiche internazionali (Ocse-Pisa) che vedono i quindicenni italiani agli ultimi posti. L'orario scenderà dalle attuali 32 ore a 29 ore settimanali. Per questo verranno rivisti programmi e curricoli. Il Tempo prolungato (di 40 ore a settimana) sarà mantenuto solo a determinate condizioni, in parecchi casi verrà tagliato. Per cancellare l'onta dei test Pisa, si prevede il potenziamento dello studio dell'Italiano e della Matematica. Stesso discorso per l'Inglese, il cui studio potrà essere potenziato solo a scapito della seconda lingua comunitaria introdotta dalla Moratti.

Secondaria di secondo grado. La scuola superiore, rimasta fuori da riforme strutturali per decenni, vedrà parecchi cambiamenti. Gli 868 indirizzi saranno ricondotti ad un numero "normale". I ragazzi che opteranno per i licei (Classico, Scientifico e delle Scienze umane) studieranno 30 ore a settimana. Saranno rivisti, anche al superiore, curricoli e quadri orario. Al classico saranno privilegiati Inglese, Matematica e Storia dell'Arte. Allo scientifico, in uno o più corsi, le scuole autonome potranno si potrà sostituire il Latino con lingua straniera. I compagni degli istituti tecnici e professionali saranno impegnati per 32 ore a settimana. Stesso destino per i ragazzi dei licei artistici e musicali.

Riorganizzazione rete scolastica. Attualmente, la scuola italiana funziona attraverso 10.760 istituzioni scolastiche che lavorano su 41.862 "punti di erogazione" del servizio: plessi, succursali, sedi staccate, ecc. Secondo i calcoli di viale Trastevere, 2.600 istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore alle 500 unità (il minimo stabilito dalla norma per ottenere l'Autonomia) o in deroga (con una popolazione scolastica compresa fra le 300 e le 500 unità) dovrebbero essere e smembrate e accorpate ad altri istituti. Dal ondata di tagli della Gelmini si salverebbero soltanto le scuole materne. Dovrebbero, invece, chiudere i plessi e le succursali con meno di 50 alunni: circa 4.200 in tutto. In forse anche i 5.880 plessi con meno di 100 alunni. Ma l'intera operazione, che il ministro vuole avviare già a dicembre, dovrà trovare il benestare di Regioni ed enti locali.

Razionalizzazione risorse umane: i tagli. Il capitolo dei tagli è lunghissimo. Alla fine del triennio 2009/2010-2011/2012 il governo Berlusconi farà sparire 87.400 cattedre di insegnante e 44.500 posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata): 132 mila posti in tutto. Il personale Ata verrà ridotto del 17 per cento. Il rapporto alunni/docente dovrà crescere di una unità. Maestro unico, soppressione di 11.200 specialisti di Inglese alle elementari, contrazione delle ore in tutti gli ordini di scuola, compressione del Tempo prolungato alla scuola media, rivisitazione delle classi di concorso degli insegnanti e ulteriore taglio all'organico di sostegno contribuiranno alla cura da cavallo che attende la scuola italiana. L'intera operazione dovrebbe consentire risparmi superiori a 8 miliardi di euro che in parte (30 per cento) potranno ritornare nelle tasche degli insegnanti, ma solo dei più meritevoli.
Fonte:("la Repubblica", 25 settembre 2008)

 

 
                             

                           Pompei

         Oggi 18 settembre al dibattito pubblico

                   sulle riforme della scuola

Organizzato dall'AGE Pompei pochi i genitori, pochi i docenti...ma per me è sempre e comunque un risultato positivo poichè se anche una semplice parola è recepita e passa ad altri si allarga l'informazione... e questo farà si che saranno molti di più a comprendere effettivamente cosa sta accadendo e cosa sta per accadere nelle scuole pubbliche. A volte mi chiedo se ho fatto tutto ciò che posso nel dare informazioni ai genitori penso di sì.Da adesso in poi un passo, dopo l' altro, percorreremo una strada che condurrà comunque sempre alla meta.non saremo più solo l' AGE Pompei o gli addetti ai lavori a sapere ma si allargherà sempre di più l' informazione!

Le firme raccolte dalla nostra associazione tra Pompei, l' Università ed altre città vicine sono già, per un associazione genitori COME LA NOSTRA, molte e che va al di la del dibattito pubblico di oggi che poteva essere appoggiato o meno dalle istituzioni,dai sindacati dai docenti di Pompei, che hanno altri canali per essere tutelati. l' AGE POMPEI è il solo canale nella nostra realtà che hanno i genitori: perchè nemmeno i presidenti dei consigli di circolo e di istituto invitati da noi a sostenere la scuola pubblica erano presenti. Erano presenti infatti,i genitori sensibili a queste tematiche perchè vivono in prima persona le situazioni difficili dei figli. Questo mi fa capire anche quanta poca sensibilità esiste tra chi non ha problemi. L'Age Pompei,sostenuta in questa occasione dall' Age Striano. ha solo come unico fine il bene dei bambini. nei prossimi giorni ci attiveremo per intraprendere altre iniziative finalizzate ad essere più visibili con l' appoggio dei politici presenti al dibattito che hanno garantito tutto loro appoggio. l' AGE Pompei ringrazia inoltre anche il sindaco che ha inviato una lettera ufficiale per l' occasione, ringrazio i presenti e anche gli assenti e aggiungo che l' importanza della nostra azione consisteva nel pubblicizzare i contenuti degli ultimi DL nell' interesse dei genitori dei docenti ma sopratutto nell' interesse dei bambini chiedendo che si rispetti il loro diritto allo studio.

                              Stella Carfora
 

 
                           

                          Pompei
L' AGE Pompei invita quanti hanno la possibilità a raggiungerci per essere insieme a difesa della scuola di tutti!


DOVE E’ FINITA LA CONDIVISIONE?

Pensiamo davvero che gli ultimi D.L.vi di riforma della scuola rispettino la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Uomo, o i diritti universali del bambino?


Non si puo’ pensare di operare tagli per risparmiare UCCIDENDO la scuola pubblica,luogo di valori e crescita di risorse umane


Nel clima di profonde innovazioni e di ritorni nostalgici agli anni ’50, l’ Age Pompei si chiede: che fine hanno fatto le conquiste e i progressi ottenuti finora?


Non si può, con un colpo di spugna, cancellare ciò che di buono è stato fatto fino ad oggi, si può solo migliorarlo.


IL 18 c.m. alle 16,30 nell’ area antistante il 1°C.D. di Pompei (lato ingresso scuola dell’infanzia) la comunità scolastica, i cittadini, i rappresentanti delle scuole di Pompei, le autorità, le forze politiche, i sindacati del territorio sono invitati a partecipare a sostegno delle iniziative che si vorranno intraprendere “INSIEME” a favore della scuola pubblica con dibattito raccolta firme a sostegno della scuola pubblica!


Garantire il diritto allo studio per tutti


Ridare dignità e riqualificare realmente la scuola pubblica con risorse umane e risorse economiche

No alla scuola come Fondazione! Ma uguali Opportunità di trattamento tra scuole e scuole, tra territorio e territorio, tra nord e sud poiché questo inciderebbe fortemente sulla libertà di scelte didattiche-educative.

Garantire il diritto allo studio dei diversamente abili, rispettando e applicando la L.104/ 92, garantendo i diritti acquisiti con le figure professionali già previste(Docenti di Sostegno)

Assicurare il tempo pieno laddove necessita ed è richiesto.

Riformare gli OO.CC. garantendo equità ed equilibrio tra le componenti che ne fanno parte,ridando valore ai principi della partecipazione democratica e sociale.

NO al Federalismo e SI all’autonomia effettiva delle scuole perché solo con l’autonomia si possono attuare i criteri di miglioramento

I genitori e i docenti chiedono l’immediata abrogazione dei decreti sicuramente penalizzanti per il sud già fin troppo pesantemente penalizzato.

Gli Organi ,istituzionalmente preposti, non si chiedono perché negli anni passati c’è stata indifferenza e scarsa partecipazione da parte delle varie componenti della comunità scolastica ?Questi atteggiamenti sono scaturiti dalla mancata considerazione da parte dello Stato e dei governi che si sono succeduti e che non hanno voluto “ASCOLTARE” realmente la voce dei cittadini.


STUDENTI, DOCENTI,GENITORI E’ GIUNTA L’ORA DI ALZARE IL CAPO E PRETENDERE A VIVA VOCE CIO’ CHE A NOI E’DOVUTO COSTITUZIONALMENTE "GARANTIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO PER TUTTI"!!!


                  AGE Pompei - AGE Striano

 

 
                                          

Pompei

Ricevo e pubblico, l’ appello del forum degli insegnanti,per fare informazione e chiedere una mobilitazione a favore della scuola pubblica, troppo bistrattata e poco curata da chi, avrebbe potuto e dovuto!non si può restare passivi e inerti quando c' è di mezzo la scuola. che è dopo la famiglia il luogo culturale,educativo formativo più importante per i giovani,e per una società migliore!
                            Stella Carfora


SCUOLA PUBBLICA MUTILATA E DEGRADATA

L’anno scolastico 2008-09 si apre sotto l’infausto segno dei catastrofici provvedimenti del governo

Berlusconi, dei suoi ministri della scuola, dell’economia e della pubblica amministrazione che gareggiano

per raccogliere tutto il peggio delle politiche scolastiche dei precedenti ministri Berlinguer, Moratti e

Fioroni e assestare il colpo definitivo alla scuola pubblica, disgregandola, impoverendola e

ridicolizzandola all’inverosimile.

Con la legge 133/08 si massacra la scuola tagliando 70 mila posti di insegnanti e 43 mila di ATA, a cui

si aggiungono i 47 mila posti già soppressi dalla Finanziaria del governo Prodi, per un totale inaudito di

160 mila posti in meno, con la grottesca motivazione della “migliore qualificazione del servizio

scolastico”: il che si traduce, oltre che nella massiccia espulsione di precari, nell’aumento a dismisura

degli alunni per classe, nella riduzione delle materie, delle ore di lezione e forse anche della durata delle

singole lezioni, nell’accorpamento delle materie di insegnamento per singolo docente, con ovvio

abbassamento di qualità didattica, nell’attacco al tempo pieno e prolungato e al sostegno all’handicap,

nella riduzione dei Corsi serali, di corsi dei alfabetizzazione degli stranieri, dell’educazione degli adulti,

nel taglio di 8 miliardi di euro per i finanziamenti alle scuole pubbliche nei prossimi 4 anni e addirittura

nel ritorno al maestro unico alle elementari, a quell’oramai inverosimile maestro tuttologo degli anni ’50

e ’60 del secolo scorso, che immiserirebbe l’insegnamento, cancellando la contitolarità didattica tra

docenti che ha reso la scuola elementare italiana una delle più apprezzate al mondo.

Ma non è tutto. In due diversi disegni di legge (uno dei quali parzialmente trasformato nel Decreto legge

governativo del 28 agosto) la ministra Gelmini e la presidente della Commissione cultura della Camera

Aprea hanno delineato la completa privatizzazione di ciò che resterebbe della scuola, con istituti

scolastici-Fondazione affidati a privati tramite Consigli di amministrazione, con la gerarchizzazione dei

docenti in 4 livelli, con il passaggio completo alla gestione regionalistica legata alle esigenze aziendali

locali, con l’assunzione del personale affidata ai dirigenti scolastici, che diverrebbero “datori di lavoro”,

assumendo, licenziando, aumentando o abbassando stipendi, con le ovvie conseguenze di corrotto

autoritarismo e clientelismo.

Infine, tramite il Decreto legge del 28 agosto e il DdL sul recupero scolastico, la ministra Gelmini, dopo

cotanta distruzione, pensa di dare una parvenza di serietà al tutto tramite il ripristino del voto di condotta

(che comporterebbe bocciatura se insufficiente), dei voti numerici alle elementari e alle medie e degli

esami di riparazione: in una scuola così massacrata tali provvedimenti creerebbero solo ulteriore e

demenziale selezione tra chi ha, per censo sociale, altri supporti educativi e chi conta solo sulla scuola

per imparare a leggere il mondo.

A un così grave attacco deve corrispondere una risposta, da parte di docenti, Ata, studenti, genitori e

cittadini interessati alla scuola pubblica, altrettanto poderosa. Già i precari, i più massacrati in tale

processo, hanno dato segnali di lotta, che si intensificheranno nei prossimi giorni con assemblee e

mobilitazioni in tutta Italia, che, per quel che ci riguarda, culmineranno in un convegno a Roma il 27

settembre. Ma più in generale invitiamo tutti i soggetti succitati a impegnarsi affinché venerdì 17 ottobre

2008, giorno di sciopero generale di tutte le categorie del lavoro dipendente convocato dai Cobas e dalle

altre principali forze del sindacalismo antagonista, la scuola partecipi massicciamente alla

manifestazione nazionale che si terrà a Roma.

È dunque necessario, fin dall'inizio dell’anno scolastico, sviluppare il

massimo di informazione e di discussione tra i lavoratori della scuola

per avviare forme di mobilitazione in vista dello sciopero generale.

 

 

 

Pompei

L'A.Ge. Pompei si Associa alla solidarietà Espressa dall'A.Ge.Nazionale all'A.Ge. di Spotorno e al suo Presidente al direttivo e ai soci!

COMUNICATO STAMPA Dell' A.Ge.Nazionale

Anche questo è Ferrragosto!

La sede A.Ge. di Spotorno (Savona) distrutta in un atto vandalico

Episodi di vandalismo, bullismo: sempre più frequenti, sempre insensati. E stavolta l'aggressione è stata sferrata, per paradosso, contro un'associazione impegnata nel sociale, la cui mission sono esplicitamente le famiglie e in particolare i ragazzi.

Nella notte del 17 agosto, infatti, alcuni giovani si sono introdotti nella sede A.Ge. di Spotorno (Savona) devastandola.

"Con coraggio e spirito di sacrificio" ha detto la presidente dell'A.Ge. di Spotorno, Cristina Ricci "eravamo riusciti, in molti mesi, a trasformare un magazzino dismesso in utilizzo agibile e dignitoso. Alla richiesta dei Carabinieri di quantificare i danni" ha aggiunto, dopo che il fermo è scattato per almeno 5 dei ragazzi coinvolti "mi è difficile rispondere. Quello che si è cercato di distruggere era il nostro sogno, quello che è andato perduto è il nostro lavoro quotidiano di volontari: come dargli un prezzo?".

Non diversa la reazione degli soci dell'A.Ge. Spotorno, che si vedono a un tempo vittime di un atto di bullismo e privati del naturale polo aggregativo per l'attività associativa. Ma estremamente a disagio sono apparsi anche i genitori dei colpevoli, posti bruscamente di fronte all'evidenza che qualcosa, nella crescita dei loro figli, non sta funzionando al meglio.

"Dobbiamo credere" ha commentato il Presidente nazionale "che ogni genitore faccia spontaneamente il meglio che può per educare le sue creature. È un fatto tuttavia che nella società moderna, troppi e incontrollabili fattori concorrano all'educazione dei giovani. Sappiamo che l'impegno educativo lascia sempre aperte strade, offre a tutti una possibilità di riscatto: anche questo episodio potrà essere occasione di crescita per tutti, per i ragazzi e per la comunità".

All'espressione dei sentimenti di solidarietà si unisce un augurio e un caldo incoraggiamento all’A.Ge. Spotorno per la rapida ricostruzione di una sede che anche fisicamente simboleggi determinazione e pertinacia nel perseguire i valori dell'educazione, con modalità capaci di coinvolgere fattivamente società e Istituzioni.

               

 

 
                                        

                         Pompei

Lettera Aperta al Ministro dell’ istruzione Maria Stella Gelmini.

Garantire il diritto allo studio è una legge dello stato italiano.

Gentilissimo Ministro, mi rivolgo a Lei, in quanto rappresenta il Ministero dell’ istruzione. il diritto allo studio è garantito nel nostro paese dalla nostra carta costituzionale,tanto che, se un genitore disattende a questa norma è perseguito penalmente. Io mi chiedo, e Le Chiedo,se uno stato disattende a questa norma non garantendo il diritto allo studio, può essere perseguito penalmente dai genitori che detengono la potestà genitoriale?

I genitori delle scuole d’ Italia e specie del sud, sono preoccupati dalle norme che si avvicendano nella e per la scuola.

Ho sempre creduto, che la scuola dovesse essere dopo la famiglia il luogo che accoglie tutti,al di la delle differenze di classi o di appartenenza,che esistono nella società. E, noto che da tempo è proprio questo, che si sta perdendo!

Si stanno consolidandole basi, che accentuano ancor di più le differenze tra le classi sociali più forti a discapito delle deboli! E,non è coi tagli alle scuole che si risolvono le carenze che ci sono, ma con incentivi e investimenti concreti della scuola pubblica, solo così si avrà una scuola di qualità!

Il sud già così fortemente penalizzato, ha bisogno e chiede una scuola pubblica che ridia speranze fiducia e formazione ai nostri ragazzi, penalizzati fortemente dalla carenza o spesso mancanza di strutture gratuite idonee alla socializzazione alla formazione, negli ultimi tempi con le norme che si stanno attuando le famiglie sono preoccupate!

La scuola al sud è, considerata, spesso il solo centro di cultura-socializzazione e formazione per molti giovani che non hanno i mezzi per accedere ad altri tipi di strutture da molte famiglie,è considerato il luogo dove i figli sono accuditi e tolti dalla strada…è il luogo dove i ragazzi possono formarsi ed aspirare anche se con più difficoltà che al nord in un futuro migliore, che non sia solo la strada, o l’illegalità.

Si parla sempre di formare alla legalità,ma se non sono incentivate le strutture che spesso in alcune zone del sud e anche del nord sono l’ unico baluardo della legalità, come la scuola ed altre istituzioni come possiamo combatterla e far capire ai giovani che solo con la cultura si combattono tutte le forme illegali. È il dare esempi, dare forza, dare credibilità alla scuola, ai docenti agli studenti,ai genitori, così si combattono tutte le forme di illegalità. Ma,se,le norme messe in atto dal vostro governo penalizzano ancor di più il sud togliendo risorse umane ed economiche, ci sarà ancor più illegalità, microcriminalità e disorientamento, sia per le famiglie che la società. Anche per i costi che si delineano della scuola, che gravano molto sulle famiglie meno agiate, che pur di dare un futuro migliore ai figli affrontano sacrifici enormi per garantire quel diritto allo studio sancito costituzionalmente, e le garantisco caro Ministro che pesa enormemente sul bilancio familiare poiché, al sud c’è più disoccupazione, le famiglie sono più numerose,e per far studiare i ragazzi i costi si maggiorano.

Per non parlare che già da tempo la differenza tra nord e sud è palese, per mancanza di strutture idonee alla formazione lavorativa, ed anche gli stage in aziende sono riservati a chi può avere maggiori possibilità, e questo genera già diseguaglianze e non garantisce le pari opportunità. Vi è un altro disagio enorme per le famiglie con bambini o ragazzi disabili,al sud sono inimmaginabili e inconcepibili, si deve sempre lottare per vedere riconosciuto un diritto per attuare l’ integrazione scolastica spesso si lotta contro tutto e tutti cosa che al nord non accade. E, caro ministro,se si tolgono anche i diritti acquisiti, come avere l’ insegnante di sostegno,lo sa che è una tragedia umana, questo è inammissibile in un paese civile come l’ Italia.

Cosa chiedono i genitori del sud Al Ministro Gelmini? chiediamo di garantire il diritto allo studio di tutti chiediamo che tenga conto delle risorse economiche, umane e, opportunità diverse tra nord e sud

chiediamo che si ascoltino insieme docenti,studenti, genitori,con le rappresentanze reali delle associazioni dei genitori che operano sul territorio effettivamente, dare dignità alla scuola, è dare dignità e valore ad un paese civile e democratico come è, il nostro!

Chiediamo che la scuola venga riformata non in base a criteri di aziendalizzazione ma tenendo conto,che essa ha un alto compito morale civile educativo, forma esseri umani che devono essere liberi di pensare di essere capaci di saper Fare e essere

E' per questo che crediamo che, la scuola pubblica non può essere di serie A o Di Serie B non può andare a due velocità creando ancor di più un divario tra il nord e il sud tra scuola e scuola tra territorio e territorio.E cosa più importante non può essere annullata la nostra storia culturale, la nostra identità nazionale, non possiamo avere una scuola inglesizzata o peggio americanizzata,noi non siamo loro!

Mi auguro, caro ministro che tenga conto essendo Lei anche giurista, della nostra Costituzione!

                                       Stella Carfora

                                  Presidente AGE Pompei

 

     

                                      

                         Pompei

                      Scuola Pubblica: un bene comune

Ricevo e pubblico un appello importante per chi ha a cuore la scuola pubblica!Chiedo a quanti leggeranno, di aderire firmando la petizione!
                                       Stella Carfora

                                    Forum Insegnanti
                               22 agosto 2008
                                  
Scuola Pubblica: un bene comune in grave pericolo (firma l'appello)

Appello alla mobilitazione contro la privatizzazione della Scuola Pubblica
in difesa della libertà d'insegnamento e dei diritti dei lavoratori

Lo stato d'animo dei lavoratori della Scuola oscilla dallo sconforto alla rabbia nel rilevare la persistente inadeguatezza del sindacato e delle opposizioni nel contrastare il processo di privatizzazione dei beni comuni in generale e dell’istruzione in particolare, come se non esistesse da parte di tali soggetti la consapevolezza che ci si stia avviando precipitosamente ad un punto di non ritorno, ragion per cui occorre ora e subito senza alcun indugio una massiccia mobilitazione per contrastare un attacco senza precedenti ai principi della Costituzione, ai diritti dei lavoratori e al loro salario e all’etica stessa della convivenza civile.

Il mondo della Scuola è molto preoccupato dalle nuove norme che ridisegnano il sistema dell’istruzione, già peraltro dissestato dai provvedimenti che si sono susseguiti negli ultimi tre lustri, le quali rappresentano il grimaldello per scardinare in via definitiva ciò che resta della Scuola Pubblica: si inquadrano infatti in una strategia più ampia di demolizione di tutte le strutture pubbliche e di disintegrazione dei diritti di chi vi lavora al fine di velocizzare il trasferimento di servizi e funzioni pubbliche ai privati. La riduzione del personale che interessa tutto il pubblico impiego e riguarda la Scuola nella misura di 100.000 docenti e 43.000 del personale ATA e la chiusura di più di 2000 istituti nei piccoli comuni determinerà il collasso di un sistema fiaccato peraltro dall'enorme riduzione dei finanziamenti (circa 8 miliardi di euro entro il 2012). Infatti, come in altri settori, il governo è deciso ad imporre alla Scuola con la forza le sue scelte, con una prova “muscolare” esternata mediante l’interessamento allo stesso disegno di ben tre Ministeri: MIUR, P.A. e MEF, con il cosiddetto “commissariamento” economico del Ministro Gelmini e con l’introduzione di regole neo-autoritarie che pretendono di coprire il vuoto creato con la riduzione della Scuola ad un involucro pressoché vuoto da dare in pasto all’iniziativa privata.

Premesso che per poter ricostruire in Italia una Scuola Pubblica che sia sanata dai guasti di questi anni, è necessario abrogare le leggi Moratti, alle quali si riferiscono i pessimi interventi legislativi di questo governo, riteniamo indispensabile:

Il ritiro del DDL n. 953/2008 Aprea, proposta di legge anticostituzionale che porterebbe a compimento la completa distruzione della Scuola dello Stato, visto tra l’altro che ogni singolo istituto avrebbe un’organizzazione di tipo aziendale, mentre gli insegnanti perderebbero totalmente la loro funzione, in quanto privi di libertà reale di insegnamento.
Il ritiro del DDL Gelmini, presentato il 1 agosto 2008, che tra l’altro introduce, in linea con il disegno di legge Aprea, l’assunzione diretta del personale a tempo determinato con nomina biennale da parte dei dirigenti scolastici.
L’eliminazione di tutte quelle norme, presenti in leggi e decreti vari, come il DL n. 112/2008, il DL n. 93/2008 e il DL n. 97/2008, che stravolgono la Scuola, ne deregolamentano il lavoro e le tolgono la possibilità di svolgere quel ruolo che le prescrive il testo Costituzionale, prevedendo tra l’altro tagli su tagli, incremento del rapporto alunni-docenti, accorpamento di scuole e di classi di concorso (flessibilità), diminuzione del tempo scuola, “rimodulazione dell’organizzazione didattica nella primaria” (maestro unico?). La logica di tutto si riassume nel disegno di far cassa distruggendo la Scuola e svendendola ai privati.


Pertanto le nostre rivendicazioni riguardano i seguenti punti:
La difesa del carattere statale della Scuola di tutte e di tutti, in modo che venga garantita l’esistenza delle scuole private, ma senza oneri per lo Stato, come prevede la Costituzione.
L’opposizione al disegno di aziendalizzazione della Scuola e dell’ingresso dei privati nella gestione degli istituti.
La difesa dello stato giuridico professionale degli insegnanti e il rifiuto di ogni meccanismo di carriera pseudo-meritocratica, come quello previsto nel disegno di legge Aprea, con concorsi e livelli di carriera, che romperebbero i rapporti esistenti nella Scuola ancora prevalentemente solidaristici, propri di un ambiente educativo, e instaurerebbero inadatti rapporti concorrenziali tipici delle aziende.
La difesa della libertà di insegnamento, baluardo costituzionale della laicità e della democrazia.
La salvaguardia del contratto nazionale e il contemporaneo rifiuto della possibilità di assunzione da parte dei dirigenti scolastici, perché l’insegnante, nella sua libertà garantita dallo Stato democratico, non può dipendere della singola scuola ma dal sistema complessivo della pubblica istruzione.
L’assunzione di tutti i precari e il superamento del precariato, che colpisce il lavoratore come persona e non permette alla Scuola di funzionare con continuità garantendo l’attuazione dei progetti didattici e la crescita dei rapporti interpersonali allievi-insegnanti.
Il rifiuto di una deriva regionalistica dell’istruzione, quale emerge dalle strampalate proposte della Lega, che vorrebbe affidare le cattedre ai docenti autoctoni.
La difesa dei diritti e delle tutele dei lavoratori della Scuola e, il rigetto di tutte quelle norme vessatorie, come quelle su permessi e malattie, volti a creare un clima denigratorio nei loro confronti. Essi devono poter svolgere il proprio ruolo con il rispetto di cui hanno diritto e senza preoccupazioni estranee al delicato lavoro che hanno il compito di svolgere.
L’opposizione ai tagli di cattedre e di finanziamenti che rendono impossibile insegnare, perché in classi sovraffollate e senza finanziamenti viene reso vano ogni progetto didattico e reso impossibile l’apprendimento e la crescita educativa. Non c’è qualità senza i mezzi per fare buona scuola e questa, in nome del risparmio a senso unico, non può essere ridotta ad una caserma con docenti “militarizzati” e ridotti a “fustigatori” dei propri alunni.
La difesa del tempo scuola, normale, pieno e prolungato con doppi insegnanti, perché l’apprendimento avviene solo con i tempi distesi e vanno rispettati i processi cognitivi di tutte e tutti.
La difesa dell’obbligo scolastico e il rifiuto del doppio canale morattiano, che reintroduce l’incivile divisione tra scuola vera e scuola per famiglie svantaggiate.
La salvaguardia dell’insegnamento di sostegno e del diritto all’istruzione per tutti, senza discriminazioni etniche e linguistiche e quindi difesa dell’insegnamento di sostegno in classe e per tutte le ore necessarie e garanzia dell’ausilio didattico dei mediatori linguistico-culturali per assicurare il diritto allo studio degli alunni stranieri.

Consapevoli che per evitare il baratro e rompere lo stato di assedio che vede alleati governo, poteri forti e mezzi di informazione occorre una risposta immediata, determinata e sinergica di tutti, ci rivolgiamo a quanti sentono l’importanza del ruolo svolto nella società dalla Scuola dello Stato e, in particolare, a tutte quelle persone, quei movimenti, quei soggetti politici, sindacali e associativi che in questi giorni hanno già elevato la loro protesta o comunque in passato hanno lottato contro lo sfascio prodotto dagli scorsi governi per iniziare a far sentire la nostra voce di protesta.

Inoltre facciamo appello a tutti i comitati presenti nel paese già in parte organizzati in una rete di mutuo soccorso, visto che ci troviamo di fronte ad un attacco a mitraglia da parte di questo “regime” contro i beni comuni essenziali per la vita civile; infatti, il disegno che colpisce la Scuola è un’articolazione di quello complessivo di stampo autoritario che distrugge l’ambiente e uccide nei territori i cittadini per mancanza di tutele, che militarizza le città, perseguitando gli immigrati, i rom e le persone in genere attraverso ridicole proibizioni, che salva coloro che commettono reati mentre permette la strage di operai uccisi per mancanza di sicurezza e li massacra con una deregolamentazione selvaggia dei rapporti di lavoro.

Crediamo che solo lottando tutti insieme per il bene di tutti possiamo vincere questa battaglia di civiltà e per questo chiediamo di iniziare con il segnale di una firma di tutti a questo appello!


                               Il Forum Insegnanti

PER ADERIRE ALL'APPELLO

   scarica il modulo per la raccolta delle sottoscrizioni da compilare, digitalizzare con lo scanner e spedire via email all’indirizzo: info@foruminsegnanti.it

Oppure aggiungi semplicemente la tua firma on line cliccando qui

 

 

 

Pompei

Ricevo e pubblico quest' importante appello con preghiera a quanti leggono di firmare la petizione!

                     UNA LEGGE PER LA DISLESSIA

                      AL: PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
                            PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
                            PRESIDENTE DELLA CAMERA
                            PRESIDENTE DEL SENATO
                            MINISTRO DELL'ISTRUZIONE
                            MINISTRO DELLA SALUTE

La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere in modo corretto e fluente. Spesso si accompagna a disgrafia (difficoltà a scrivere in modo leggibile e fluente), disortografia (difficoltà a fare proprie le regole ortografiche), discalculia (difficoltà nelle abilità numeriche ed aritmetiche ). Queste difficoltà vengono racchiuse nel termine D.S.A.(disturbi specifici dell'apprendimento) e si manifestano in bambini intelligenti, privi di deficit neurologici e sensoriali che hanno ricevuto adeguate opportunità sociali e relazionali. Oggi questo disturbo, che secondo i calcoli più recenti interessa 3 milioni di italiani di cui circa 480 mila studenti, limita così tanto la loro riuscita scolastica, da farli apparire agli occhi degli insegnanti come svogliati e disattenti, causando spesso loro problemi psicologici, come perdita di autostima, affievolimento della motivazione ad apprendere, ansia, depressione , ecc, costringendoli spesso all'abbandono scolastico.

Esistono normative importanti a tal riguardo, D.P.R. 275/99; Legge 53/03; Nota MIUR 4099/A/4 del 5.10.04; Nota MIUR 26/A 4° del 5.01.05; Nota MIUR 1787 del 1.03.05; Nota MIUR 4798/A4a del 27.07.05; O.M. n° 22 del 20.02.2006 , MA IN MANCANZA DI UNA LEGGE CHE LE FACCIA RISPETTARE, VENGONO COSTANTEMENTE DISATTESE.

RICORDIAMO CHE DA DUE LEGISLATURE E' IN DISCUSSIONE, SENZA ESITO , UNA LEGGE ADEGUATA, PERTANTO VI ESORTIAMO A FARVENE CARICO URGENTEMENTE PERCHÉ I BAMBINI SONO IL NOSTRO FUTURO, NON DIMENTICATELO MAI !


Grazie Roberto Di Giandomenico, Elisabetta Albanesi, Ivana Pozzessere, Maria Antonietta Giau

Puoi firmare cliccando qui: QUESTA PETIZIONE ON-LINE  per sensibilizzare e spronare chi ci GOVERNA circa il tema della DISLESSIA perchè, dopo troppi anni di attesa, possa essere portata a compimento una LEGGE che TUTELI i bambini e i ragazzi dislessici.

La petizione è pubblicata sul sito petitionline che ospita gratuitamente petizioni e si regge sui contributi volontari di chi desiderasse sostenerlo.

Chi ha creato e scritto la petizione che vi invita a firmare non richiede l'invio di alcun contributo in denaro per sé, per la propria organizzazione o per sostenere la petizione.

Stella Carfora
 

 

      

Pompei

Ricevo e pubblico il comunicato Stampa dall' associazione giù le mani dai bambini!
                                        Stella Carfora
                                    


Gentili amici, simpatizzanti e sostenitori,
a pochi giorni dalla chiusura estiva delle attività parlamentari un nuovo grande successo: l'interrogazione al Ministro Fitto sulle leggi regionali sugli psicofarmaci ai bambini è stata presenata alla Camera dei Deputati da ben 50 Oorevoli. La risposta ricevuta in aula è stata interlocutoria, ma tutto fa sperare in una positiva soluzione del problema a settembre.
vi inoltriamo come sempre il nostro comunicato stampa, con l'abituale preghiera di diffusione.
Buone vacanze a tutti

                COMUNICATO STAMPA DEL 01/08/09


Dopo la ferma presa di posizione del Senato, cinquanta Onorevoli di opposizione e maggioranza presentano un’interrogazione urgente al Ministro Fitto, discussa oggi in Aula a Montecitorio: chiedono il ritiro immediato del ricorso del Governo contro le leggi regionali su psicofarmaci e bambini.
L’On. Binetti: “gli psicofarmaci ai bambini devono essere l’extrema-ratio, ed i paletti di carattere etico devono essere rigidissimi, perché parliamo di minori. Il ricorso del Governo è strumentale:
il Ministro Fitto deve intervenire immediatamente per revocarlo, le Regioni hanno il diritto di legiferare. E la risposta data oggi in Aula è del tutto interlocutoria, quindi vogliamo incontrare di persona
il Ministro Fitto quanto prima per trovare una soluzione”.


Roma – Dopo il Senato, anche la Camera dei Deputati prende posizioni di totale censura rispetto al ricorso presentato dal Governo contro le prime leggi sul tema della disinvolta somministrazione di psicofarmaci ai bambini, approvate in Piemonte e Trentino. In un’interrogazione “collegiale” urgente al Ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto, cinquanta Deputati di entrambi gli schieramenti chiedono conto di un comportamento “che non è orientato a tutelare al meglio i piccoli pazienti dalle possibili somministrazioni disinvolte di questi discussi prodotti farmacologici”. L’Onorevole Paola Binetti, che ha coordinato l’azione di civile ma ferma protesta, ha dichiarato: “il ricorso del Governo è totalmente strumentale, perché si contesta il fatto che le Regioni non possano stabilire l’obbligo del consenso informato da far firmare ai genitori prima di somministrare psicofarmaci ai bambini, poiché tale obbligo non è previsto sul piano nazionale, e si creerebbe una difformità, mentre invece l’obbligo di consenso informato esiste eccome in Italia, da oltre un anno, quindi il ricorso non ha ragione di esistere, ed ottiene come unico risultato quello di mettere i bastoni tra le ruote a Regioni virtuose e sensibili alla difesa del diritto alla salute dei bambini. Se passasse la linea del Governo, saremmo all’assurdo: le famiglie non avrebbero più diritto di scegliere ciò che è meglio per i propri figli. E’ ovvio che il ruolo del medico è fondamentale, ma è altrettanto ovvio che al centro di tutto c’è sempre la famiglia, e questo non è neppure lontanamente da mettere in discussione, specie su scelte così delicate come somministrare un prodotto psicoattivo ad un bambino piccolo. La risposta data oggi dal Ministero in Aula a Montecitorio è vaga, inadeguata e di circostanza, ma ritengo che il Ministro possa essere disponibile ad un incontro per trovare una soluzione concreta e definitiva a questo ‘pasticciaccio’, nel solo interesse dei piccoli pazienti”. Luca Poma – giornalista e portavoce nazionale del comitato di farmacovigilanza pediatrica “Giù le Mani dai Bambini” (www.giulemanidaibambini.org) ha dichiarato: “dopo il Sen. Carrara al Senato, alla Camera si è attivata con grandissima energia l’On. Binetti, siamo grati a questi politici che si dimostrano in grado di guardare oltre gli steccati ideologici e lavorare nell’interesse superiore dei minori. Ora la parola è al Ministro Fitto: facciamo appello alla Sua sensibilità per risolvere il problema ritirando il ricorso”.

Nel frattempo - a margine della sessione dell’altro giorno in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati - prosegue tra i membri della Commissione il dibattito sul Progetto di Legge nazionale a firma di Mariella Bocciardo (PdL) ed altri, per normare sul piano nazionale questa delicata materia. L’Onorevole Bocciardo ha recentemente dichiarato al nostro Comitato che intende lavorare per portare il Progetto di Legge in aula entro la fine dell’anno, esercitando tutta l’influenza Sua e dei colleghi firmatari del testo, per garantire un’approvazione il più rapida possibile di questo strumento legislativo, che porterebbe l’Italia ed essere all’avanguardia in tutta Europa su queste delicate tematiche.


Per media relations: 337/415305 –                       portavoce@giulemanidaibambini.org

 

 

                                                  

                               Pompei

                La distruzione dell'Università pubblica



E' Doverso per un sito di genitori dove si scrive di scuola inserire questo post!


L' AGE Pompei condivide totalmente quanto ha scritto il Rettore Fulvio Tessitore!Già tempo fa pubblicai una considerazione sulla scuola e sul suo Futuro partendo dalle scuole primarie...fino ai gradi superiori e mi fa piacere che un uomo di spessore e cultura come il Rettore abbia scritto sulla scuola e sui cambiamenti che saranno attuati prossimamente...Quindi non è solo l' AGE di Pompei a vedere in questi cambiamenti disparità e differenze di classi, e già da tempo lo prevedevamo e lo andavamo dicendo a tutte le istituzioni senza essere ascoltati.
Credo sia molto importante quanto affermato il Rettore Fulvio Tessitore su Repubblica.finalmente anche gli uomini di cultura si sono resi conto che L' Istruzione Italiana non può essere concepita come i MODELLI DI ALTRE NAZIONI!
                                  Stella Carfora
                                  AGE Pompei

Da "la Repubblica" di Napoli del 14 luglio 2008:

La distruzione dell'Università pubblica
di FULVIO TESSITORE


Devo iniziare con qualche premessa, onde evitare qualche malevola
valutazione di quanto mi accingo a osservare. Ricordo, quindi, che sono un vecchio professore, che puo' vantare quasi cinquant' anni di insegnamento ed e' in procinto di andare in pensione (per di piu' anticipata di un paio d' anni, grazie a un demagogico provvedimento del ministro Mussi, che puo' vantarsi di aver aperto la strada a quella che ormai viene comunemente indicata come l' Universita' di Tremonti). In sostanza non ho interessi personali da difendere. Posso sbagliare (e spero che qualcuno me lo dimostri, per restituirmi serenita' e fiducia), ma parlo solo in difesa di cio' che resta della nostra gloriosa universita' e dei giovani, i quali - se ne dica quel che si vuole da parte di disinformati o frustrati - hanno sempre e solo trovato nelle universita' il luogo della loro formazione culturale e preparazione professionale. Il decreto 112 del 25 giugno scorso, collegato alla manovra finanziaria, prevede una serie di norme
destinate a cambiare radicalmente, a mio credere a stravolgere
definitivamente il nostro sistema di formazione e istruzione superiore, in assoluto dispregio della Carta costituzionale. Secondo una tecnica e una vocazione consolidata delle forze di destra, anche questo provvedimento (come la immonda legge elettorale che ci
governa) se non incostituzionale, certamente e' anticostituzionale, nel senso che, forse, non viola il dettato formale della legge costituzionale, ma certamente ne viola e offende lo spirito costituente. Di che cosa si tratta? Detto in breve della privatizzazione del sistema universitario. Non mi fermo su norme che pur metteranno in condizione di non operare le nostre universita', perche' prevedono (articolo 66) la riduzione in tre anni del fondo di finanziamento ordinario (Ffo) di 500 milioni; la drastica limitazione del turnover, in misura pari al 20 per cento del personale cessato; la trasformazione degli scatti biennali in triennali, ossia della sola forma di aumento delle retribuzioni, in tal modo ridotte (si badi non
solo bloccate) per circa 500 milioni, destinati a un non meglio precisato fondo del bilancio statale, da utilizzare, se del caso, per placare i camionisti e per tenere in vita artificialmente l' Alitalia, dopo averne impedita la vendita ad Air France (come si vede il mercato e' bello e buono quando risponde agli interessi di qualcuno, non in tutte le occasioni in cui puo' agire da riparatore di un disastro finanziario dell' allegra finanza pubblica); il taglio (articolo 74) delle piante organiche nella misura del 10 per cento; la rottamazione (si' "rottamazione") dei docenti anziani, che l' amministrazione, puo', a suo libito, congedare e via di questo passo. Naturalmente, in controtendenza, l' Istituto italiano di tecnologia di Genova, costituito nel quinquennio di governo 2001-2006 della destra, viene impinguato dei fondi e delle dotazioni patrimoniali della soppressa Fondazione Iri. E sara' bene ricordare che questo istituto - che avrebbe dovuto costituire il corrispondente italiano del Mit americano,
secondo quanto sostenuto dai soliti corifei provinciali nostrani - per
quanto ben dotato finanziariamente con un milione all' anno, finora non ha fatto altro che il restauro degli edifici assegnatigli per sede. Lo ripeto, non voglio fermarmi su questi punti allarmanti. Credo sia oggi indispensabile fare un altro discorso, molto semplicemente e, se possibile, pacatamente, non prima di aver detto che non mi curo dell' accusa che potra' essermi fatta di conservatorismo, di incapacita' di cogliere i processi di modernizzazione, di incapacita' di capire i processi di omogeneizzazione del nostro Paese alle grandi democrazie occidentali. E non mi curo di queste accuse perche' la piu' parte di quelli che possono pronunciarle e che le hanno pronunciate in passato godono della mia disistima, siano di destra o di sinistra. Sono dei provinciali alla rovescia, che parlano senza sapere cio' di cui parlano. E torno a domandarmi, di che si tratta? Semplicemente di una rozza, ottusa, criminale rottura della nostra identita' nazionale, che e' fatta di cultura, quella cultura di cui le universita' e gli enti di ricerca sono stati fino a oggi gli artefici e i garanti. Quali le conseguenze di queste norme sciagurate e ipocrite? Semplice, la drastica riduzione del nostro sistema universitario a 13/14 sedi in grado di trasformarsi in fondazioni di diritto privato,
lasciando tutte le altre a vivacchiare, finche' potranno (ecco l'
ipocrisia), perche' nessuno le obbliga a trasformarsi in fondazioni. Questo non e' il peggio della situazione, Prescrivere quanto s' e' detto senza tener conto delle diverse condizioni socio-economiche del Paese significa provocare una doppia discriminazione. Una discriminazione tra le parti ricche e quelle povere del Paese. Una discriminazione tra giovani ricchi e giovani poveri. Le zone ricche potranno garantire le condizioni di vita delle universita'-fondazione, quelle povere no e si badi che cio' potra' riguardare anche una universita' antica e gloriosa, come ad esempio la
Federico II. I giovani ricchi potranno accedere alle universita' private, che potranno garantirsi l' autofinanziamento piu' o meno agevolmente, senza piu' temere la contestazione giovanili, tanto i contestatori potranno sempre accedere alle universita' di serie B, dove si paga poco, si studia meno e peggio, si ha piu' tempo per il tempo libero. E non e' tutto cio' un profilo esaltante e liberatorio del privato contro l' oppressione conservatrice del pubblico? Di certo ci penseranno i patrocinatori della "societa' civile" (che rispetto molto piu' io che loro) a metterlo in evidenza. Che cosa significa tutto questo, facendo un piccolo passo avanti? Significa mettere in discussione la identita' statale del nostro Paese, privata dell' alimento che le viene dalla identita' nazionale, che e' fatto
di cultura. Vuol dire tutto questo che nulla va mutato nel nostro sistema universitario? e' vero proprio il contrario. Ma riformare, trasformare radicalmente si puo' a condizione di sapere qual e' il passato da modificare, qual e' il presente che si vive e il futuro che si deve vivere. E si tratta di questioni di cultura, non di economia e neppure di politica, o meglio, di economia e di politica in quanto queste siano non fini a se stesse ma strumenti di evoluzione e di progresso culturale e civile. Significa smetterla di crogiolarsi da provinciali con il vezzo di raccattare le idee che non si hanno, la conoscenza di cui non si dispone da qui e da li'. Il modello che sta dietro al decreto sullodato, se modello e', e' una incolta utilizzazione del modello americano, applicato a una struttura sociale, culturale, economica del tutto diversa da quella americana (e non dico nulla sul vero e proprio incubo che per le famiglie americane sono i costi della formazione nelle grandi e vere universita', che si traducono in debiti, spesso da saldare in anni e anni, se si ha fortuna professionale). Sono convinto che le nostre universita', i nostri docenti, i nostri studenti debbono insorgere, si' insorgere e far sentire la propria voce. e' il momento di azioni drastiche e decise. Perche' la
Conferenza dei rettori non propone alle sedi la chiusura, con il blocco
delle attivita'? Si vedra' allora se le universita' contano qualcosa in
piu' dei camionisti, se un ministro tracotante vale piu' di una intera
classe di scienziati ed educatori, che all' universita' hanno dedicato la  vita. Non c' e' piu' tempo. Bisogna agire."

 

 

 

                             

                             Pompei

Riceviamo, dall'AGE Striano alcune riflessioni sulla scuola.

Che, come AGE Pompei non possiamo non condividere,già da tempo sosteniamo che l' istruzione pubblica sarà a due velocità, ampliando ancora di più il divario tra scuole e scuole sullo stesso territorio,tra regioni e regioni e tra nord e sud! le ultime riforme sulla scuola non sono pensate per garantire pari opportunità a tutti gli studenti, sancite anche nella conferenza di Lisbona.Tutto questo disattende le norme costituzionali che garantiscono "Il Diritto Allo Studio A Tutti"  

Il Presidente AGE Pompei

Stella Carfora

                 LA SCUOLA, QUESTA CENERENTOLA…

Fa caldo, spesso c’è afa e vorremmo solo refrigerio e relax incondizionato. Cerchiamo di non pensare ai problemi come se dopo l’estate potesse esserci un miracolo. Tutto risolto: niente più problemi di spazzatura, governi nazionali e locali attenti solo e soltanto alle esigenze della gente ecc. ecc. Ma è proprio mentre noi sorniamo e sogniamo che chi ci governa solitamente prende le decisioni più impopolari approfittando della scarsa attenzione di noi tutti. Di che essere preoccupati ne abbiamo,altroché, e di tanto in tanto qualcuno ne parla anche. Ma finito l’anno scolastico,della scuola non si parla più. . Povera scuola , soggetta ai capricci dei troppi ministri, che continuamente in questi ultimi anni si stanno succedendo. E l’istruzione si tinge dei colori dei partiti, che di volta in volta hanno il sopravvento . E le innovazioni estreme di questa scuola che cambia continuamente e spesso contraddittoriamente , sono i vari e variopinti progetti atti a soddisfare molto più spesso il target dell’ultima finanziaria, più che le reali aspettative del territorio e soprattutto dei ragazzi . Naturalmente, non mi preoccupa solo che cambiano  nuovamente le linee guida che regolano la vita scolastica,  ma mi domando quale scuola attende il sud se il federalismo sarà reso operativo . Le nostre scuole , sicuramente il più delle volte per cattiva gestione dell’ordinario, sono quasi tutte in condizioni precarie, vuoi per edifici fatiscenti o norme di sicurezza quasi del tutto assenti . Anche la didattica spesso è lasciata alla buona volontà dei docenti poco motivati anche economicamente . E quando i soldi saranno ancora di meno? Già si è avuto un taglio ,taglieranno ancora? Cosa diverrà la scuola pubblica meridionale? L’istruzione deve essere assicurata a tutti ma l’attuazione di questo principio non ha senso se non si dà equamente a ognuno la stessa istruzione la medesima cultura  gli stessi strumenti di crescita intellettuale e sperimentale. Già ora i nostri ragazzi per il differente reddito della famiglia sono soggetti ad una selezione automatica  tra chi prosegue negli studi coadiuvato nel percorso dai propri genitori con ripetizioni a pagamento laddove la scuola pubblica è carente arricchendo il percorso scolastico con corsi vari. Quale divario si avrà tra gli studenti del sud  e quelli del resto d’Italia ? Quale divario si avrà tra l’istruzione dei nostri ragazzi e gli altri? L’istruzione e soprattutto la cultura sarà nuovamente ad appannaggio di pochi? Dovremmo avere un po’ più di riguardo nei confronti della scuola perché è lì che si formano gli ambientalisti, i politologi, gli amministratori, i politici e governanti, ma soprattutto è lì che si formano uomini liberi e pensanti.

AGE Striano

Il Presidente

Alessandra Sanzone

 

 

Pompei


Dal comitato giù le mani dai bambini ricevo con preghiera di pubblicizzare.

COMUNICATO DEL 06/06/08

ARRESTI ALL’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO:
PIOGGIA DI INTERROGAZIONI URGENTI IN PARLAMENTO



Presentate solo negli ultimi 2 giorni 3 interrogazioni Parlamentari urgenti
al Ministro della Salute (Picierno, Carrara & Negri), almeno altre 2 in arrivo:
in relazione alle accuse di corruzione contestare dalla Magistratura, richiesta l’immediata pubblicazione dei rapporti finanziari diretti ed indiretti di tutti i dirigenti
e funzionari AIFA con le multinazionali del farmaco.
Contestata anche l’autorizzazione AIFA alla somministrazione ai bambini del Prozac:
il prodotto è pericoloso per i minori, l’agenzia poteva interdirlo in Italia ma non l’ha fatto.


ROMA – Nei giorni scorsi la Procura di Torino ha confermato di aver effettuato 8 arresti con l'accusa di corruzione nel settore farmaceutico, due dei quali funzionari dirigenti dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), tra cui il rappresentante dell’Italia presso l'Agenzia Europea del Farmaco (EMEA). L’ipotesi di reato riguarda casi gravi e ripetuti di corruzione, per aver alterato l'iter di autorizzazione all'immissione in commercio dei farmaci (che viene rilasciata in via esclusiva dall'AIFA). Tali casi risultano confermati – secondo la Magistratura - da numerose intercettazioni audio e video, che documentano anche scambi di mazzette di denaro. A distanza di pochi giorni, il Parlamento è investito della delicata questione, a seguito di una serie di interrogazione Parlamentari urgenti a firma del Ministro ‘ombra’ dell’opposizione On. Pina Picierno, del Senatore di Maggioranza Valerio Carrara (PdL) e del Senatore di opposizione Magda Negri (PD). In tutte le interrogazioni si chiama a rispondere il Ministro della Salute, richiedendo – oltre ad una sollecita indagine interna - anche di disporre con un apposito decreto che tutti i dirigenti, funzionari e consulenti esterni dell’AIFA siano obbligati a rendere noti, com’è già uso in molti paesi Europei, tutti i rapporti finanziari e di altro genere, diretti od indiretti, con le aziende del settore farmaceutico, anche nell’interesse dell’immagine della Pubblica Amministrazione, gravemente compromessa agli occhi della cittadinanza da questi gravi scandali. Il Ministro dovrà anche riferire in Parlamento sul perché, nonostante nel corso dell’anno 2007 sia stata avanzata a più riprese all’AIFA da parte del Comitato “Giù le Mani dai Bambini” (www.giulemanidaibambini.org) la richiesta di procedere alla contestazione in sede Europea dell’autorizzazione - rilasciata l’anno scorso a marzo - alla somministrazione di Prozac© ai bambini, l’agenzia non abbia provveduto in tal senso. La richiesta di revisione dell’autorizzazione era seriamente motivata dalle prese di posizione critiche di una parte significativa della comunità scientifica nazionale, e soprattutto da recentissime pubblicazioni scientifiche che sollevano dubbi seri sull’efficacia di questo psicofarmaco sui bambini, a fronte di preoccupanti effetti collaterali sugli organismi in via di sviluppo. Il Codice Farmaceutico – che è Legge dello Stato - consente tale presa di posizione (art. 43: “l’AIFA può non approvare il rapporto di valutazione sul farmaco, comunicando la motivazione approfondita della propria posizione all’EMEA ed all’industria farmaceutica richiedente”). Il funzionario di collegamento tra l’AIFA e l’autorità di controllo sanitario Europeo (EMEA) è proprio il dirigente arrestato con l’accusa di collusione e corruzione con le industrie farmaceutiche. Il Comitato “Giù le Mani dai Bambini” ricorda come sussista il rischio che la commercializzazione e la somministrazione ai bambini di Prozac© potrebbe – alla luce delle più recenti scoperte scientifiche – costituire un rischio concreto per i minori del nostro paese. Il Comitato rileva la stessa problematica anche per l’atomoxetina ‘Strattera”®, altro psicofarmaco sospettato di essere epatotossico al punto da pregiudicare gravemente ed irrimediabilmente il fegato, recentemente autorizzato per l’uso sui bambini agitati e distratti a scuola, anche di 6 anni.

Media relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
Luca Yuri Toselli Coordinatore operativo

Campagna Nazionale "GIU' LE MANI DAI BAMBINI"
Non ETICHETTARE tuo figlio, ASCOLTALO!
www.giulemanidaibambini.org - www.scuolaprotetta.it

 

Age Pompei aderisce al progetto scuola protetta
 

 

 

                                Pompei

Incontro tra il Ministro Gelmini e le Associazioni dei Genitori
Roma, 3 giugno 2008
Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ha incontrato questa mattina i rappresentanti del Forum delle Associazioni dei Genitori della scuola.

Dall'incontro è emersa la volontà comune di lavorare insieme non solo in situazioni di emergenza ma di dare sistematicità a un confronto che possa essere produttivo.

Sul "Patto di corresponsabilità tra Scuola e Famiglia" il Ministro Gelmini e le Associazioni dei genitori concordano sulla necessità di lavorare alla stesura di Linee Guida che rendano operativo e rafforzino il documento. Per affrontare l'emergenza educativa in atto è necessario che dirigenti, insegnanti, genitori e studenti dialoghino. Si è deciso, infatti, di stabilire un calendario di incontri tra queste componenti fondamentali.

Il Ministro Gelmini ha inoltre manifestato ottimismo sulla possibilità che il confronto possa essere sereno e non ideologico proprio per il bene della scuola. La competitività del sistema Paese passa dalla scuola e per questo è necessario lavorare tutti insieme, trovando un linguaggio comune.
Fonte

http://www.pubblica.istruzione.it/

ministro/comunicati/index.shtml
 

 

                                    

                   COMUNICATO DEL 13/05/2008

PSICOFARMACI E BAMBINI: UN TERZO DEL CAPOLUOGHI DI PROVINCIA ITALIANI RILASCIANO IL PATROCINIO A “GIU’ LE MANI DAI BAMBINI®”

Eccezionale compleanno a 4 anni dalla messa on-line del portale www.giulemanidaibambini.org contro la disinvolta somministrazione di psicofarmaci ai più piccoli: superato il muro dei 25 milioni di contatti, ed un terzo dei Comuni italiani capoluogo di Provincia appoggiano e patrocinano la Campagna di farmacovigilanza per l’età pediatrica “Giù le Mani dai Bambini”

Torino - Sono passati 4 anni dall’attivazione del portale www.giulemanidaibambini.org, e il numero di contatti sul web ha superato quota 25 milioni (dati certificati da esperti indipendenti), mentre prosegue l’attività di coinvolgimento degli enti locali: oltre un terzo dei Comuni capoluogo della penisola hanno rilasciato il Patrocinio a “Giù le Mani dai Bambini”® ed alle sue attività sociali, confermandola come la più attiva e rappresentativa iniziativa per la farmacovigilanza in età pediatrica mai promossa in Europa. “Questo sostegno da parte di un numero così elevato di enti pubblici – ha dichiarato Luca Poma, Portavoce nazionale del Comitato - oltrechè un onore è una grande responsabilità, che non vogliamo deludere in alcun modo, quindi proseguiremo con la nostra battaglia ferma ma equilibrata a tutela del diritto alla salute dei bambini e del diritto alla libertà di scelta terapeutica delle famiglie italiane. La nostra idea di coinvolgere gli enti locali, per avviare un impulso di cambiamento ‘dal basso’ laddove le istituzioni sanitarie di controllo a Roma latitano, sta dando buoni frutti. Man mano stiamo avviando collaborazioni con molti di questi enti, sia allo scopo di fare un’informazione corretta ed indipendente sul territorio alle famiglie ed alle scuole, sia per intervenire localmente con modifiche migliorative ai protocolli che regolano la somministrazione di molecole psicoattive ai minori, al fine di evitare il ripetersi in Italia di abusi registrati sempre più non solo negli USA ma molti paesi d’Europa.

Con l’occasione il Comitato “Giù le Mani dai Bambini” ringrazia di cuore gli amministratori pubblici che hanno deciso di sostenerne le attività. Hanno rilasciato ad oggi il patrocinio alla campagna – tra gli altri enti locali - i Comuni capoluogo di: Bologna (Sindaco Sergio Cofferati), Venezia (Assessore Delia Murer), Savona (Assessore Lucia Bacciu), Sassari (Sindaco Gianfranco Ganau), Trieste (Sindaco Roberto Dipiazza), Trapani (Sindaco Girolamo Fazio), Asti (Sindaco Giorgio Galgagno), Imperia (Sindaco Luigi Sappa), Belluno (Assessore Marco Da Rin Zanco), Cremona (Sindaco Gian Carlo Corada), Rimini (Sindaco Alberto Ravaioli), Pescara (Sindaco Luciano D’Alfonso), Terni (Sindaco Paolo Raffaelli), Brescia (Sindaco Paolo Corsini), Ascoli Piceno (Sindaco Piero Celani), Urbino (Sindaco Franco Corbucci), Firenze (Sindaco Leonardo Domenici), Caserta (Sindaco Nicodemo Petteruti), Ferrara (Sindaco Gaetano Sateriale), Piacenza (Sindaco Roberto Reggi), Brindisi (Sindaco Domenico Menniti), Siena (Sindaco Maurizio Cenni), Chieti (Sindaco Francesco Ricci), Gorizia (Assessore Silvana Romano), Palermo  (Assessore Filippo Cannella), Ravenna (Assessore Gianluca Dradi), Biella (Assessore Nicoletta Favero), Novara (Assessore Raimondo Giuliano), Pisa (Sindaco Paolo Fantanelli), Verbania (Assessore Silvia Magistrini), Agrigento (Assessore Rosalda Passarello), Perugia (Assessore Ilio Liberati), Arezzo (Sindaco Giuseppe Fanfani), Pavia (Sindaco Piera Capitelli), Cuneo (Sindaco Alberto Valmaggia), Modena (Sindaco Giorgio Pighi), Udine (Sindaco Sergio Cecotti).

Per media relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

 

 
                            

BULLISMO PER DEFINIRE IL MALE. C’É UN NOME PER DEFINIRE IL BENE? bullismo
Riflessioni dopo i fatti di Viterbo e Verona


 

I mezzi di comunicazione ci riferiscono, di nuovo, fatti di bullismo e di violenza che riguardano gli adolescenti e i giovani e che comportano terribili umiliazioni e addirittura la morte: nei giorni scorsi le città di Viterbo e di Verona hanno incontrato da vicino drammatici episodi, sempre da condannare, e, ancora una volta, potremmo dire “Erano bravi ragazzi, abbiamo fallito nell’educazione”.

Come Associazione Italiana Genitori (A.Ge.) da quaranta anni ci occupiamo di educazione e qualità della formazione, e non intendiamo scoraggiarci: ci interroghiamo sul fenomeno e verifichiamo che un incremento del fenomeno è semmai dovuto all’allentamento dell’aggregazione sociale e a fattori di nuovo disagio che vanno seriamente interpretati.
Pensiamo che tutti gli adulti ed educatori, i genitori, la scuola, i media e le istituzioni, siano chiamati a riflettere, guardandosi in faccia e senza cedere alla tentazione dell’inutile ricerca del capro espiatorio:

Ci chiediamo, nel contempo, se, pur nel rispetto del dovere di cronaca e del diritto all’informazione, sia sempre necessario indulgere ad immagini crude e dirette che nulla aggiungono alla notizia e che invece sicuramente favoriscono emulazione negativa, suggerendo, ai fragili e ai male intenzionati, nuove modalità di prevaricazione: ciò è dimostrato dall’uso dei “personal media” (quali cellulari e blog di internet) che servono a conservare ed enfatizzare i fatti di violenza per il gusto morboso di una fruizione spettacolare.

Invitiamo tutti i genitori, piuttosto, a incentivare l’impegno nelle varie realtà costituite per fronteggiare il fenomeno, nei luoghi della formazione, della cittadinanza, dell’associazionismo e solidarietà familiare.

Invitiamo le istituzioni a prendere seri provvedimenti, non di risposta estemporanea, ma organici, cioè mirati ai processi di fondo che riguardano la stabilità della coppia, la sua capacità educativa, l’incidenza complessiva della qualità dei processi globali di formazione scolastica, le politiche sociali nazionali e territoriali, l’integrazione e i coordinamento dei vari progetti.
Gli interventi contro il bullismo devono collocarsi in un quadro di progettualità ampia, che possiamo ritrovare nell’educazione alla cittadinanza, alla legalità, alla convivenza civile.
Nella scuola tale progettualità si evidenzia ed innerva nei Piani d’Offerta Formativa, nella formazione di insegnanti e genitori, in azioni ripetute, su tempi medio-lunghi. Si rende evidente nella contrattazione-condivisione di Regolamenti d’Istituto e Patti di corresponsabilità educativa cui abbiano concorso, insieme, i docenti, i genitori, gli studenti stessi (regolamenti che definiscano valori condivisi, norme e sanzioni).
Nel territorio il bullismo si contrasta proponendo politiche giovanili non solo di intrattenimento, ma coinvolgenti, inclusive, responsabilizzanti. Si contrasta offrendo modelli di adulti che partecipano, si impegnano nella comunità, rispettano la legalità.

Il bullismo non è una novità, purtroppo. In Europa e negli USA i segnali allarmanti si ripetono da molti anni. In Italia il fenomeno è più eclatante da circa due anni.
Gli studi ci forniscono informazioni sugli ambienti nei quali, in ambito scolastico, si compiono atti di bullismo: i corridoi, i bagni, il cortile, il tragitto scuola-casa.
Tutto ciò evidenzia la necessità di lavorare insieme: ma, se i genitori con difficoltà possono frequentare gli ambienti scolastici e sono accolti con sospetto, se gli insegnanti non hanno occasioni per conoscere il contesto che gravita intorno alla scuola, se nella scuola non si sperimenta la presenza di figure educative quali animatori, tutor, ecc… tutto è più difficile.

In positivo, vogliamo evidenziare l’opera di prevenzione di figure come “il nonno vigile” all’esterno della scuola, o di esperienze di collaborazione con associazioni di genitori nelle ore di mensa o sugli scuolabus, o di progetti “Pedibus” che coinvolgono il territorio e il volontariato nei tragitti scuola-casa.

Esiste ancora il bene? Ci sono encomiabili esempi di solidarietà e di impegno, ogni giorno, tra i giovani. C’è da chiedersi perché raramente si segnalino come modello da imitare le mille esperienze di volontariato, di cooperazione internazionale, di impegno educativo.
Abbiamo molte parole per descrivere il male: nel tempo dell’emergenza educativa, lasciamo che emergano anche le parole del bene.


                                  Davide Guarneri
                            (Presidente nazionale A.Ge.)

 
                                 

                             Pompei

                            Adozioni libri di testo

Entro maggio la scelta dei libri di testo: su qualità, costi, peso è necessario il dialogo tra genitori e scuola.

Come ogni anno, in questi giorni serpeggia fra i genitori un certo disagio: essi sono chiamati, secondo le norme vigenti (art. 7 DLvo 297/94), a contribuire alla scelta dei libri di testo per i loro figli.

Molti genitori, ma anche molti insegnanti, sperimentano una ritualità percepita come inutile, a fronte di decisioni spesso già prese, sulle quali è difficile esprimere pareri, rispettando nel contempo le competenze dei diversi organi chiamati in causa.

L’Associazione Italiana Genitori (A.Ge.), presente nella scuola fin dai primi passi degli organi collegiali, intende offrire alcune considerazioni che aggiungano sostanza alla forma, così che le indicazioni normative divengano occasione di confronto e crescita nella scuola.

Ricordiamo, inoltre, che l’abbondante produzione di circolari e decreti ministeriali pone in evidenza l’importanza dell’argomento, sempre sottolineando l’obbligatorietà della consultazione dei genitori.

Fra questi testi segnaliamo, per la chiarezza, la C.M. 763/1996, laddove suggerisce che i libri di testo siano adottati sulla base di “specifici indicatori quali: l'organicità della presentazione della disciplina; la correlazione tra gli argomenti trattati e le reali possibilità di apprendimento; l'interdipendenza tra stile espositivo ed età degli studenti; la corretta impostazione sul piano scientifico ed epistemologico degli argomenti trattati; l'idoneità a promuovere il senso della ricerca e a sollecitare l'acquisizione di un personale metodo di studio; l'attenzione ai contenuti formativi essenziali; l'assenza di stereotipi legati ai ruoli tradizionali dell'uomo e della donna; la tutela della pubblicità ingannevole; la snellezza; il peso e l'economicità.”

I genitori sono attenti alla proposta di libri di qualità


Poiché i libri sono importanti veicoli di idee, sono uno strumento rilevante per l’apprendimento e influiscono sui comportamenti, invitiamo i genitori ad essere consapevoli e attivi nella fase di valutazione e adozione del libro di testo, per una crescita sana e completa dei figli.

Vengano adottati, dunque, testi che abbiano ottenuto un giudizio critico favorevole, che rispondano a requisiti di obiettività, attenti alle diverse dimensioni della persona e della storia umana (fisica, intellettiva, culturale, relazionale, spirituale…).

Riceviamo molte segnalazioni di “didattica per fotocopie e schede”, sovente utilizzate per integrare o sostituire il libro di testo: libri di qualità sono libri utili, fruibili e comprensibili.

Libri di qualità, infine, sono libri che, oltre la sola manualistica, stimolano alla lettura autonoma, alla ricerca, alla passione per il sapere, dunque perdurano oltre il tempo della scuola.

I genitori sono attenti ai costi

Da tempo, in modo ricorrente, torna la polemica relativa al costo dei libri di testo: non è pensabile aspettare l’inizio dell’anno scolastico per gridare allo scandalo, come avviene puntualmente a settembre, quando i libri sono scelti a maggio. Auspichiamo un dibattito sulla possibilità di sconti fiscali per le spese sostenute in acquisto dei libri di testo.

Riconosciamo, nel contempo, che da parte degli editori qualche primo segnale di attenzione sta giungendo. In attesa di frutti significativi vogliamo qui ricordare che

- Il Ministero ha fissato i limiti massimi di spesa complessiva annua che l’intero consiglio di classe è tenuto a rispettare: per la scuola secondaria di primo grado sono stabiliti con D.M. 8/2008 nella cifra di € 286,00 per la prima media, di € 111,00 per la seconda media; € 127,00 per la terza media; per la prima volta sono fissati limiti massimi di spesa per l’a.s. 2008/2009 anche nelle scuole secondarie superiori (D.M. 28/2008), determinati per indirizzi, con un tetto di euro 320,00 nella prima classe del liceo classico. Segnaliamo che, spesso, in ogni ordine di scuola i limiti sono aggirati con il “consiglio” nel corso d’anno di ulteriori acquisti, sui quali i docenti effettuano verifiche e valutazione.

- sono da incentivare, attraverso l’associazionismo dei genitori, tutte le forme di acquisto collettivo, che consente l’accesso a forme di sconto e rateizzazione.

- apprezziamo gli sforzi, stimolati dalle direttive europee, volti alla regolamentazione del comodato d’uso, oggi possibile anche a seguito di accordi con gli autori e gli editori (si vedano il contratto collettivo del giugno 2006 stipulato fra sindacati degli autori e società di noleggio e, inoltre, le recenti ulteriori aperture avanzate da case editrici presso l’Autority della Concorrenza e il Mercato) . Esprimiamo la massima disponibilità al confronto con autori ed editori, per promuovere azioni che, nella piena legalità e nel rispetto del diritto d’autore, consentano l’accesso ai libri di testo a tutte le famiglie, abbattendo in modo significativo i costi, anche con il sostegno degli enti locali.

- sono altresì interessanti, per una riduzione dei costi, le produzioni di e-book, libri in formato elettronico su cd rom e aggiornabili on line. A fronte di indubbi pregi anche dovuti al continuo aggiornamento e alla realizzazione di community di insegnanti e autori, dobbiamo rilevare che la fruibilità di tali strumenti è ancora assai limitata, in assenza di computer in tutte le aule e di concreti incentivi all’acquisto di computer in tutte le famiglie.

I genitori sono attenti alla salute dei figli: il peso dei libri

Il Consiglio superiore di Sanità ha raccomandato che il peso dello zaino non superi il 10% del peso corporeo (il 15% per i più grandi); vi sono, in proposito, impegni sottoscritti dall’Associazione degli Editori. Recentemente un giudice ha condannato l’Amministrazione scolastica al risarcimento dei danni per lesioni alla schiena di un ragazzo di prima media, a Reggio Calabria.

L’argomento è, però, ancora sottovalutato nella scuola italiana: l’A.Ge. da tempo è impegnata anche in questo settore, e sta raccogliendo buone pratiche diffuse nelle scuole per una possibile soluzione a un problema che coinvolge gli editori, le famiglie, l’organizzazione della didattica stessa.

Verso una certificazione di qualità anche per il libro di testo?

Poiché sono già ben definiti molti indicatori di valutazione, è possibile realizzare, grazie agli Istituti esistenti nella scuola italiana (INVALSI, Agenzia nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia della Scuola), una sorta di certificazione di qualità dei libri di testo? Non può forse essere utile validare e diffondere strumenti (questionari, test, etc. già utilizzati in alcune scuole) che coinvolgono attivamente i genitori e gli studenti stessi nel processo di scelta dei libri di testo e nella verifica dopo l’uso?



                  Associazione Italiana Genitori

La Commissione scuola             Il Presidente nazionale
                                              Davide Guarneri

 

 

                                    

                               Pompei

13 APRILE  

DI NUOVO CHIAMATI AL VOTO, UN DIRITTO-DOVERE DEI CITTADINI  CHE DEVONO ESERCITARE.  NON VOTARE E' DELEGARE SENZA CONDIZIONI, VOTARE E’  DARE CONSENSO O DISSENSO ALL’ OPERATO DI CHI SI PROPONE A RAPPRESENTARCI

L' AGE Pompei esprime  preoccupazione per l' incertezza politica che si delinea, e per la sfiducia di chi deve votare, tanto da  pensare:  io non vado. E per noi questo è un male, non esercitare un diritto.

Non possiamo cambiare  se non si tiene conto delle mille difficoltà che le famiglie, la scuola pubblica italiana è costretta a subire, dovute ai  continui mutamenti delle norme che l' hanno attraversata, con una ricaduta non sempre positiva  sulla qualità degli apprendimenti dei discenti. Molti sono i problemi, tra cui la continua e costante riduzione degli organici e delle risorse economiche che contribuisce così alla non piena realizzazione dei piani dell' offerta formativa che una comunità educante deve attuare. Crediamo che per la scuola, le forze politiche hanno il dovere di fare scelte coraggiose che portino davvero fuori dal disorientamento della scuola, voluto sistematicamente da più governi e questo è, quello che è sotto gli occhi di tutti .Chi legifera dove tener conto delle realtà che un paese come il nostro, diverso da nord al sud, con  una diversità di ruoli e umanità variegata,  con diverse tipologie di problematiche. Le scelte che  si fanno spesso non hanno, né tengono conto l’aspetto pedagogico dell’ essere  in quanto tale, ne dell’ambiente in cui i bambini vivono. Crediamo che per un sistema educativo, a prescindere dal mercato del lavoro, deve tener conto e sostenere in massima misura il ruolo pedagogico familiare e professionale,in quanto sia i genitori e successivamente il docente sono deputati a svolgerlo. I primi per AMORE, il secondo,in quanto dopo i genitori è la figura di riferimento più importante per un bambino, quando inizia il suo percorso scolastico. E crediamo che esso deve essere un educatore pedagogico professionale e qualificato, poiché la pedagogia forma l’ uomo nella sua totalità, essendo una scienza, a differenza di altre  anche esse importanti, che tiene conto dell’ essere di quel singolo soggetto e della sua realtà ambientale. Questo  è mancato da moltissimi anni nelle scuole, riformandole non in base ai soggetti  ma alle domande poste della globalizzazione, e da genitori; noi osserviamo a cosa sta portando: molte povertà sia economiche che intellettuali e tanta ma tanta solitudine, uno stravolgimento e una scarsezza di valori-norme di regole e modelli da prendere ad esempio. Tutto questo ha fatto si  che si sono persi di vista gli obiettivi principali che caratterizzavano la nostra scuola, la nostra cultura. che è la formazione della persona, all’ essere, esserci e saper fare!

Noi riteniamo che  votare e chiedere migliore qualità, maggiore attenzione alle scelte relative al sistema educativo che devono tener conto: Della pedagogia come scienza dell’ uomo e della sua Formazione

Chiedere  a tutti gli schieramenti politici l’ attenzione ai problemi, è un nostro dovere verso i figli, verso quella società migliore che tutti chiediamo e ci auspichiamo.

In una maggiore valorizzarizzazione al ruolo dei genitori e delle famiglie  in  tutti i tavoli di consultazione e commissioni in ambito pedagogico, sociale, sanitario, nelle politiche territoriali, della cultura dell’informazione e comunicazione. Maggiori  strumenti risorse adeguate  a  svolgere il ruolo che la famiglia i genitori hanno per diritto costituzionale

AGE Pompei

 

 

Pompei

AGE Striano

Comunica

L’A.Ge Striano (Associazione Genitori) è promotrice  di un incontro con specialisti sulle dipendenze (Alcool,Droghe,etc.),in collaborazione con l’assessore alle politiche sociali e giovanili e con il Forum dei Giovani

                        Invita la S.V. al dibattito:

                  I Genitori contro le dipendenze

che  si terrà presso il centro sociale sito in via Beniamino Marciano,42 il giorno Giovedì  13/03/2008 alle ore 16,30

Interverranno al dibattito il Dott. Carmine Papilio  ed il     Dott. Giuseppe Guarino entrambi medici specialisti presso U.O.C. di Nola (Dipartimento Psicosociale per le dipendenze) –SERT- Na4

Modera la dott.ssa Lucia Matrone - assistente sociale.

Interveniamo tutti !!!

Conoscere le cose,significa saperle affrontare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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